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I Puritani di Scozia, vol. 1 cover

I Puritani di Scozia, vol. 1

Chapter 9: CAPITOLO VII.
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About This Book

The narrative unfolds during a turbulent royal administration and examines the clash between religious reformers and established feudal and governmental powers. A framing narrator presents tales collected from an articulate innkeeper, linking local anecdotes to broader political schemes. Episodes alternate between intimate scenes of community life and meetings of state authority, showing how ideological conflict reshapes loyalties, alliances, and personal fortunes. The work pairs vivid social detail with reflective passages on law, custom, and moral conviction.

CAPITOLO VII.

»Sì Puritan. Se meglio tornassevi a talento

»Sono il diavolo ancora. Sarò sempre contento

»Se tal mi ravvisate che franco in core, in detti,

»Non cangio colla moda nè d'opre nè d'affetti.

Young.

Incominciava ad avvicinarsi la notte, quando Enrico Morton che si diportava in vicinanza al castello di Milnwood, scorse una vecchia che reggendosi al braccio di giovane svelto e robusto movea il passo verso di lui. Ella era Mausa insieme al proprio figlio Cuddy, il quale primieramente fe' un cenno d'occhio alla madre, rammentandole quanto le avea di bel nuovo raccomandato, cioè di lasciar parlar lui, persuaso, nè a torto, che il proprio ingegno rozzo ma giusto, avrebbe giovato meglio ad entrambi di tutte le frasi dei puritani predicatori. Accostatosi dunque a Morton, sì gli disse:

»Che bel tempo per la segala, signor Enrico! voi ne farete al certo bella ricolta.»

»Lo spero, Cuddy; ma qual motivo in quest'ora tarda conduce sì lontano dalla vostra casa voi e la madre? perchè credo vostra madre la persona che vedo con voi.»

»Sì, signor Enrico: la è la necessità sapete che ne fa correre i campi. Cerchiamo padrone.»

»Padrone! A questa stagione dell'anno! Com'è stata?»

La vecchia Mausa non potè contenersi più lungo tempo, ed assumendo il tuono della compunzione e dell'umiltà: »Ha piaciuto, disse, al Signore, mandarci una tribolazione.»

»Le donne hanno il diavolo in corpo» mormorò fra i denti Cuddy; indi volto alla madre »Ma volete voi farci chiudere tutte le porte trenta miglia all'intorno co' vostri propositi da non canforista? Vi dirò io, signor Enrico, la mia buona madre è vecchia come vedete; lasciò un po' troppo la briglia alla lingua con lady Margherita, che non ama essere contrariata. Il sig. Harrison e il sig. Gudyil non ci vogliono troppo bene. La sostanza è che ci hanno mandati via. Ma ho qui un biglietto da consegnarvi per parte di una persona di vostra conoscenza.»

Morton prese la lettera, e scorse con giubbilo sul soprascritto i caratteri di miss Editta. Aperto immantinente il foglio, lesse le raccomandazioni che a favore di Cuddy e della madre di lui la giovane gl'indirigea.

»E in che posso giovarvi, o Cuddy? che bramate?»

»Lavoro e pane, sig. Enrico; perchè ho buon appetito. N'è ben provveduta anche mia madre ad onta degli anni. So che vostro zio abbisogna di un bifolco; se vuole prenderci al suo servigio, ho due buone braccia e non domando che vitto e ricovero per la madre e per me; circa al salario mi rimetterò a quanto giudicherà egli di fare.»

»Per vitto e ricovero, o Cuddy, credo potervegli assicurare; ma quanto al salario, ella è cosa assai più difficile.»

»Poco monta, signor Enrico! Preferirei ancora il servir qui per nulla al vedermi in obbligo di correre il paese senza sapere a chi volgermi.»

»Ebbene! entrate in cucina e vedrò qual cosa si possa fare per voi.»

