NOTE:
1. Essendosi S. M. degnata di mettermi in corrispondenza, per mezzo del Ministro della Real Casa, conte Visone, col cavalier Promis, bibliotecario della Biblioteca del Re in Torino, io esposi allo stesso signor Cavaliere una serie di domande e di quesiti, ai quali egli, dopo altre lettere cortesi, finì col rispondere in questo tenore:
«Ella....., sono persuaso, non potrà a meno di approvare il mio operato, tanto più che tutto il desiderato è sotto suggello. Credo però di non mancare al mio dovere, dicendole che moltissimo non esiste più, essendo stato sottratto, non so nè dove nè da chi; ma è cosa notoria: che del 63 e 64 nulla affatto vi è, forse perchè tolto o regalato: nulla vi è sulla chiamata del Generale nel 1859, e sul richiamo dalla Cattolica; poco sul resto: nulla del Re: qualche copia di proclama e qualche raccomandazione: pochi fogli del 59 e 60 e di qualche altro anno, tutte cose in gran parte pubblicate.»
2. Nell’Epître dédicatoire à Madame de Pompadour, premessa al Tancrède.
3. Le stesse Memorie son quelle pubblicate da Alessandro Dumas seniore, in due volumi col titolo Mémoires de Garibaldi (Paris, M. Lévy Frères, 1862); e in parte, fino al 1848, edite da Francesco Carrano, allora generale, nel suo libro Garibaldi e i Cacciatori delle Alpi nel 1859. Circa però all’edizione del Dumas conviene stare in guardia, poichè se non può veramente dirsi che il celebre scrittore abbia inventati fatti di sana pianta, li travestì di tante ciarpe romanzesche da diventare talvolta affatto irriconoscibili. Epperò circa a quel periodo le sole Memorie di Garibaldi da tenersi per autentiche son quelle dell’Elpis Melena. Vedi anche sulla storia delle Memorie di Garibaldi confidate ad Elpis Melena un articolo di Saint-René Taillandier nella Revue des Deux-Mondes.
4. Altre Vite da consultarsi con frutto per alcuni documenti che vi si trovano sono: P. C. Boggio, La Vita politica aneddotica militare del generale Giuseppe Garibaldi, Torino, 1861; Giuseppe Ricciardi, Vita di Giuseppe Garibaldi narrata al popolo e continuata sino al ritiro nell’isola di Caprera (9 novembre 1860), Firenze, G. Barbèra, 1860; Vita di Giuseppe Garibaldi scritta sopra documenti genealogici, storici, dalla sua partenza fino al recente ritorno in Caprera, Firenze, Le Monnier, 1864. Anche l’opuscolo Garibaldi dal 1860 al 1879 per F. Bideschini, Roma, Tip. del Popolo Romano, 1879, ha particolari interessanti, di cui l’autore, testimonio e attore, può star garante. Taccio le straniere, copiate o calcate quasi tutte sulle italiane. L’ultima comparsa che io mi sappia è The Life of G. Garibaldi by T. Theodore Bent, London, Longmans, Green etc., 1881.
5. Fra le Storie generali non va dimenticata quella dell’Anelli, Storia d’Italia, e affinchè audiatur et altera pars, confrontisi anche La continuazione alla Storia universale della Chiesa Cattolica dell’Ab. Rohrbacher dall’elezione al Pontificato di Pio IX nel 1846 sino ai giorni nostri, scritta dal prof. D. P. Balan ec., vol. II, Torino, per Giacinto Marietti, 1879.
