APPENDICE IV
Nell'archivio di Ginevra sta un Libro di memorie diverse della Chiesa italiana, raccolte da me Vincenzo Burlamacchi in Geneva, MDCL. Ne caviamo ciò che importa all'assunto nostro.
= In appresso saranno notati li nomi delle persone italiane, le quali sono venute ad abitare in questa città di Geneva, e fatto professione della religione reformata, e di più l'anno del loro arrivo in esso luogo.
1550. — Giuseppe Fogliato di Cremona. Bartolomeo Roncado di Piacenza, con sua moglie.
E qui do notizia che solo sono qui messi i nomi che sono scritti ne' libri; essendo certissimo che solo una parte d'essi è qui registrata. Ciò si prova perchè già l'anno 1551 furono deputati alcuni per la cura de' poveri. Il che mostra che, già allora ed avanti, v'era numero d'Italiani qui. La raunanza per le prediche cominciò nel 1552, che venne Celso Martinengo da Basilea, che fu primo ministro.
1551. — Galeazzo Caracciolo, marchese di Vico nel regno di Napoli (signor marchese), Antonio suo servitore.
Giovanello Connello di Reggio di Calabria. Lattantio Ragnone di Siena nobile sanese. Francesco Tedesco di Messina. Paolo Buonaria. Vincenzo di Roccia. Jacomo Tomasini di Siena, con sua moglie. Lazaro Ragazzo di Cremona, con sua moglie. Francesco Santa di Cremona, con sua moglie. Giuseppe Fossa di Cremona. Paolo Gazo di Cremona. Niccolò Fogliato di Cremona. Ambrogio Varro piemontese. Michele Varro piemontese. Simone Pauli di Fiorenza. Tomaso Pueraro di Cremona, con sua moglie.
1552. — Celso Martinengo, conte bresciano, marzo, primo ministro.
Bernardo Loda di Brescia e suo servitore. Giuseppe Fenasco di Cremona. Alfonso Mulazzano di Ravello. Ludovico Manno di Sicilia. Giovanni Paolo de la Motta. Giovanni Aluigi Paschale. Orsino Roccia di Capua. Francesco Gazino di Dragonesi. Giovan Tommaso Gazino di Dragonesi. Francesco e Sebastiano Sartoris di Chieri fratelli, con due sorelle. Bernardino Susanno di Piacenza, con sua moglie e due figliuoli.
1553. — Francesco Marchiolo di Cremona, con sua moglie e cinque figliuoli. Giovanni Antonio Pellissari di Mussa (moglie e quattro figliuoli). Girolamo da Milano. Silvestro Tellio di Fuligno, con sua moglie. Fabio Tedesco di Reggio in Calabria. Simone Fiorello di Caserta, catechista poi ministro in Tirano (circa 1559). Giovanni Bernardino Ventimiglia. Nicolao Giustiniano. Bottini di Genova, con sua moglie.
1554. — Andrea Rubatto di Cuneo, con sua moglie. Tommaso Portughese, con sua moglie e cinque figliuoli. Jacomo Milanese, ecc. Georgio Miol di Pancabero, con sua moglie e cinque figliuoli. Giovanni Paolo Alciati piemontese. Stefano Rivorio di Cavore. Domenico Fiorentino. Andrea di Verto di Salasco. Nicolao Carignano di Carignano. Bonifacio Morena di Cavorre, con tre figliuoli. Giofredi Morena di Cavorre, con sua moglie e quattro figliuoli. Giovanni Pietro milanese. Antonio Gazzino, piemontese. Costanzo Gazzino, con sua moglie. Giuseppe Bondiolo di Cremona, sua moglie e due figliuoli. Giulio Cesare Paschali di Sicilia, con sua moglie. Antonio del Buono di Novara, sua moglie e cinque figliuoli. Giovanni del Buono di Novara, calzolajo, con sua moglie e cinque figliuoli. Gioannina Cottina di Racconigi con quattro figliuoli. Anselmo Quaglia. Tonino Tommasini. Giofredo Mozino. Hipolito Carignano. Giovanni Battista Guazzone. Giovan Ugali, con sua moglie di Verona. Pietro Cierigino. Giovanni Antonio Merenda. Giorgio Scarparo. =
Seguitando troviamo nel 1555 60 persone fuggite d'Italia a Ginevra, principalmente dalla Calabria. Nel 1556 36, fra cui sette da Lucca, colla famiglia Balbani.
