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I Puritani di Scozia, vol. 1 cover

I Puritani di Scozia, vol. 1

Chapter 17: NOTE:
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About This Book

The narrative unfolds during a turbulent royal administration and examines the clash between religious reformers and established feudal and governmental powers. A framing narrator presents tales collected from an articulate innkeeper, linking local anecdotes to broader political schemes. Episodes alternate between intimate scenes of community life and meetings of state authority, showing how ideological conflict reshapes loyalties, alliances, and personal fortunes. The work pairs vivid social detail with reflective passages on law, custom, and moral conviction.

CAPITOLO XIV.

»Lorde le mani nel fraterno sangue

»Abbiam, dite. E il volemmo? I nostri pianti,

»Le nostre preci voi sdegnaste i primi.

»Della disperazion cui ne traeste

»Figlio è il nostro furor. Barbari voi!

Butter.

I dragoni di Bothwell s'erano messi al galoppo, cosa che garbava poco al ministro e alla vecchia Mausa, i quali non avvezzi molto al cavalcare duravano fatica a tenersi in sella. Dall'atto che si partì dal castello di Tillietudlem, la brigata costeggiò quasi sempre un bosco, di cui già molti vani aveva trascorsi. Da questo allora si dilungava entrando in un paese montagnoso, frastagliato da valli, letto ne' tempi piovosi dei torrenti che scendevano dall'alto di quelle roccie. I tratti pantanosi che qua e là s'incontravano, e le macchie d'erica, sola vegetazione che ivi apparisse ad ogni istante rendevano impacciata a questa gente la via.

Fu in tal giacitura di luoghi che Morton scorse ad una distanza di mezzo miglio il reggimento di Claverhouse, che per mezzo ad un tortuoso ed intricato cammino cercava raggiugnere la vetta d'una di quelle principali montagne. Niuno impedimento ascondendo allora la vista dell'intero corpo di quell'esercito, si accorse Morton, come il numero di esso che sarebbesi detto ragguardevole sintantochè occupava molta linea di angusti sentieri, tutto raccolto in una aperta eminenza, offeriva allo sguardo una forza di lieve conto e pressochè dispregevole.

»Del certo, così fra se stesso la pensò Enrico, un pugno di uomini risoluti potrebbe agevolmente difendere, qualunque ella fosse, una gola di queste montagne contra l'impeto di truppa sì poco numerosa.»

E intanto ch'egli faceva tali considerazioni, i dragoni di Bothwell raggiugnevano il reggimento tenendo un cammino continuamente sì perverso, che spesso convenia lasciarlo per prendere sentieri di fianco il meglio che si potea. L'impaccio in cui trovavansi il reverendo Gabriele e la sua vecchia compagna divenia tanto maggiore, perchè i soldati messi a guardarli, non si prendendo pensiere dei rischi ai quali l'imperizia del cavalcare avventurava questi meschini, li costrignevano a seguirgli per traverso a paludi, a fossi, a torrenti a boscaglie ond'era interrotta ad ogni istante quella disastrosissima strada.

In quel momento il cavallo di Mausa era saltato sopra ad un muricciolo di terra, parte di cinta di un luogo chiuso dianzi ed abbandonato a que' tempi. Nello scotimento avutone perdè la cuffia, onde i suoi capelli grigi sventolavano a grado del vento.

Il cavallo di Kettledrumle trovandosi in mezzo ad una densa melma, vi si approfondava sino agli speroni, e negli sforzi ch'ei facea per ritrarsene, copriva di fetido e nero loto le vesti e il volto del suo cavaliere.

Tai picciole avventure della vecchia e dell'ecclesiastico per qualche tempo intertennero gratamente i lor condottieri; ma idee più serie ne interruppero i passatempi.

Il corpo del reggimento non era molto lontano alla sommità del monte, allorquando furon veduti tornare disordinatamente addietro alcuni uomini a cavallo mandati per fare scoperta, e gl'inseguivano dieci o dodici altri uomini parimente a cavallo, armati di carabine. Due di questi avendo osato d'innoltrarsi fino alla sommità del giogo, divenuto campo ai Reali, fecero fuoco, e ferirono due dragoni, ritirandosi indi con tal calma e intrepidezza che li mostrava non atterriti dalla forza mossa contro essi, e pieni di fiducia nel numero de' lor partigiani.

Claverhouse fece una momentanea pausa, dopo la quale ordinò all'antiguardo comandato da lord Evandale di raggiugnere l'altura, e al reggimento di marciare avanti in due linee, la seconda delle quali dovea sostenere la prima. I prigionieri stavano sempre al retroguardo, e giunti che furono a lor volta alla cima, Morton vide più chiaramente quai difficoltà si opponevano da superarsi al colonnello.