6. Eccone l’elenco nell’ordine e coi titoli appostivi dal Generale stesso:
| L’Uomo | Pag. 1 |
| Il Governo | 3 |
| Il Prete | 4 |
| Esercito | 9 |
| Il Popolo | 11 |
| Il Giornalismo | 14 |
| La Contesa | 17 |
| Cristo | 18 |
| La Religione del Vero | 21 |
| Disciplina | 23 |
| La Donna | 25 |
| Dignità | 28 |
| Terror pànico | 34 |
| Marina e Cavalleria | 40 |
| Menzogna e Corruzione | 43 |
| La Coscienza | 45 |
| Sarnico | 47 |
| Palermo | 51 |
| Calatafimi | 54 |
| Marsala | 56 |
| Aspromonte | 58 |
| Il Trasporto | 75 |
| L’Anima | 77 |
| Il Beneficio | 80 |
| Il Bene e il Male | 86 |
| La Morte | 89 |
| Il Dolore | 92 |
| I Ministeri | 98 |
| La paura governa il mondo | 100 |
| La Dittatura | 109 |
| I Briganti | 116 |
| Ordinamenti | 121 |
| Nizza | 124 |
| Roma | 138 |
| Palermo | 140 |
| Donne | 142 |
| Le Latitudini | 144 |
| Incertezze. Pag. 154, interrotto alla | 155 |
| Unità Mondiale | 156-160 |
| Frammento sull’Esercito | 161 |
| Poche parole all’Italia (interrotto) | 162-163 |
| Studio sui Venti (incompleto) | 164-168 |
| Lo stesso in francese | 169-172 |
| Il Furto organizzato | 173-175 |
| Massime | 176 |
| Il Re Galantuomo | 177-178 |
| Parlamento e Ministri | 179 |
Altri frammenti di pensieri e abbozzi di manifesti e lettere, ec. e fra gli altri alcuni studi di matematica.
7. Soltanto nel correggere la stampa di questa Prefazione vengo a scoprire che la lettera del Maraini fu in questi ultimi giorni stampata dalla Riforma. Lungi dal mio pensiero l’incolpare il mio buon amico Maraini d’aver voluto pagare anch’egli il suo tributo alla memoria del grande uomo col mettere in luce un sì prezioso tesoro, sul quale, poichè m’era stato donato per la stampa, potevo sperare d’aver anch’io un certo diritto di prelazione. Mi scuso soltanto se la do per inedita, poichè fino a ieri era tale per me.
8. On History, nei suoi Criticals and Historicals Essays.
9. Historiarum, lib. I, cap. I.
10. G. Carducci, A Giuseppe Garibaldi.
11. Memorie di G. Garibaldi pubblicate da Francesco Carrano nell’opera: I Cacciatori delle Alpi comandati dal generale Garibaldi, ec., pag. 16. Torino. Unione Tipografica Editrice, 1860.
12. Il Dumas nelle sue Memorie la chiama «Ragiundo;» il Bordone nel Garibaldi «Bogiado;» ma il vero nome è Raimondi, come si rileva dall’Atto di morte di suo marito Domenico del 3 aprile 1841, estratto dai Registri della Parrocchia della Concezione di M. V. in Nizza e dalla immatricolazione di suo figlio Giuseppe nella Marina sarda, ricavata dalla Matricola del 1832, pag. 392.
13. Memorie edite dal Carrano, pag. 10.
14. Vedi Memorie citate, pag. 10.
15. Queste parole le traduciamo dalle Mémoires de Garibaldi, di A. Dumas padre (Paris, Levy, 1862), le quali devono tenersi, come dicemmo nella Prefazione, un ampliamento del testo primitivo e originale, ornato poi dalla fantasia del Traduttore.
16. E non Giovanni, come dice il Dumas; e non Giaume, come scrive l’Elpis Melena.
17. Memorie edite dal Carrano, pag. 12.
18. Vedi Memorie citate, pag. 14.
19. A Enrico Guastalla, suo soldato da Roma a Bezzecca.
20. Memorie edite dal Carrano, pag. 14.
21. Diciamo altrove, cioè nel Garibaldi’s Denkwürdigkeiten, di Elpis Melena (pag. 17); mentre il testo Carrano non accenna a questo episodio. Il Dumas poi vi ricama sopra uno de’ suoi soliti romanzi; immagina favolosi combattimenti, e mette in bocca a Garibaldi parole che non ha mai proferite.
22. L’Elpis Melena, nelle Memorie già citate, dice Trovaigo, ma deve essere errore di scrittura o di stampa. Il Carrano, che riproduce esattamente le Memorie originali, dice Sauvaigo. E Dumas lo segue.
23. Di queste parole restò memoria viva fra i vecchi conoscenti ed amici di casa Garibaldi, e ce le riferì un egregio Nizzardo, che volle favorirmi, con questa, molte altre notizie circa il suo celebre concittadino e la sua famiglia.