Tal negoziazione non andava priva delle sue difficoltà, e prima d'ogn'altra cosa gli era mestieri trar nel partito la governante, che cominciò a mettere innanzi mille ostacoli, com'erane in lei stile, sol pel gusto che aveva in farsi pregare. Ma poich'ella ebbe ceduto, non fu difficile il persuadere sir David a prendere un lavoratore di cui in sostanza abbisognava, e pronto a contentarsi di quella qualunque mercede che il nuovo padrone fosse stato per assegnargli. Una casupola che minacciava da tutti i lati fu data a Cuddy ed alla madre sua perchè l'abitassero, annunziando loro che entro il castello verrebbero nudriti. Nel medesimo tempo Morton impiegò una parte del poco denaro che aveva di proprio nel dimostrare a Cuddy in quanto conto avesse la persona da cui gli venne raccomandato.

»Eccoci finalmente collocati, allora disse alla propria madre Cuddy; e questa volta almeno spero non avrete con chi attaccare briga, perchè siamo fra persone della vostra stessa credenza.»

»Della mia credenza! che dici? Maladetto il tuo accecamento ed il loro! Non è qui ministro spirituale il mondano Poundtext? quell'uomo che crede poter tenere la strada di mezzo tra la verità e la menzogna, che si torse dal cammin retto per compiacere al governo! Oh! perchè non fosti la domenica scorsa alla foresta di Grass-Market, quando vi predicava Efraim Macbriar? L'avresti udito dire: Chi non è per me è contra me; e sapresti che chi professa la tolleranza non vale nulla meglio di chi ci perseguita.»

»Ah! questa è una cosa inaudita! sclamò Cuddy fuori di sè. Voi avete dunque giurato di farci mandar via d'ogni luogo? Ebbene! madre mia! Non mi resta più che una cosa da dirvi: se vi succede di tenermi ancora questo vostro gergo, (in presenza di altri, intendo, perchè, quando siam soli, m'è indifferente, e il peggio che può accadermi è dormire) se in presenza d'altri, dico, mi rinnovate sì fatte scene, vi parlo liberamente, mi fo soldato; e mando al diavolo il vostro Macbriar, i vostri non crochisti, e.... e... in somma mi scordo che siate mia madre.»

Mausa gemette sulla durezza di cuore, sullo stato d'impenitenza, in cui trovavasi il suo diletto Cuddy; ma temendo ch'egli ponesse in opera la minaccia deliberò mettere un lucchetto alla propria lingua. Però non ebbe d'uopo di fare lungo sforzo sopra di se medesima, perchè un incidente improvviso ne la venne a liberare.

Sir David mantenea religiosamente tutte quelle antiche costumanze scozzesi, le quali s'accordavano con ciò che moderatamente chiameremo sua economia. Continuava quindi tuttora, come usavasi cinquant'anni addietro in Scozia, ad unire tutti i servi della sua casa, che prendean luogo all'estremità inferiore della tavola, e partecipavano della mensa del lor padrone.

Il dì dopo la venuta di Cuddy, essendo sonata l'ora del mezzogiorno, il vecchio Robin, cantiniere, cameriere, cocchiere, servitore di livrea (che non era egli mai nella casa di Milnwood?) pose sopra la tavola un vasto vaso pieno d'acqua calda, fatta densa da un po' di minestra d'orzo cui aggiugnevano sapore alcuni cavoli, e dentro la quale notava qualche pezzetto magro di castrato; un gran canestro di pane di mistura, e una immensa piramide di pomi di terra fiancheggiavano questa vivanda, e in tutto ciò stavasi la prima portata. In secondo luogo veniva un salamone lesso; ma non vuolsi in que' paesi riguardare un tal pesce come vivanda di lusso. Egli era in tale stagione dell'anno sì comune ne' fiumi di Scozia, che l'averne non costava se non se l'incomodo di pescarlo, talchè vi erano alcuni famigli i quali entrando in una casa metteano per patto che non si facesse mangiar loro il salamone più di cinque volte la settimana. Un formaggio di latte di vacca, e capra, e un piatto di burro salato, tutte robe fatte in casa, compievano l'ordinaria imbandigione di quella tavola, ove non vedeasi altra bevanda che leggier birra, allungata ancora con una metà di acqua. Tal'era il sontuoso pasto di cui la gente di servizio in quella casa nudrivasi a sazietà, con che non toccasse il castrato, vivanda serbata unicamente ai capi, comprendendo fra questi mistress Wilson; le quali persone usavano pur anche privilegiatamente di birra schietta, che stava a tal'uopo entro una boccia d'argento a parte.