Nel 1557 son 39 gli emigrati, fra cui Gioffredo Varaglia di Bosco. Apollonia Merenda di Cosenza. Giorgio Biandrata ben noto.
Nel 1558 son 35, di cui sette spagnuoli.
Nel 1559 son 47; 19 nel 1560, fra cui Andrea del Ponte, fratello del doge di Venezia; 22 nel 1561; 36 nel 1562, tra' quali il Castelvetro e Fausto Sozzino; nel 1563 son 53: così in trent'anni, circa quattrocento persone ci vennero, la più parte italiani. Torniamo al registro del Burlamacchi[129].
= Si è trovato memoria, come le prime catechisme furono fatte nella sala del Collegio, nel qual si celebrava il battesimo e il mariaggio. E che il numero delli Italiani crescendo giornalmente, il luogo d'essa sala del Collegio non sendo bastante per celebrare la santa Cena, fu, per arresto del Consiglio, alli 13 giugno 1555 ordinato che si predicherebbe e celebrerebbe la santa Cena alla Maddalena, la domenica seguente quella de' Francesi, e nell'ora solita della prima predica.
Nota di coloro che hanno esercitato il santo ministero nella Chiesa italiana, raccolta in questa città di Geneva.
1552. — Il conte Celso Massimiliano Martinengo di Brescia arrivò in questa città nel mese di marzo 1552, e dopo poco fu stabilito ministro nella Chiesa. Morì alli 12 agosto 1557.
1551. — Lattantio Ragnoni di Siena, arrivato qua nel mese di giugno 1551 (prima catechista), fu ricevuto ministro nella Chiesa alli 24 ottobre 1557. Morse alli 16 febbrajo.
1559. — Non potendo ottener Girolamo Zanco, nè appresso M. Emanuelle, dopo lunga ricerca. Niccolò Balbani di Lucca, arrivato qua in luglio 1557, fu ricevuto ministro nella Chiesa, alli 25 maggio 1561. Passò a miglior vita alli 2 agosto 1587.
1577. — Giovan Battista Rota di.... in Piemonte fu ricevuto nella nostra Chiesa, alli 20 agosto 1577, ne fu scaricato alli 20 luglio 1589 per avere lui desiderato ritirarsi in Francia.
1590. — Giovanni Bernardo Bosso, di nazione piemontese, venuto in questa città anno 1578, fu ricevuto ministro nella Chiesa italiana alli 20 del mese di maggio 1590. Esso passò a miglior vita alli 5 decembre 1612.
1612. — Giovanni, Diodati di nazione lucchese, nato qua alli 6 giugno 1576, fu ricevuto ministro nella Chiesa italiana alli 20 decembre 1612. =
Il secolo seguente, nella successione de' pastori italiani troviamo Benedetto Turrettini di Lucca, Giacomo Sartoris, piemontese come Giacomo Leger. Francesco Turrettini. Fabrizio Burlamacchi, Benedetto Calandrini, Michele Turrettini, tutti d'origine lucchese; Antonio Leger, ultimo, durò fin al 1689: dopo di che il parlar francese divenne così comune ai migrati, che più non fu mestieri di Chiesa distinta. Il Burlamacchi dà pure la lista di quei che furono anziani od amministratori de' poveri.
Negli archivj del Consiglio di Stato a Ginevra stessa trovansi quest'altre annotazioni dal registro del concistoro, che va sino al 1612.