24. Biografia di Giuseppe Garibaldi compilata da Gio. Battista Cuneo, pag. 16. Genova, Regia Tipografia Ferrando.
Il Carrano suppone che il credente potesse essere Mazzini. Ma il Mazzini stesso ci assicura di non aver conosciuto Garibaldi che l’anno dopo a Marsiglia.
25. I preti di Firenze gli negarono la sepoltura! Ora dorme in Oneglia sua patria.
26. Memorie edite dal Carrano, pag. 15.
27. Opere di G. Mazzini. Milano, Daelli: Politica, vol. III, pag. 334.
28. Ecco il suo atto d’arruolamento quale venne estratto dalla Matricola del 1832, vol. I, pag. 392:
«Marinaro di terza classe Garibaldi Giuseppe Maria per nome di guerra Cleombroto, figlio di Domenico e di Rosa Raimondi, nato li 4 luglio 1807 a Nizza, provincia di Nizza, iscritto alla Matricola della Direzione di Nizza il 27 febbraio 1832 al Nº 289.
»Assentato da Genova come marinaro di terza classe di leva li 26 dicembre 1833. Statura oncie 39¾. Capelli e ciglia rossicci, occhi castagni, fronte spaziosa, naso aquilino, bocca media, mento tondo, viso tondo, colorito naturale, segni apparenti....
»Imbarcato sul Des Geneys il 3 febbraio 1834. A. S. L. (assentatosi senza licenza) dalla suddetta regia fregata il 4 febbraio 1834.»
29. Durante il mio soggiorno a Caprera non era facile indurre Garibaldi a raccontare le sue avventure; ma su questa tornava egli medesimo spesse volte e volontariamente, ed era uno degli esempi con cui illustrava la vanità delle congiure mazziniane, delle quali non fu mai ammiratore.
30. E non il Nantomis, come stampava forse per errore il Cariano; nè il Nagens, come dice il Bordone.
31. Memorie edite dal Carrano, pag. 17.
32. Biografia di Giuseppe Garibaldi compilata da G. B. Cuneo, pag. 18.
33. Le Memorie del Carrano dicono 12; quelle dell’Elpis Melena e il Dumas 16. Anche queste parole sono riferite con lievi varianti; ma il senso è questo
34. Barca destinata alla pesca delle garape, pesce delicato del Brasile.
35. Intende della Banda Orientale, secondo nome dato all’Uruguay che si trova sulla sponda orientale della Plata.
36. Piccolo fiume.
37. Specie di gazzella.
38. Memorie edite dal Carrano, pag. 25.
39. Nè il nome del capitano, nè quello del bastimento ci fu dato accertare. Il Dumas dice: un navire commandé par un Mahonais nommé Don Lucas Tartanlo. L’Elpis Melena: Luca Tartabal von der Goelette Pintosesco. Il Carrano: Lucas Tartabul della goeletta Pintaresco.
40. A G. B. Cuneo appunto in quei giorni scriveva: «Circa ad evadermi, ti basti che sono in questa condizione sulla mia parola d’onore. Passo la maggior parte del giorno leggendo libri che l’instancabile bontà del mio ospite mi provvede; talora nella sera d’un bel giorno vado a passeggio, visito qualche conoscente, e guardo malinconicamente le bellezze del paese, e mi ritiro a casa; altre volte esco a godere d’una bella mattinata, e leggo, scrivo, e sempre in cuore l’Italia, e parlando con dispetto io grido:
Io la vorrei deserta
E i suoi palagi infranti
. . . . . . . . . . .
Pria che vederla trepida
Sotto il baston del Vandalo!
La mia sorte è legata alla tua; guidati da un solo principio, consacrati ad una causa, abbiamo rinunciato alla tranquillità e imposto silenzio a tutte le passioni: ad onta dei giudizi leggeri ed inconsiderati della moltitudine, che non riguarda sovente il nostro generoso proposito che sotto l’aspetto d’interessate mire e d’ambizione, proseguiremo. Il testimonio della coscienza ci basta.»
41. Il Cuneo aggiunge: «che lo strazio crudele era reso più osceno ed atroce da una turba selvaggia che, affollatasi alla soglia della prigione rimasta aperta, scherniva il sofferente e del martirio faceva argomento di contumelie.»
Qua e là si legge che Garibaldi, quand’era impeso alla trave, si vendicò sputando in faccia al suo carnefice. Può essere, ma nelle sue Memorie non troviamo cenno alcuno del fatto.