L'altura di monte, su di cui in allora il reggimento schieravasi, presentava un grande spianato, che dalla parte opposta a quella della salita terminava in dolce pendio ad una valle lontana un quarto di miglio, luogo per vero dire non isvantaggioso allo squadronare della cavalleria; ma la valle era divisa da un'ampia fossa d'acqua stagnante che ad entrambe le rive copriasi di macchie opportunissime a nascondere i cacciatori nemici. Confinava poi colla valle un'altra montagna simile presso a poco a quella ove campeggiava Claverhouse, ed alle cui falde vedeasi il corpo de' Puritani, pronto giusta quanto appariva, a contendere il passaggio della fossa ai Reali.

La infanteria de' primi era ordinata in tre linee; l'anteriore munita d'armi da fuoco d'ogni qualità, e portatasi assai vicino alla fossa da poter trarre sul reggimento se si avventurava a calare dalla montagna ove trovavasi. Le veniva dietro un corpo di picchieri apparecchiatisi a dare il buon saluto ai dragoni qualor tentassero forzare il vano della fossa. La terza linea formavano contadini armati di forche, di falci, di vanghe, e d'ogni sorte d'attrezzi rurali allor convertiti in istrumenti da guerra. A ciascun fianco vedeasi un corpo di cavalleria, padrone di un suolo arido e fermo, sì che potea far impeto sul nemico ogni qual volta questi avesse preferito un assalto di fronte. Comunque male armati e peggio vestiti gli uomini a cavallo, erano sostenuti in compenso dall'ardore per la causa che difendevano ed incoraggiati da quel cieco fanatismo che non conosce nè rischi nè ostacoli. Que' dessi, i quali aveano costretto a ritratta l'antiguardo del reggimento, raggiugnevano in quell'istante il lor corpo. Tutti gli altri si tenean fermi al proprio luogo, immobili siccome le punte delle rocce di cui abbondava quel campo.

Il numero de' Puritani non eccedeva i mille dugento uomini, nè v'era la metà di questi che fosse ben armata; e sommavano, tutto al più, a cento gli uomini a cavallo. Ciò nulla ostante piena fidanza animava i lor condottieri, nè dubitavano che la vantaggiosa situazione, la superiorità di numero, la disperazione del perdono dopo la mossa cui s'eran tratti, e soprattutto l'entusiasmo che li guidava non fossero per tener luogo d'armi, di munizioni e di disciplina militare, da quel campo affatto sbandita.

Le alture de' monti che sorgeano dietro al campo de' Puritani vedeansi coperte di donne e persin di fanciulli, che un zelo feroce, pari a quello di Mausa, avea condotti in que' luoghi disabitati per essere spettatori di una pugna da cui credeano dipendere la sorte loro, de' loro padri, o dei mariti o de' figli. Quelle donne, simili alle mogli degli antichi Germani, misero acute grida al vedere sulla sommità dell'opposto monte splendere l'armi del reggimento di Claverhouse, grida che accendendo di nuovo ardore i sommossi, ispirarono a questi la risoluzione di combattere, e sino all'ultimo sangue, per quanto aveano di più caro.

Non appena il reggimento di Claverhouse ebbe terminato di schierarsi sullo spianato della montagna, le trombe fecero udire lo squillo foriero della pugna, che rassembrava al segnale dell'angelo sterminatore; al quale squillo i Puritani corrisposero intonando salmi, i cui versetti venivano cantati a vicenda dalle donne e dai fanciulli postisi a campo dietro di loro.

Intanto che la discordante armonia di questi salmi veniva ripetuta da ogni eco delle campagne, Claverhouse esaminava con attenzione i siti, e l'ordine di battaglia divisato dai Puritani, ordine di battaglia da cui pareano fermi a non volersi rimovere.

»Egli è forza dire che fra questi malandrini si trovi più di un vecchio soldato, egli sclamò. Chi scelse un tal campo non è uno stupido certamente.»

»Sembra cosa indubitabile, soggiunse lord Evandale, che Bothwell sia nel novero di costoro. Si citano parimente Haxton di Bothillet, Pathon, Clélande ed alcune altre persone che han portato l'armi.»

»È quanto io pure pensava, disse Claverhouse. Al modo lor d'ordinarsi conchiusi subito aver essi per capi alcuni di quegli uomini che impararono la guerra in mezzo alle civili nostre discordie. Qui abbisogniamo così di coraggio come d'intrepidezza, Evandale.»

Così parlando inoltrossi verso un monticello coperto di musco, stato forse il sepolcro d'un capo antico di Celti, indi fece avvertire i suoi ufiziali d'assembrarsi attorno di lui.