Sir David occupava primo il lato d'onor della mensa, avendo a destra il nipote, e a sinistra la favorita governante. Teneansi indi seduti ad una rispettosa distanza gli altri servi, avuta ciascuno proporzione al proprio grado; da una banda l'intendente Robin, dall'altra una grossa serva; indi il giardiniere e la custode de' polli: finalmente al lato inferiore della tavola le persone nuovamente giunte, vale a dire, Cuddy e la madre di lui.

I grigi occhi del vecchio signore di Milnwood stavano fisi sopra ogni boccone che inghiottivano i suoi commensali e parea calcolasse con inquietudine quanta materia commestibile era necessaria a saziare lo stomaco di ciascheduno; indagine che non tornò affatto favorevole a Cuddy, il quale non si lasciava mai dinanzi a sè voto il piattello, e silenziosamente e con incredibile celerità divorava tutto ciò di cui a mano a mano lo empiea. Sir David lanciava a quando a quando occhiate d'indignazione sopra il nipote che gli avea introdotto in casa questo smergo vorace, e diceva fra se medesimo.

»Darti salario, ghiottone! tu mi mangerai in una settimana più di quanto potresti guadagnare in un anno.»

Tai sgradevoli meditazioni furono interrotte da un incidente che più sgradevole ancora divenne. Erasi verso il finire del pranzo, allor quando si intese picchiare alla porta. Niuna visita si aspettava ad una tal'ora, e le turbolenze che regnavano nel paese furono motivo di non poca agitazione. Mistress Wilson corse a fare una scoperta, e dopo aver riguardato da un picciolo buco ch'era nella porta, giusta l'uso de' castelli della Scozia, tornò addietro tutta spaventata, colle braccia sollevate al cielo e gridando: gli abiti rossi! gli abiti rossi!

»Robin, sclamò sir David, nipote mio! Fate presto ad aprire. Vedete quel ch'essi vogliano. Parlate loro cortesamente. Oh! che il cielo ne protegga! Che cosa vengono mai a far qui?.....» In questo intervallo si metteva in saccoccia i tre cucchiai d'argento, che si trovavano sopra la tavola, e già mistress Wilson avea portata via la boccia, parimente d'argento, che contenea la birra serbata ai padroni.

Intantochè venivano introdotti i soldati che coi loro giuramenti davano anticipatamente a conoscere il proprio mal'umore di avere dovuto aspettar tanto alla porta, Cuddy sotto voce dicea tai cose alla madre. »Ascoltatemi, cara madre. Per lungo tempo mi avete fatto sordo a furia di parlar sempre, ora vi prego di esser voi muta. Vi rispetto siccome madre, ma non bramo poi, che le prediche di una vecchia mi procurino attorno alla gola un collare che la stringerebbe di troppo.»

»Io non desidero meglio, figlio mio, la vecchia Puritana rispose. Pensate bene che non è lecito nè arrossire della propria fede, nè volerla nascondere.»

Allora quattro soldati del reggimento guardie, comandati dal sergente Bothwell, entrarono nella sala, e fecero fremere sir David, che conosceva il sistema di saccheggio e di devastazione solito ad unirsi alle inquisizioni praticate da questi signori nelle case dei galantuomini. Nè molto più tranquillo era Enrico Morton, il quale sapeva in suo cuore di essere caduto in contravvenzione alle leggi per aver dato ricovero a Balfour di Burley, noto come uno fra' capi de' Presbiteriani ribelli. Il restante della famiglia tremava senza saperne il perchè. Il solo Cuddy con quell'aria di indifferenza e di stupidezza che niuno sa ostentar meglio d'un contadino scozzese, continuava a mangiare con perfetta tranquillità e senza perdere una boccata.

»Signori, disse sir David, salutando con molto riguardo il capo della brigata, posso io chiedervi il motivo a cui debbo l'onore di vedervi?»

»Noi veniamo per parte del re, disse Bothwell; e perchè diavolo farne aspettare sì lungo tempo alla porta?»

