(La porta in fondo, a sinistra, si apre: apparisce la signora Borkman con lo sciallo sulla testa.)
SCENA IV. Borkman, Ella Rentheim, la Signora Borkman.
Sig.ª Bork. (in preda a vivissima eccitazione). Erardo npn porterà mai quel nome!
Ella (indietreggiando). Gunilde!
Bork. (in atto minaccioso). Non tollero che nessuno entri in camera mia.
Sig.ª Bork. (entrando nella stanza). Mi sono presa la libertà....
Bork. (andando incontro a sua moglie). Che vuoi da me?
Sig.ª Bork. Voglio lottare e combattere per te; — voglio difenderti dagli spiriti maligni.
Ella. Gli spiriti più maligni albergano in te, Gunilde!
Sig.ª Bork. (in tuono aspro). Su questo argomento — non una parola di più! (in atto di minaccia, col braccio teso — ad Ella) Una cosa però voglio sin d’ora imprimerti bene nella mente: Erardo porterà sempre il nome di suo padre! Lo porterà a testa alta e lo circonderà di nuovo splendore! Ed io sola ho da essere la madre di Erardo Borkman! Io sola! E nessun’altra donna! (via e chiude la porta)
SCENA V. Borkman ed Ella Rentheim.
Ella (scossa). Borkman.... In questa burrasca sarà Erardo quegli che risentirà i più dannosi effetti. È d’uopo che si venga ad una spiegazione fra te e Gunilde! Andiamo quindi subito da lei.... Scendiamo!
Bork. (fissandola). Io andare da lei? Eh?
Ella. Sì, tu con me.
Bork. (agitando il capo). Tua sorella è inflessibile, Ella — inflessibile come il metallo che un giorno io volli estrarre dallo miniere.
Ella. Ritenta ora la prova!
Bork. (resta immobile, senza rispondere, come se fosse indeciso)
FINE DELL’ATTO SECONDO.