1551. — Le marquis Galeace Caracciolo, arrivé ici 1551, travailla avec M. Calvin pour établir l'Eglise et l'ordre de la prédication ordinaire, y ayant dejà grand nombre de familles. Il alla querir a Bâle le comte Celso Massimiliano Martinengo, fameux auparavant pour ses prédications en Italie et compagnon de Martyr a Lucques, qui arriva ici en mars 1552, et y fut etabli ministre des Italiens, etant examiné par la compagnie des pasteurs.
1555. — On precha au commencement, et on fit les catechismes en la sale du Collège vieux: et l'assemblée etant fort accru en 1555, par arrêt du Conseil du 13 juin fut dit qu'on feroit le prêche italienne pour la sainte Cène à la Madaleine, le dimanche suivant la Cène des Français à 8 heures du matin.
1556. — En l'assemblée générale de mars 1556 on établit pour adjoints du pasteur 4 anciens, dont le dite marquis fut le premier, pour la conduite de l'Eglise comme corps de concistoire qu'on appela Collèges, avec 4 diacres pour administrer les aumônes. Les règlements du dite College se trouvent renouvellés le 8 mai 1564. Les dites anciens avoient charge de visiter frequemment les familles, se partageant les quartiers. Item les malades. Il y en avoient toujours deux, etablis sur les differences, pour les accomoder. Un ou deux sur les écoles qu'on dressa.
On etablit pour catechiste dès devant Simon Fiorello, et on expliquait un petit formule, et un plus grand à certaines heures. En 1556 Lattantio Ragnone, noble siennois, faisait aussi des catechismes. Dès le commencement on eut 50 psaumes, qu'on imprima en 1556 augmentés. Tout ceux qui arrivoient d'Italie se présentoit au concistoire, et étant connu de leur instruction, ils étoient incorporés en la communion de l'Eglise, se soumettant à la confession de foi, et à l'ordre de la discipline. Ceux qui n'étoient pas suffisamment instruits, étoient renvoyés aux catechistes.
La congrégation générale se tenoit, dès l'an 1557, après les catechismes italiens, au temple ou auditoire de S. Marie, dont il y eut quelques démélés avec les Anglais pour l'heure et tout fut remis à M. Calvin. Dès cette année on fit la depense du plancher pour la dite auditoire par resolution du 3 mars 1557, et de quelques bancs pour les femmes in novembre 1558, et de plancher les chapelles y mettant des bancs, janvier 1559.
1551. — Dès le commencement de 1551 jusque au fin de 1553, furent élus entre les Italiens pour le soin des pauvres qu'ils assistoient de leurs déniers, Niccolò Fogliato de Cremone et Amedeo Varro piémontois.
1554. — Pour les pauvres en l'assemblée générale du 4 janvier 1554, furent députés Simon Fiorillo et Niccolò Fogliato, et en janvier 1555 leur fut adjoint Jean Paolo Alciati.
1556. — Pour l'entretien des ministres et des pauvres, il y avoit une regle dressée de ceux qui volontairement s'y obligeoit selon leur pouvoir, et depuis ceux de la nation y ont toujours pourvu à ses frais, comme aussi pour les maîtres d'écoles et un chantre à gages. Le chantre pour 8 écus. =
Nell'archivio stesso trovasi questa nota del maggio 1558. «Sur ce qu'on decouvrit que Valentino Gentili, Giovanni Paolo Alciato, Giorgio Biandrata et d'autres soutenaient des discours comme ne sentant pas bien des trois personnes en une seule divinité essentielle, et troubloient la paix de l'Eglise sémant des opinions erronées, par l'avis de M. Calvin et des pasteurs de la ville, et du pasteur et consistoire italien fut dressée une confession de foi special là dessus, étendant ce qui est plus reservé en la confession ordinaire de Genéve, laquelle fu souscrite en une congrégation générale le 18 de mai en presence du quatrième sindyque M. Chevalier (commis au nom de la seigneurie des pasteurs français) par la plus part des membres de l'Eglise, et par le reste en d'autres jours suivants; et le 23 mai par six de ceux qui y faisaient difficulté, Silvestro Teglio, Filippo Rustici, Francesco Porcellino, Nicolò Sardo, Valentino Gentili, Hyppolite Gallo».