»Eravamo a pranzo, rispose sir David, durante il qual tempo ho l'uso di far chiudere tutte le porte del castello. Certamente, signori miei, se mi fossi immaginato, che persone impiegate al servigio del nostro buon re si presentavano a questa casa, la mia sollecitudine.... Ma signori, aggradireste un bicchiere di ala, di acquavite, di vin del Capo, o di Porto?» e fra l'una e l'altra di tali offerte mettea lo stesso intervallo che negl'incanti vediam frapporsi tra una proposta e l'altra da chi vuol comperare un fondo o una merce; come se tale indugio gli giovasse a conseguire a qualche soldo di meno la cosa posta in contratto.

»Di Porto!» gridò uno di quei soldati.

»Mi piace più l'ala, disse l'altro, purchè sia di buona qualità.»

»Eccellente! (s'affrettò a rispondere sir David che avrebbe voluto colla birra salvare il vino) e mi spiace non poter dir altrettanto del vino di Porto che è debole e svanito.»

»Rimedierà a ciò l'acquavite, s'udì una terza voce; un bicchier d'acquavite dopo tre di vino è bevanda ottima per lo stomaco.»

»Noi assaggeremo tutte queste cose, disse un quarto, e scerremo in appresso quella che ne parrà la migliore.»

»Ciò è parlar bene, si fe' allora udire Bothwell, e se tal sentenza fosse anche stata proferita dal primo cane di Puritano, mi avrebbe dalla sua.»

Sir David sospirando si trasse due grosse chiavi dalla saccoccia, ed alla contrazione di tutti i suoi muscoli ben vedeasi il contraggenio ch'egli avea nel consegnarle a tal fine alla governante Alison.

»Questa governante, disse Bothwell sedendosi a mensa, non è nè giovane nè vezzosa; e mi porti il diavolo se ho nessuno prurito di accompagnarla alla cantina! — Ma che diamine è questo? soggiunse traendo a se il vaso del brodo, sola cosa che fosse rimasta su quella tavola, perchè il salamone, mercè soprattutto all'appetito di Cuddy, era affatto sparito. Vi pescò entro un pezzo di castrato che notava tuttavia: »Questa è una cucina del diavolo! (diss'egli dopo averne gustato) per masticare tai pietanze vi vogliono denti di ferro.»

»Vorrei avere migliori vivande da offerirvi» disse sir David.

»Poco rileva! ho più sete che fame. Ma procediamo innanzi ne' nostri affari. — Sig. di Milnwood, il vostro direttor d'anima non è il ministro presbiteriano Poundtext?»

»Egli per l'appunto, rispose David, siccome quegli che uniformandosi ai regolamenti, ha ottenuto da sua maestà e dal governo la permissione di continuare negli ufizi della sua carica; perchè non farei mai a nessun costo cose contrarie alle leggi. Ma fui allevato nella credenza presbiteriana: per altra parte ho veduto che ne trae in minori spese, e...»

»Va bene, va bene così! Quando seguiate le dottrine di Poundtext, non ho che dire in contrario. Lo so che è autorizzato dal governo. Certamente, se comandassi io, non avrei tanta tolleranza; ma son fatto per ubbidire. — Oh! ecco qui la nostra mamma! da brava la mia donna! Datene tutti que' fiaschetti.»

Mistress Wilson oltre ogni dire scandalizzata d'un cotal tuono di famigliarità, non osò nullameno replicare; e Bothwell votò entro una grande tazza di legno un quarto del fiaschetto di Porto, e dopo averlo assaggiato si volse a sir David. »Voi siete ingiusto verso il vostro vino, mio caro amico: non è nè debole nè svanito. Su via! beviamo alla salute del re.»

»Di tutto cuore! ma se permettete mi servirà l'ala al mio brindisi. Non bevo mai vino, e ne serbo solamente pochi fiaschetti per offerirgli agli amici.»

»Pari miei, non è vero? soggiunse Bothwell; e passando il fiaschetto ad Enrico, Ebbene, mio giovinotto, gli diss'egli, mi corrisponderete voi nel portare un brindisi al re?»

Enrico empiè la sua tazza, senza por mente ad una gomitata datagli dallo zio, che gli facea segno di tenersi com'egli alla birra.

