ATTO QUINTO.
Innamorata se ne va piangendo
Fuora di questa vita
La sconsolata, che la caccia Amore.
Ella si muove sì dolendo,
Che anzi la sua partita
L'ascolta con pietade il suo Fattore.
Dante Alighieri.
SCENA I.
Facciata di una Chiesa intorno alla quale stanno le arche de' Cancellieri. È sera.
BIANCA.
- Grato ufficio compiei. — Trovai l'angoscia,
- Ho lasciato il contento... Oh! di qual puro
- Gaudio brillò! dei Santi gaudio egli era. —
- Quanti pochi deliziarsi sanno
- Nel gaudio altrui! Povera zia! di gioia
- Ben era tempo. — Tu piangesti tanto!
- Altro, e più mesto ufficio avanza. — In questa
- Tenebra, chi mai la diletta tomba
- Additerammi? — Il core. — Eccola... è dessa. —
- Polve che dentro di quest'arca stai,
- Di tal che fu tua figlia odi la prece: —
- I baci miei del marmo che ti fascia
- Temprino il freddo e ti riscalda. — Sorga
- Qualche scintilla dell'antico amore...
- Non risponde che l'eco. — E qual del cielo
- Parte ti accoglie, o madre, che non m'odi?
- Forse ti specchi in Dio, e nel suo ardente
- Riso ti fai beata? — Oh! a questa valle
- Volgi il guardo, e vedrai cosa che in cielo
- Anco ti fie diletta. — Ah! noi raminghi
- Di Eden condanna allo sapere al pianto; —
- Forse più che non temo a me si appresta
- Di travaglio... — A soffrire ti apparecchia...
- Meditiamo la morte...[27]
SCENA II.
Due Uomini che portano una bara.
- 1º Uomo
- A quel superbo
- Che per meglio punire il cielo innalza
- Piegan tutti, non io. — Ti aborro, o vile
- Idol di creta.
- 2º Uomo
- Alto corriam periglio...
- 1º Uomo
- Pari al piacer di dire allo infelice
- Padre: — piagnete qui; — qui dentro è il corpo
- Del figlio vostro. — Senza croce, — a lume
- Spento, volea ch'io lo gittassi a' cani. —
- Ma tu pria che a congiungerti alla terra
- Ritorni, — oscuro sì ma pur sincero
- Avrai, misero, il pianto.
- 2º Uomo
- Infortunato!
- Dei begli anni sul fior tolto alla vita
- Chi mai lo avrebbe detto? — Sì cortese.
- Sì costumato egli era.
- 1º Uomo
- Amico! il core
- Come per morte di un mio stesso figlio
- Ho sanguinente.
- 2º Uomo
- Sua dimora ha tolto
- Fra Lotteringo in questo monastero;
- Andianne a lui, e lo preghiam che venga
- Di acqua aspergerlo santa, e dei defunti
- Dirgli la prece pria che in tomba ei scenda.
- 1º Uomo
- O buon Gaudente, qual sarà il cor tuo
- All'atroce novella? Indarno pace
- Bramasti; ch'ella in questa terra frutta,
- Della scienza nuovo arbore, la morte.
- 2º Uomo
- Esaudisci, Signor, la mia preghiera;
- Questo spirto raccogli sotto il manto
- Di tua misericordia.
- 1º Uomo
- Così sia.
- Requie eterna concedi a lui, Signore.[28]
SCENA III.
BIANCA.
- Esser pareami in cielo... Or dove sono?
- Misera me! oltre il dovere assente
- Stetti; — al castello di tornare è tempo. —
- Polve diletta, che secondo spiro
- Per avviarmi a lieto porto sei,
- Vale: — estremo a involarti nella notte,
- Primo a spuntare sul mattino, — dolce
- Pensiero e caro. O santa madre mia,
- Volgi talvolta un guardo di conforto
- Alla figlia nella ora che frappone
- Ai nostri amplessi desiati il tempo.
- Ma alcun qui mosse: — già non v'era dianzi
- Quella torcia! — Che fia? — Cristo! un feretro!