Uniti che furono: »Signori, lor disse Claverhouse, non vi ho già convocati per instituire un consiglio di guerra; perchè non ho punta intenzione di caricar gli altri d'una guarentigia sopra quelle cose di cui mi fa mallevadore il mio grado. Bramo solamente che mi schiariscano i vostri avvisi, riserbandomi il diritto di seguire il mio proprio come è stile di tutti coloro che chiedono suggerimenti. Che ne dite voi, o Graham? Assaliremo noi questi sciagurati cantori di salmi? Voi siete il più giovine. Parlate pel primo.»

»Sintantochè avrò l'onore di portar lo stendardo del reggimento guardie, rispose Graham, esso non indietreggerà giammai dinanzi ai ribelli. Il mio parere è: Avanti! marche! in nome del re!»

»E voi, Allan che pensate? si volse il colonnello al maggiore. Parlate voi. Evandale è troppo modesto per proferire la propria opinione prima d'avere intesa la vostra.»

Era il maggiore un antico ufiziale di cavalleria, in cui senno ed esperienza abbondavano: »I ribelli, ei rispose, sono quattro contr'uno: circostanza che m'inquieterebbe ben poco se fossimo in campagna rasa; ma hanno per se il sito e il vantaggio d'un fortissimo campo, che non sembrano gran chè vogliosi d'abbandonare. Io penso adunque, salvo tutto il possibile rispetto al parere del preopinante Graham, che il miglior partito per noi sia porre il nostro quartier generale a Tillietudlem, e interrompere in questo mezzo tutte le comunicazioni fra le montagne e la pianura, poi mandar per rinforzi a lord Ross stanziato a Glascow con un reggimento di fanteria. In questa guisa o li costrigneremo a sloggiare dal campo che han preso, e avrem vantaggio in combatterli; o lo mantengono, e ci sarà più agevole lo snidiarneli se un rinforzo di fanteria seconderà le nostre fazioni intese a superare quella fossa che per vero dire mi sembra molto fangosa.»

»Eh via! tornò a parlare Graham, che cosa è mai un vantaggio di sito, se lo custodiscono truppe che perdono il tempo ad intonar cantici in compagnia di vecchie femmine?»

»Ma che non quindi si batteranno con minor valore; risoggiunse Allan. Voi li vedete fermi come un muro d'acciaio. Io conosco d'antica data questi furfanti.»

»Ho capito, riprese a dire Graham, le lor salmodie tornano in mente al maggiore gli antichi ribelli di Dumbar.»

»Se gli aveste veduti, mio giovinotto, voi ve ne ricordereste pel rimanente de' vostri giorni.»

»Zitti là, miei signori! si frappose Claverhouse. Tutto questo giuoco di dialogo adesso è fuor di stagione. — Io sarei propensissimo a seguire il parer vostro, o maggiore, se il nostro antiguardo, che sarà mia cura di severamente punire, ci avesse avvertiti in tempo del numero e della situazione de' nemici. Ma ora ci siam presentati dinanzi ad essi in ordine di battaglia: una ritirata del reggimento guardie verrebbe attribuita a paura, accrescerebbe la presunzione de' ribelli, e diverrebbe il segno d'una sommossa generale in tutto il paese. E se ciò accadesse, lungi dall'ottenere rinforzi da lord Ross, dovremmo temer noi di veder tagliate le nostre comunicazioni con lui; quindi parmi che nell'attuale circostanza una ritirata sarebbe funesta alla causa del re non meno della perdita d'una battaglia. Quanto poi al più grave pericolo che non ci ritirando sovrasta alla nostra individuale sicurezza, son certo che questa considerazione non occupa un istante gli animi di chi m'ascolta. — Nella fossa che abbiam rimpetto si troverà, non ne dubito, qualche parte agevole al guado; e giunti una volta su buon terreno, non v'è dragone del mio reggimento, non persuaso che trionferemo di questi sciagurati, sforniti d'armi e di disciplina, fossero anche il doppio numerosi di quel che sono. — Che ne dite lord Evandale?»

»Io penso, rispose, che qualunque sia l'esito di questa giornata dovrà costar molto sangue; che ne converrà sospirare sulla perdita d'un grande numero di valorosi colleghi; e che finalmente ci vedremo alla necessità di trucidare a migliaia questi fanatici, che in fine sono Scozzesi al pari di noi, e sudditi di sua maestà.»

»Dite ribelli di sua maestà, sclamò tutto infuocato Claverhouse, scellerati, che non meritano nome nè di Scozzesi nè di sudditi! — Ma e poi!... vediamo, milord, come vorreste dunque che ci contenessimo?»

»Cercare di venire ad accomodamento con questa gente ignorante e sviata!»