»Tutti son dunque all'ordine?» sclamò Bothwell, e veggendo che rimanea vuota la tazza di Mausa: »Ebbene! la mia vecchia, le disse, non volete voi bere alla salute del re?»

»Con vostra buona sopportazione, signor ufiziale, disse Cuddy; questa è mia madre, ed è sorda come il basto del mio somaro. Ma se acconsentite berò per lei quante volte vi piacerà, alla salute del re.»

»Va a maraviglia! rispose Bothwell, ebbene! serviti camerata, nè ti prendere soggezione. Libertà intera dove son io! Andiamo, amici! un secondo brindisi ad onore del nostro bravo comandante, il colonnello Graham di Claverhouse!... Ma che diavolo va borbottando fra' denti questa vecchia? — Ditemi dunque, la mia nonna, sareste per avventura una non conformista?»

»Vi replico, che è sorda, signor ufiziale» tornò a dire Cuddy facendo un segno, per impedirle di parlare, a sua madre.

»Non me ne ricordava più, soggiunse Bothwell. Empite ora i vostri bicchieri e ascoltatemi. — Senza dubbio avrete inteso tutti parlare dell'assasinio dell'arcivescovo di sant'Andrea?»

Ognuno silenzioso si riguardava; finalmente Milnwood rispose averne udito vociferare, ma starsi in dubbio sulla verità della cosa.

»Eccone la notizia ufiziale, soggiunse Bothwell, consegnandogli una stampa. Or vi domando quel che pensiate d'una tale azione.»

»Quel che ne penso o signore!... rispose balbettando Milnwood, ma... io ne penso quello che il Consiglio privato ha creduto doverne pensare.»

»Vi domando la vostra opinione individuale» aggiunse Bothwell alzando la voce.

Intanto sir David avea rapidamente trascorsa la stampa, di cui alcune espressioni gli fecero conoscere qual fosse su di questo attentato l'opinione del Consiglio, laonde non esitò più a rispondere: »Io penso che questo è un detestabile assassino, un'abbominazione, un parricidio suggerito e guidato dall'inferno, un'infamia del nostro paese.»

»Ottimamente, uom degno, ottimamente! alla vostra salute e alla propagazione delle buone massime! — Or tocca a voi, mio giovinotto (e nel dir ciò si volse a Enrico) che pensate di un sì fatto avvenimento?»

»Non avrei alcuna difficoltà di rispondervi, soggiunse Enrico, pur ch'io sapessi quale è in voi il diritto d'interrogarmi.»

»Ah! il Signore ci assista! sclamò mistress Wilson! parlare in questa conformità ad un militare, quando si sa che i militari sono padroni di tutto il paese!»

Non men della Alison atterrito sir David da cotesta audacia del proprio nipote, e temendo le conseguenze che a lui stesso, zio, ne potevano derivare, si fece tosto esclamando. »Olà! rispondete, signore, rispondete: osereste voi mancare di rispetto alla autorità dei re nella persona d'un sergente delle sue guardie?»

»Tacete voi Tom (gridò Bothwell ad uno de' suoi compagni, ed in questa diè col pugno un aspro colpo alla tavola) silenzio, tutti! Voi mi domandate (e si volse ad Enrico) con qual diritto v'interrogo! La mia coccarda e la mia sciabola vi debbono rispondere, nè potete ignorare che qualunque soldato, qualunque ufiziale di S. M. è incaricato di rintracciare, d'interrogare, di arrestare tutte le persone sospette. Vi domando quindi una seconda volta, e sotto la fede del giuramento, come la pensate voi intorno alla morte dell'arcivescovo di sant'Andrea. — È questa una pietra di paragone che abbiamo trovata a fine di assicurarci delle inclinazioni d'animo de' nostri interrogati.»

Intanto Enrico avea avuto il tempo di meditare che col resistere al potere arbitrario confidato in tai mani, si sarebbe cimentato senza perchè ad un pericolo in cui potea trascinare il suo medesimo zio. Per altra parte non era in lui veruna ripugnanza a manifestare l'orrore che un atto atroce inspiravagli. Rispose quindi senza scomporsi: »Non esito a pronunziare che gli autori di questo assassinio commisero a mio parere un'azione rea quanto insensata; vie più riprovevole, poichè tale delitto diverrà pretesto a raddoppiare di severità contra le persone innocenti, e lontane dall'approvarlo come il son io.»