- Ahi! come tremo io forte... Il tristo trema
- All'aspetto dei morti, o Bianca; — tutti
- Saran com'esso, e tu... Or chi fie questo
- Che come maladetto senza prece
- È portato alla fossa? — Ove a te ogni altra
- Manchi, — infelice! — avrai la mia: — ma in volto
- Io vo' vederti. — Ah mi si strigne il core;
- Nol far... Me preme una secreta forza.[29]
- Dore... Gran Dio! l'anima stanca acco...gli.[30]
SCENA IV.
GUALFREDI, GERI, MANENTE, UBERTO e sua masnada, ed altri partigiani.
- Partigiani
- Vivano i Bianchi!
- Altri
- Viva!
- Altri
- Al tempio.
- Tutti
- Al tempio.
- Gualfredi[31]
- Da questa plebe che aborro travolto,
- Mi accosto al tempio tremando e sperando
- Che se reietti, non saranno almeno
- Esecrati i miei voti... Scellerato!...
- Come l'osate voi?...
- Geri
- Ogni uom si stringe
- Dove gli torna la cintura. — Ogni uomo
- Provegga alla sua anima. — Volete
- Che io batta al tempio?
- Gualfredi
- Scostati, demonio...
- Dio non s'insulta... Io batterò...
- Geri
- Battete.
SCENA V.
FRA LOTTERINGO dal tempio, e detti.
- Lotterin.
- Chi percuote alle porte? — Che si vuole
- Dalla casa di Dio? — Chi se'? — Gualfredo!
- Esecrata dell'empio è la preghiera;
- Dio la disperde irato, o la converte
- In maledizion, e su la testa
- Folgorando allo iniquo la ripiomba. —
- Scostati dagli altari: — un giorno Dio
- Ti ruggirà su l'anima, e la impronta
- Vi scorgendo del sangue: — Immaculata —
- Ei dirà — e casta ella da me partissi,
- Perchè l'hai sozza? Non è più mia figlia.
- Scostati dagli altari. — Oza protervo
- Un fuoco arse celeste, e Core un fuoco
- Terreno incese. Una fraterna guerra
- Pugnasti, — una fraterna alma sciogliesti;
- E vuoi compagno a' tuoi misfatti Iddio?
- Tu non se' degno ch'ei la man ti posi
- Grave, tremenda sul capo, e ti sperda.
- Miserabile! — il fulmine è serbato
- A più alti delitti. — Al tuo... gli orrori
- Bastano della notte, e lo sognate
- Fantasime crucianti del rimorso,
- E la paura del fuoco infinito. —
- Ma Dio t'insegue: — oh! qua ti volgi; — vedi
- Questa bara? sai chi racchiude? — Il tuo
- Nepote atrocemente assassinato. —
- Tra il santuario e te, frapposto ha Dio
- Il tuo delitto.
- Gualfredi
- Ahi! che innocente io sono.
- Lotterin.
- Sì, — come Giuda. Se tal sei, t'accosta,
- Vieni, e lo giura sul capo del morto...
- Ma temi che non scorra dalle peste
- Narici il sangue su le labbra; temi
- Non venga a ribollir spumoso... temi
- Fino all'inferno non si avvalli il suolo.
- Gualfredi
- Padre! non sono io reo...
- Lotterin.
- Giuralo...
- Gualfredi
- Il giuro...
- Lotterin.
- Tu tremi?
- Gualfredi
- Sì... ma di pietà...
- Lotterin.
- Si scopra
- Il cadavero: or vieni... Oh morte eterna!
- Tua figlia!
- Gualfredi
- Cristo! Lasciami...[32] O diletta!
- Lotterin.
- Scostati; — è morta!
- Tutti
- È morta!
- Gualfredi
- O Bianca!... o figlia,
- Nell'ora del dolor vegliami, o Dio,
- Che la morta ragion l'alma non stringa
- Al fiero passo dei martirii eterni.
- Manente
- Io non ho vena che non tremi tutta. —
- Rendiamci a Lui che volentier perdona;
- Geri... rendiamci... a... Dio.
- Geri
- Sul capo nostro
- Piovve commista al maledir di Dio
- La linfa del battesmo: eternamente
- Dannati... il cielo per tremar non s'apre...
- Gemi, codardo? — In me ti affisa... io voglio
- Che ben degno di lui m'abbia l'inferno.