»Calare a patto con ribelli, e con ribelli armati! Non mai finch'io viva!»

»Non intendo che domandiamo grazia da essi; ma che l'offeriamo. Mandate un parlamentario, autorizzato a promettere loro il perdono se dimettono le armi, e si disgiungono sull'istante. — Ho udito spesse volte ripetere, che se tale avviso fosse stato accolto prima della battaglia di Pentland, si sarebbe risparmiato un grande spargimento di sangue.»

»Il vostro consiglio non è cattivo. Ma chi diavolo vuole incaricarsi di parlamentare con questi arrabbiati fanatici? Ignari delle leggi della guerra, trucideranno il parlamentario. Non son forse i capi di costoro che assassinarono il povero arcivescovo di sant'Andrea? Ammazzeranno, vi torno a dire, il parlamentario, colla mira se non altro di lordar nel sangue le mani dei lor partigiani, e di obbligarli a rinunziar com'essi ad ogni speranza di perdono.»

»Andrò a trovarli io, se mi permettete, disse lord Evandale. Non mi incresce rischiare la vita per impedire la strage che vedo apparecchiarsi.»

»Voi non andrete, rispose il colonnello, dopo aver pensato un istante. Il vostro grado, la condizione, le affinità rendono necessaria la conservazione de' vostri giorni alla patria, soprattutto in questi tempi che difettiamo di chi pensi bene al pari di voi. Voglio però tenermi al vostro consiglio. Ecco mio nipote Graham, che non teme nè ferro nè fuoco; e che crede possedere nel corpo quella fatatura di cui questi forsennati hanno attribuito il vanto al mio cavallo. Egli adunque impugni la bianca bandiera, e fattosi precedere da un trombetta si avanzi fino alla riva sinistra della fossa che disgiugne la valle, ed intimi ai ribelli di por giù l'armi e separarsi.»

»Con tutto il piacere, mio colonnello, rispose Graham. Metterò sulla punta d'una picca la mia cravatta e mi servirà di bandiera bianca. Già questi bricconi non han mai veduti in lor vita pizzi di Brusselles.»

Dette le quali cose, s'allontanò per correre ad allestire il proprio cavallo, nel qual tempo lord Evandale sì diceva a Claverhouse. »Colonnello questo giovane è vostro nipote, il vostro parente più prossimo. Per amor del cielo! permettete a me incaricarmi di tal commissione. Io la consigliai; è giusto ch'io ne corra i pericoli.»

»Fosse anche mio figlio, il colonnello rispose, non cambierei di parere. Le mie affezioni private non impediranno mai l'adempimento de' doveri che m'appartengono come uomo pubblico. Se Graham soggiace, la perdita sarà mia solamente. La vostra, o milord, diverrebbe perdita della patria e del re. — Andiamo signori; che ciascuno torni al posto che gli s'aspetta; se il nostro parlamentario non riesce nella sua missione, ci porteremo sull'istante ad assalire i ribelli.»

Fine del tomo primo.

NOTE:

1. Il sig. Walter Scott nel pubblicare così il romanzo storico I Puritani di Scozia, come l'altro Il Nano Misterioso, ha assunto il nome di Jedejah Cleishbotham, maestro di scuola e sagristano della parrocchia di Gander-Cleugh, ed ha intitolati entrambi i romanzi: Racconti del mio Ostiere.

2. Si vedrà in appresso come vi fosse qualche distinzione fra i Puritani ed i Presbiteriani, comunque figli tutti di una medesima setta.

3. Gli è inutile l'avvertire essere una fanatica Puritana quella che parla, e la quale non s'accorge come i veri corruttori della pura dottrina evangelica, erano appunto que' regicidi dottori e pseudo-teologi, dei quali nella sua ignoranza s'era fatta settaria.

4. In tempi ben di poco posteriori a quelli narrati ora, vale a dire dopo la spedizione tentata sfortunatamente dal re Giacomo per risalire sul trono d'Inghilterra, e propriamente nel 1716, milady Milhisdale si valse, ed efficacemente, di un tale espediente per far fuggire dalla torre di Londra il proprio marito condannato a perdere il capo sotto la scure del carnefice. Ella rimase in vece del reo, e la corte ordinò la libertà di questa generosa donna che andò a raggiugnere in Francia lo sposo; fatto identico, cambiati i nomi propri delle persone e dei paesi e le epoche, alla prova d'amor coniugale ben tornata nel 1815 alla rinomata Francese, madama De la Vallette. — Nota del Traduttore

5. I leggitori comprenderanno, come essendo la idiota Mausa che parla, dee talvolta cadere in errori grossolani e confondere qualche nome storico d'un uomo con quel d'una donna. — N. del T.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.