42. Specie di thè brasiliano.
43. Al Brasile rammentano ancora il fatto; e a proposito di un canale progettato, tra la laguna e Porto Allegre, il Siglo di Montevideo del dicembre 1879, nº 4452, usciva con queste parole:
«Canalizacion. — Varios ingenieros brasileros han publicado un folleto que versa sobre la apertura de un canal navegable entre el puerto de la laguna y la ciudad de Porto Alegre. Referiendose a ese proyecto, recuerda O Cruzeiro un episodio de la vida militar de Garibaldi. Ese ilustrado caudillo hallandose al servicio de la revolucion republicana riograndense, ejecuto la idea que hoy se agita, colocando tres lanchones sobre ruedas y metiendolos en el Capivary: de manera que con esa parte de navegacion terrestre, pudo entrar en la laguna con un solo barquetillo pues los demos naufragaron en la costa de Taramanday.»
44. Memorie edite dal Carrano, pag. 46-47.
45. Non si confonda questa Laguna, vasto lago nella provincia di Santa Caterina, e che dà il nome alla città di Laguna sopra nominata, colla laguna de los Patos, posta nel Rio Grande, di cui si è discorso finora.
46. Dal Garibaldi’s Denkwurdigkeiten, di Elpis Melena, vol. I, pag. 84 e 85. Il Carrano sopprime il brano, e il Dumas al solito lo infrasca. Nel rimanente tutta la storia d’Anita, tanto quella narrata fin qui, quanto quella che avremo a narrare in seguito, l’abbiamo attinta a due fonti per noi inoppugnabili: le Memorie di Garibaldi, le attestazioni di parenti e amici suoi, o testimoni, o consapevoli per diretta notizia, de’ fatti.
47. Anta è una bestia inoffensiva della mediocre altezza d’un somaro, la cui carne è squisita, e il cuoio serve a vari lavori. Io non l’ho veduta mai.
48. Piccada, vale ancora foresta.
49. Specie di pino gigantesco.
50. Boschi.
51. Buchi ricoperti accuratamente con erbe, nei quali precipitando l’incauto viandante, ne profittano i selvaggi per assalirlo.
52. Dal 1836 al 1842.
53. Les dissensions des Républiques de la Plata et les machinations du Brésil, pag. 2. Paris, E. Dentu libraire-éditeur, 1865.
54. Non dispiacerà forse il risapere che fra le sette prime famiglie che vennero da Buenos-Ayres ad abitare la nuova città, una era tutta di Genovesi, cioè Giorgio Borgès, sua moglie Maria Carrasco e quattro di famiglia.
E che per Borgès si debba leggere Borghesi, e questo nome sia fra gli antichissimi di Genova lo dimostra il prof. G. B. Brignardello nella sua Memoria delle vicende dell’America meridionale e specialmente di Montevideo nell’Uruguay, pag. 31 e seg. Genova, 1879.
55. Glorias militares de los Españoles desde la mas remota antigüedad hasta el presente, tomo II, pag. 197. Cadiz, 1808.
56. Estudios historicos, politicos y sociales sobre el Rio de la Plata, por D. Alesandro Magariños Cervantes, pag. 97. Paris, 1854.
57. In alcune provincie anzi, come nella Nuova Granata, fu piuttosto diretto contro i Francesi ed i loro partigiani (afrancesados) che contro gli Spagnuoli.
58. La posizione astronomica della Repubblica è fra il 55° e 61° longitudine occidentale, e il 30° e 35° latitudine meridionale dal meridiano di Parigi. Gli scrittori di Geografia fisica del paese s’accordano però nel dire che le osservazioni meteorologiche vi sono ancora molto manchevoli e imperfette.
Vedi Elementi di Geografia fisica della Repubblica orientale dell’Uruguay, di Pietro Giralt, membro dell’Istituto d’istruzione pubblica in Montevideo. Versione italiana pubblicata per cura del Consolato generale dell’Uruguay in Italia.