Mentre sì parlava Enrico, Bothwell stava esaminandone con ogni attenzione i lineamenti, che non gli giugnevano nuovi. »Non m'inganno, diss'ei finalmente, voi siete, o mio caro amico, il capitan Pappagallo e vi trovai in compagnia sospetta.»

»So, rispose Enrico, d'avervi veduto una volta, e fu il dì della rassegna, nella casa di Niel.»

»E con chi usciste voi di quella casa? Non eravate forse in compagnia di Balfour di Burley, il capo degli assassini dell'arcivescovo?»

»La cosa è vera; poichè non sarà mai ch'io mentisca. Ma lungi dal sapere ch'ei fosse l'autore di questo delitto, io ignorava perfino che il delitto fosse stato commesso.»

»Misericordia! sclamò sir David. Io sono rovinato, perduto. La lingua di questo sgraziato sarà cagione, a lui che gli faranno saltar via dalle spalle la testa, a me di perdere sin l'abito che ho in dosso.»

»Voi però, continuò Bothwell, non potevate ignorare che Burley fosse un capo di ribelli, nè ignorare tampoco la proibizione che hanno tutti i fedeli sudditi del re di avere alcuna comunicazione con esso, di dargli o pane o acqua, o fuoco od asilo. Voi sapevate tutto questo, e vi faceste contravventore alle leggi!»

Enrico tacque.

»Ove lo lasciaste voi? Sulla strada maestra, ovvero gli avreste dato ricovero in questa casa?»

»In questa casa! sclamò sir David. Oh! non sarebbe stato sì ardito di dare adito in mia casa ad un traditore.»

»Però non osa negare il fatto» tal fu allora l'osservazione di Bothwell.

»Poichè mi apponete questo fatto a delitto, rispose Enrico, le nostre leggi non vi autorizzano a pretendere ch'io dica veruna cosa intesa ad accusar me medesimo.»

»Oh! le mie possessioni di Milnwood! (proruppe in queste disperazioni lo zio) le mie belle possessioni di Milnwood che sono da dugent'anni nella famiglia dei Morton, eccole prese, confiscate, perdute!»

»No, signore, fu presto a dire Enrico, non permetterò mai che siate punito per conto mio»; voltosi indi a Bothwell: »Signore, confesso d'avere dato per una notte ricovero a quest'uomo, che un dì salvò la vita a mio padre; ma ciò fu non solamente a non saputa di mio zio, ma contra gli espressi suoi ordini che ne divietavano ricevere in casa sua qualsivoglia sorte di persone. Credo che se la mia confessione vale a convincere me, debba egualmente valere a sdebitare mio zio.»

»Giovane, soggiunse allora con tuono più mansueto il sergente, questa nobile franchezza vi concilia stima da me. Il vostro zio è un buono, venerabile uomo, più sollecito de' suoi ospiti che di se medesimo, perchè contentandosi di birra serba il suo vino per essi. Ditemi dunque tutto quello che sapete di quello sciagurato Puritano. Vi disse egli a qual parte andava? Sapete ove lo potremmo or rinvenire? Forse ignorate persino che la sua testa è posta a prezzo di mille marchi d'argento? — Presto! parlate. In qual luogo lo avete lasciato?»

»Signore, rispose Morton, quegli stessi motivi che m'indussero a concedergli asilo per una notte, mi costrignerebbero a custodire il suo segreto, se me lo avesse confidato.»

»Così dunque ricusate darmi una risposta?»

»Non ne ho altre da darvene.»

»Si troverà forse modo di farvi parlare, bravo giovane, strignendovi fra l'uscio e il muro, o mettendovi una miccia accesa fra ciascun dito.»

»Per amor del cielo! disse sotto voce la Alison a sir David, date loro del denaro. È sol denaro che vogliono. Se no, ammazzeranno il sig. Enrico, ammazzeranno voi, ci ammazzeranno tutti.»

