WeRead Powered by ReaderPub
Frutti proibiti cover

Frutti proibiti

Chapter 65: LXIII. Camilla a Riccardo.
Open in WeRead

About This Book

The narrative centers on Riccardo Celesti, an elegant, introspective sentimentalist whose idle, art-filled household and languid habits frame a life of longing and self-examination. Told through intimate scenes and epistolary exchanges, the work traces his emotional attachments, the pangs of desire and refusal, and social interactions that expose both romantic idealism and gentle satire of affectation. Episodic portraits and reflective passages alternate to explore themes of memory, courtship, and the habits that sustain or thwart passionate feeling, producing a nuanced study of temperament rather than a conventional plot-driven tale.

LXIII. Camilla a Riccardo.

«Perchè mi parli così? perchè non risparmi l'umiliazione ad un'anima straziata dal rimorso? Non v'ha dunque più dubbio! Per te pure sono una donna colpevole!

«Lo so; non è in mio potere di mutare le conseguenze d'un fallo; ma questo linguaggio che vorrebbe dirmi l'amore e non mi dice invece che la vergogna, tu, no, non dovevi aggiungerlo alle mie torture.

«Penso al mio passato, all'enormità del mio fallo, e mi domando che mi rimane nella vita.

«Che sarà di me? Dove troverò io la forza di sollevare lo sguardo sulla fronte limpida ed aperta di mio marito? E potrò nascondergli la mia colpa?

«Ho un presentimento triste; mi pare che una voce segreta mi parli dal fondo del cuore, e che una grande sventura sia sospesa sul mio capo. Cerco un conforto nel cielo; ma il cielo distoglie gli occhi dalle creature che mi assomigliano...

«I miei occhi non hanno più lagrime; tutti i miei affetti sono inariditi; tutti i nodi che mi legavano alla famiglia sono spezzati. Perfino Bice, la mia piccola Bice, candida e buona, mi ìmpaurisce come un'accusa vivente.

«Il tuo amore che mi ha fatto intorno questa solitudine orrenda, ora mi è necessario per popolarla.

«Interroga il tuo cuore, Riccardo; e dimmi, dimmi, mi amerai tu tanto da pagare le mie sciagure?»