Poi: La République orientale de l’Uruguay à l’Exposition de Vienne, par A. Vaillant.
| Estensione della Banda Orientale | Chilom. quad. 186,920.01 |
| Popolazione assoluta nel 1877 | 440,000.— |
| Popolazione relativa per ogni chilom. quadrato | 2.4 |
Riassunto statistico per l’Esposizione Universale di Parigi, fatto dalla Direzione di Statistica della Repubblica. Montevideo, 1878.
| Estensione dell’Argentina | Chilom. quad. 4,195,519.84 |
| Popolazione assoluta nel 1873 | 1,877,490.— |
| Popolazione relativa per ogni chilom. quadrato | 0.6 |
Oggi la popolazione assoluta è calcolata di 2,400,000.
Queste cifre risultano da un calcolo planimetrico eseguito nel 1873 e nel 1880 (Die Bevölkerung der Erde) da M. M. Behm et Wagner, VI, Gotha 1880, all’Istituto geografico F. Perthes di Gotha.
59. Serpente che prende il nome dal rosso vivo del corallo. Così il coguar è una specie di leone più piccolo di quelli d’Africa e d’Asia.
60. Uno dei difensori di Montevideo contro gl’Inglesi nel 1807.
61. Il Saavedra favoriva la monarchia con un principe europeo.
62. Nel progetto di trattato da lui proposto il 16 giugno 1815 aveva inchiuso quest’articolo:
«13º — Las Provincias y pueblos comprendidos desde la márgen Oriental del Paraná hasta la Occidental, quedan en la forma inclusa en el primier artículo de este Tratado, como igualmente las provincias de Santa-Fé y Cordoba hasta que voluntariamte no querian separarse de la proteccion de la Banda Oriental del Uruguay y direccion del gefe de los orientales.» Bosquejo histórico de la República oriental del Uruguay, pag. 76.
63. Parole del vicerè di Buenos-Ayres, Don Nicola de Arredondo, tolte dal libro: Estudios históricos, politicos y sociales sobre el Rio de la Plata, por D. Aleyandro Magariños Cervantes, ec., pag. 90. Paris, tip. Ad. Blondeau, 1854.
64. Vi è un quadro rappresentante El Juramento de Los 33, opera del pittore uruguayano Blanos (ora dimorante a Firenze). Ecco i nomi di que’ valorosi, ai quali forse pensò il venturo capitano dei Mille:
- 1. Ignacio Nuñez.
- 2. Juan Acosta.
- 3. Felipe Carapé.
- 4. Juan Rosas.
- 5. Celedonio Rojas.
- 6. Manuel Melendez.
- 7. Avelino Miranda.
- 8. Agustin Velasquez.
- 9. Manuel Freire.
- 10. Joaquin Artigas.
- 11. Gregorio Sanabria.
- 12. Santiago Nievas.
- 13. Santiago Gadea.
- 14. Ignacio Medina.
- 15. Jacinto Trapani.
- 16. Luciano Romero.
- 17. Juan Spikermann.
- 18. Pablo Zufriategui.
- 19. Simon del Pino.
- 20. Manuel Lavalleja.
- 21. Juan Antonio Lavalleja.
- 22. Atanasio Sierra.
- 23. Manuel Oribe.
- 24. Andrés Spikermann.
- 25. Ramon Ortiz.
- 26. Basilio Aranjo.
- 27. Juan Ortiz.
- 28. Pantaleon Artigas.
- 29. Andrés Areguati.
- 30. Andrés Chebeste.
- 31. Francisco Lavalleja.
- 32. Dionisio Oribe.
- 33. Carmelo Colman.
65. Sarmiento, Civilisation et barbarie. Vedine l’ampio sunto nella Revue des Deux-Mondes, 1º ottobre 1846, fattone da Carlo di Mazade.
66. Taverne di campagna.
67. Magariños Cervantes, op. cit.
68. Horca vuol dire nell’istesso tempo covone e forca. Laonde Mas-horca: più forca e più unione; o l’unione che si cementa nel sangue de’ patiboli.
69. Vedi i Decreti dei Governatori di Tucuman de Calamarca e Corrientes, in Magariños Cervantes, pag. 223.
Il primo di que’ Decreti dice:
«Todos les Argentinos estan autorizados á quitar la vida á los comprendidos en el anterior artículo, en qualquier lugar del territorio de la República, etc.»
Il secondo più esplicitamente:
«Considerando que es un crímen el mirar á los malvados facinerosos con clemencia, etc.
