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I Bianchi e i Neri: Dramma cover

I Bianchi e i Neri: Dramma

Chapter 41: SCENA II.
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About This Book

The drama reconstructs factional conflict in medieval Pistoia, following how an interpersonal insult escalates into revenge, mutilation, and a cycle of bloodshed between rival noble families and their adherents. Characters include members of leading households, brigands, and clergy, and the action moves from private vendetta to public violence: ambushes, arson, killings, and political alignments that fracture the city. A mix of historical commentary and staged scenes traces causes and consequences, depicting how personal grievances become communal warfare and how honor, cruelty, and vengeance reshape social order.

SCENA II.

Due Uomini che portano una bara.

1º Uomo
A quel superbo
Che per meglio punire il cielo innalza
Piegan tutti, non io. — Ti aborro, o vile
Idol di creta.
2º Uomo
Alto corriam periglio...
1º Uomo
Pari al piacer di dire allo infelice
Padre: — piagnete qui; — qui dentro è il corpo
Del figlio vostro. — Senza croce, — a lume
Spento, volea ch'io lo gittassi a' cani. —
Ma tu pria che a congiungerti alla terra
Ritorni, — oscuro sì ma pur sincero
Avrai, misero, il pianto.
2º Uomo
Infortunato!
Dei begli anni sul fior tolto alla vita
Chi mai lo avrebbe detto? — Sì cortese.
Sì costumato egli era.
1º Uomo
Amico! il core
Come per morte di un mio stesso figlio
Ho sanguinente.
2º Uomo
Sua dimora ha tolto
Fra Lotteringo in questo monastero;
Andianne a lui, e lo preghiam che venga
Di acqua aspergerlo santa, e dei defunti
Dirgli la prece pria che in tomba ei scenda.
1º Uomo
O buon Gaudente, qual sarà il cor tuo
All'atroce novella? Indarno pace
Bramasti; ch'ella in questa terra frutta,
Della scienza nuovo arbore, la morte.
2º Uomo
Esaudisci, Signor, la mia preghiera;
Questo spirto raccogli sotto il manto
Di tua misericordia.
1º Uomo
Così sia.
Requie eterna concedi a lui, Signore.[28]

SCENA III.

BIANCA.

Esser pareami in cielo... Or dove sono?
Misera me! oltre il dovere assente
Stetti; — al castello di tornare è tempo. —
Polve diletta, che secondo spiro
Per avviarmi a lieto porto sei,
Vale: — estremo a involarti nella notte,
Primo a spuntare sul mattino, — dolce
Pensiero e caro. O santa madre mia,
Volgi talvolta un guardo di conforto
Alla figlia nella ora che frappone
Ai nostri amplessi desiati il tempo.
Ma alcun qui mosse: — già non v'era dianzi
Quella torcia! — Che fia? — Cristo! un feretro!
Ahi! come tremo io forte... Il tristo trema
All'aspetto dei morti, o Bianca; — tutti
Saran com'esso, e tu... Or chi fie questo
Che come maladetto senza prece
È portato alla fossa? — Ove a te ogni altra
Manchi, — infelice! — avrai la mia: — ma in volto
Io vo' vederti. — Ah mi si strigne il core;
Nol far... Me preme una secreta forza.[29]
Dore... Gran Dio! l'anima stanca acco...gli.[30]

SCENA IV.

GUALFREDI, GERI, MANENTE, UBERTO e sua masnada, ed altri partigiani.

Partigiani
Vivano i Bianchi!
Altri
Viva!
Altri
Al tempio.
Tutti
Al tempio.
Gualfredi[31]
Da questa plebe che aborro travolto,
Mi accosto al tempio tremando e sperando
Che se reietti, non saranno almeno
Esecrati i miei voti... Scellerato!...
Come l'osate voi?...
Geri
Ogni uom si stringe
Dove gli torna la cintura. — Ogni uomo
Provegga alla sua anima. — Volete
Che io batta al tempio?
Gualfredi
Scostati, demonio...
Dio non s'insulta... Io batterò...
Geri
Battete.

SCENA V.

FRA LOTTERINGO dal tempio, e detti.

Lotterin.
Chi percuote alle porte? — Che si vuole
Dalla casa di Dio? — Chi se'? — Gualfredo!
Esecrata dell'empio è la preghiera;
Dio la disperde irato, o la converte
In maledizion, e su la testa
Folgorando allo iniquo la ripiomba. —
Scostati dagli altari: — un giorno Dio
Ti ruggirà su l'anima, e la impronta
Vi scorgendo del sangue: — Immaculata —
Ei dirà — e casta ella da me partissi,
Perchè l'hai sozza? Non è più mia figlia.
Scostati dagli altari. — Oza protervo
Un fuoco arse celeste, e Core un fuoco
Terreno incese. Una fraterna guerra
Pugnasti, — una fraterna alma sciogliesti;
E vuoi compagno a' tuoi misfatti Iddio?
Tu non se' degno ch'ei la man ti posi
Grave, tremenda sul capo, e ti sperda.
Miserabile! — il fulmine è serbato
A più alti delitti. — Al tuo... gli orrori
Bastano della notte, e lo sognate
Fantasime crucianti del rimorso,
E la paura del fuoco infinito. —
Ma Dio t'insegue: — oh! qua ti volgi; — vedi
Questa bara? sai chi racchiude? — Il tuo
Nepote atrocemente assassinato. —
Tra il santuario e te, frapposto ha Dio
Il tuo delitto.
Gualfredi
Ahi! che innocente io sono.
Lotterin.
Sì, — come Giuda. Se tal sei, t'accosta,
Vieni, e lo giura sul capo del morto...
Ma temi che non scorra dalle peste
Narici il sangue su le labbra; temi
Non venga a ribollir spumoso... temi
Fino all'inferno non si avvalli il suolo.
Gualfredi
Padre! non sono io reo...
Lotterin.
Giuralo...
Gualfredi
Il giuro...
Lotterin.
Tu tremi?
Gualfredi
Sì... ma di pietà...
Lotterin.
Si scopra
Il cadavero: or vieni... Oh morte eterna!
Tua figlia!
Gualfredi
Cristo! Lasciami...[32] O diletta!
Lotterin.
Scostati; — è morta!
Tutti
È morta!
Gualfredi
O Bianca!... o figlia,
Nell'ora del dolor vegliami, o Dio,
Che la morta ragion l'alma non stringa
Al fiero passo dei martirii eterni.
Manente
Io non ho vena che non tremi tutta. —
Rendiamci a Lui che volentier perdona;
Geri... rendiamci... a... Dio.
Geri
Sul capo nostro
Piovve commista al maledir di Dio
La linfa del battesmo: eternamente
Dannati... il cielo per tremar non s'apre...
Gemi, codardo? — In me ti affisa... io voglio
Che ben degno di lui m'abbia l'inferno.