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Chapter 32: Sibilla.
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About This Book

La raccolta offre poesie in cui si susseguono visioni e meditative riflessioni sulle età della vita: dalla nascita e la maternità all'infanzia, dalla scuola e il sapere fino all'amore, alla perdita e alla morte. Immagini intense, tra natura, scene familiari, cortei di fanciulli, figure mitiche e simboli, sottolineano il rapporto tra forza vitale e fragilità umana; memoria, lutto e il mistero dell'esistenza ritornano come motivi centrali. I testi alternano lirismo contemplativo e tono lamentoso, esplorando la capacità creativa e distruttiva dell'uomo e il continuo avvicendamento di nascita e fine.

Sibilla.

Io la scopersi e la chiamai Sibilla.
Come ognun disamò lei giovinetta,
e a secolari tirannie soggetta,
emerse, quale un fiore da l'argilla,
mi disse. Or io la trassi su la vetta
ove il tumulto uman perspicuo brilla
nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla
contempla e dice, e l'Essere le detta.
L'agile capo e la capigliatura
attorta e tutta la persona bella
vibrano sotto un soffio ignoto e vivo.
Ed io, già dubitante, credo e scrivo.
Io non son che la sua buona novella.
Palpita in lei l'umanità futura.