»Art. 1º — Quedan proscritos para siempre y fuera de la ley, todos los individuos de uno y otro sexo que se hallan alistados en las filas de las dos divisiones de bandidos y malvados salvages inmundos unitarios.»
70. Magariños Cervantes, op. cit., pag. 10.
71. Un ufficiale francese, il signor Ferdinand Durand, in un suo pregevole lavoro intitolato: Précis de l’Histoire politique et militaire des Etats de Rio de la Plata, nello Spectateur Militaire (febbraio e marzo 1852), dice a questo punto, «che l’Echague marciava contro Montevideo, ma che vistolo occupato dai Francesi (i quali per confessione sua non erano più di quattrocento) rinunciò ad assediarli, e mosse invece contro il Ribera a Chagancia.» Questo, se non è una vanteria francese, è manifestamente un grosso errore militare: l’Echague non poteva mai impegnarsi ad assediare Montevideo, quando aveva sui fianchi a poche leghe tutto l’esercito del Ribera, intatto e impaziente di combattere.
72. Vedi Andrés Lamas, Apuntes históricos de las agresiones de Rosas contra la independencia de la República oriental del Uruguay.
Nella Nota 34 si legge:
«Libres los despojos humanos del general Lavalle en tierra boliviana, por el heroico sacrificio de los patriotas que los custodiaban, Oribe en su despecho reclamó la estradicion de aquellos restos. El general Urdimenea rechazó con horror tan atroz proposicion.»
73. Ciò è attestato dall’Atto matrimoniale che pubblichiamo più innanzi a pag. 377-78, in nota.
74. Dal Garibaldi’s Denkwurdigkeiten di Elpis Melena, vol. I. Il Carrano abbrevia, il Dumas inventa; la sola Elpis Melena si sforza a tradurre alla lettera il testo delle Memorie originali che aveva tra mano. Noi però, ritraducendo, usiamo, rispetto alla forma, d’una certa libertà, anche perchè non siamo ben sicuri se la traduttrice abbia sempre intesa o riprodotta fedelmente la locuzione italiana.
75. Traduciamo alla lettera la frase del testo Elpis Melena, ma confessiamo sinceramente di non intenderla. Come una squadra che navigava in acque basse avesse bisogno di accrescere la propria zavorra, nessuno l’intenderà mai, molto meno che avesse bisogno di fare quest’operazione nell’imminenza d’un combattimento. Forse la traduttrice ha voltato male una frase di Garibaldi, o si è spiegato poco chiaramente egli stesso.
76. Wright, autore del Siège de Montevideo, citato da A. Dumas padre, nel suo eccellente libro: Montevideo ou une nouvelle Troje (Paris, Nap. Chaix, 1850), dettatogli può dirsi dal general Pacheco, ministro allora dell’Uruguay a Parigi.
77. Vedi Spectateur militaire, febbraio, marzo e aprile 1852. — Précis de l’Histoire politique et militaire des États de Rio de la Plata, par Ferdinand Durand; studio militare che ci fu di utilissima guida.
78. Propriamente d’Alzate.
79. Il generale Sacchi ci diede i nomi di quei due ufficiali; si chiamavano Larini e Ferretti; e sta bene che la storia serbi loro il posticciuolo d’infamia che si sono meritati.
80. Il Dumas narra il fatto con molte frangie di particolari romanzeschi; e noi, come sempre, ci atteniamo alla più genuina, cioè alla tedesca, tanto più che, se fosse vera la versione del Dumas, il fatto di Garibaldi si aggraverebbe.
81. Lo stesso capo dei 33.
82. In un manoscritto di Ricordi inediti da lui gentilmente favoritoci.
83. Crediamo voglia intendere l’Himno Nacional orientale, scritto dal Figuerroa, il miglior poeta dell’Uruguay. Lo riproduciamo qui per intero.
Libertad, Libertad, Orientales,
Este grito á la Patria salvò,
Que sus bravos en fieras batallas
De entusiasmo sublime inflamò,
De este don sacrosanto la gloria
Merecimos.... Tiranos, temblad!
Libertad en la lid clamaremos
Y muriendo tambien libertad!
Orientales, mirad la bandera
De heroismo fulgente crisol:
Nuestras lanzas defienden sa brilla
Nadie insulte la imágen del Sol!
De los fueros civiles el goce
Sostengamos, y el código fiel
Veneremos inmune, y glorioso
Como el arca sagrada Israel.
De las leyes al númen juremos
Igualdad, patriotismo, y union,
Immolando en sus aras divinas
Ciegos odios y negra ambicion;
Y hallaran los que fieros insulten
La grandeza del pueblo Oriental,
Si enemigos, la lanza de Marte,
Si tiranos, de Bruto el puñal.
CORO.
Orientales, la Patria ó la tumba!
Libertad ó con gloria morir!
Es el voto que el alma pronuncia
Y que heróicos sabremos cumplir!
84. Questi e i seguenti sono tratti dai Documenti intorno a Garibaldi e la Legione italiana a Montevideo, pubblicati per cura del colonnello E. De Laugier. Firenze, tip. Fumagalli, 1846.
85. Al Decreto tenne dietro il seguente Ordine del giorno del Ministro della guerra, in virtù del quale tutta la guarnigione doveva sfilare in colonna d’onore davanti a tutta quella parte della Legione che era rimasta nella capitale:
«Per dare ai prodi nostri compagni d’arme, che s’immortalarono nei campi di Sant’Antonio, una rilevante prova della stima in cui si tiene l’esercito, del quale hanno illustrato la gloria in quel memorabile combattimento, il comandante delle armi dispone:
1º Il giorno 15 del corrente, giorno segnalato dall’Autorità per consegnare alla Legione italiana la copia del Decreto che precede, vi sarà una grande parata della guarnigione, che si schiererà, ad eccezione della Legione italiana, nella strada del Menado, appoggiando la diritta nella piazzetta della medesima, e nell’ordine che indicherà lo Stato Maggiore.
2º La Legione italiana si schiererà nella Plaza de la Costitucion, dando le spalle alla Cattedrale, ed ivi riceverà la copia suddetta, che le sarà consegnata da una Deputazione presieduta dal signor colonnello Francesco Vajes, e composta di un capo, un ufiziale, un sergente e un soldato di ogni corpo.
3º Incorporata la Deputazione ai corpi rispettivi, la guarnigione si dirigerà alla piazza indicata, sfilando in colonna di onore davanti alla Legione italiana; e in questo mentre i capi dei corpi saluteranno, con Evviva la Patria, il generale Garibaldi e i suoi prodi compagni.
4º Le schiere dovranno essere allineate alle 10 della mattina.
5º Verranno consegnate copie autentiche di quest’Ordine generale alla Legione italiana e al signor generale Garibaldi.
Pacheco J. Obes.»
86. Lo togliamo dal Cuneo, che dice avere in suo potere l’autografo. Egli aggiunge poi con la nota:
«Queste parole dell’Ammiraglio francese non possono far allusione che alle ripetute calunnie a carico degl’Italiani apparse ne’ giornali francesi intorno all’occupazione della Colonia, e specialmente ad articoli pubblicati nella Presse, generalmente attribuiti al signor Page, comandante del brigantino Ducoëidic, il quale trovavasi dinanzi alla Colonia all’epoca dell’occupazione suddetta, e traeva coi cannoni sugl’Italiani sbarcati, in luogo di mitragliare i nemici. Il signor Page è tenuto nel Rio della Plata come interessato partigiano di Rosas. Era ministro di Francia in Montevideo il barone Deffandis.» — Cuneo, Biografia di Giuseppe Garibaldi. Genova, Regia tip. Ferrando, pag. 35.
87. Anche un uffiziale del D’Assaz, brigantino da guerra francese, confermava col racconto di fatti particolari le maraviglie destate dal fatto prodigioso.
«Le notizie dell’Uruguay sono che Servando Gomez è stato battuto da Garibaldi e Baez. Di 1200 uomini di cavalleria e 300 fanti ne ha perduti 500; 250 furono trovati morti sul campo nella prima sortita, e 124 la seconda; quattro carri pieni di feriti furono presi due giorni dopo. Garibaldi aveva 200 uomini; ebbe 33 morti e 53 feriti, tra i quali ultimi quasi tutti gli ufficiali. Baez ebbe 18 uomini resi inabili all’armi. Il generale Medina arrivò al Salto il 9 febbraio con 280 uomini.»
88. Vedi i Nri 23 e 30 luglio, e 3, 6, 10, 13, 17 agosto 1847 di quel giornale.