Milnwood sospirò, e con fioca voce come chi è in atto di rendere l'anima a Dio disse al sergente: »se... se venti... sì, se venti lire potessero accomodare questa faccenda...»

E mistress Wilson continuò: »Lo udiste, sig. sergente? il mio padrone vi darà venti lire sterline...»

»Venti lire di Scozia, sgraziata!» la interruppe sir David, che l'avarizia in quell'istante fece dimentico dell'abituale condiscendenza ai detti della vecchia sua governante, la quale però senza dargli retta continuò:

»Sì signore, venti lire sterline, se volete aver la bontà di scusare questo giovane spensierato. Egli è sì caparbio che lo fareste in pezzi senza ottenerne una sola parola. E qual costrutto vi avreste di avergli arse le sue povere dita?»

»Veramente, Bothwell titubando rispose, non so nemmen io ben bene che debba rispondervi. Conosco molti miei compagni che prenderebbero il denaro, e condurrebbero prigioniere il giovine; ma io poi ho una coscienza, e se il vostro padrone vuol mantenere le sue offerte, e obbligarsi a comparire pel nipote, e se tutta la casa vuol presentar giuramento....»

»Presteremo quanti giuramenti vorrete voi, esclamò la Alison. Spicciatevi, disse indi sotto voce al padrone, andate a cercare il denaro, o metteranno il fuoco al castello e ne abbrustoliranno tutti come salsiccia.»

Il vecchio Milnwood guardò in aria flebile la governante, indi s'avvisò lentamente alle sue stanze, ove fece vedere la luce ad alcuni prigionieri che s'ascondean nelle tenebre da lungo tempo.

Intanto Bothwell, prendendo tuon dignitoso, s'accigneva a ricevere il giuramento di cui testè aveva fatto parola: »Donna, qual è il vostro nome?»

»Alison Wilson, signore.»

»Ebbene, — Voi Alison Wilson, dichiarate, certificate, giurate solennemente di riguardare come illegale e colpevole qualunque società e congrega contraria alle leggi di sua maestà, e ai regolamenti del Consiglio privato?»

»Lo giuro,» disse Alison alzando entrambe le mani.

Qui la cerimonia venne interrotta da una disputa fra Cuddy e la propria madre. Era qualche tempo ch'essi parlavano sommessamente; ma il tuono delle lor voci ingagliardì a proporzione dell'infervorarsi della discussione.

»Silenzio dunque, madre mia, silenzio, (si raccomandava Cuddy) non potete voi tacere ancora per pochi istanti?»

»No che non tacerò. Mi sento inspirata. Alzerò la voce e saprò confondere l'invito dell'angelo delle tenebre.»

»Addio, mie speranze! proruppe in tai detti Cuddy che si strappava i capelli. Ella ha già messo un piè nella staffa. La fermi chi può! La vedo già dietro un dragone avviata verso le carceri, ed io!... il men male sarà se mi attaccano, mani legate, alla coda di un lor cavallo! — Eccola che sta ripassando la sua predica, ed è lì lì per ispacciarla: Ah! non v'è più remissione!»

»A questo passo dunque volevate venire, adoratore del vitello d'oro! (sclamò Mausa stendendo la sua grinza mano verso Bothwell e infiammati gli occhi del fuoco del fanatismo). Voi divisate perdere le anime nostre col pretendere da noi giuramenti contro coscienza! Ma invano il demonio tende agguati a coloro che illumina lo spirito del Signore.»

»Miracolo, miracolo! sclamò il sergente; la vecchia ha ricuperato l'udito, e credo voglia a furia di gridare farlo perdere a noi! Tenete in freno quella vostra lingua, vecchia pazza, e badate con chi vi state ora parlando.»

»Con chi stò parlando? Oh! lo so anche troppo. Col ministro di Belial coll'uccello da preda che si nudre de' nostri cadaveri, col seduttore del debole, coll'assassino de' santi.»

»Per l'anima mia! (disse Bothwell maravigliato quanto il potrebb'essere un cane da caccia vedendosi saltare agli occhi una pernice che temesse pericolo pe' suoi figli) non ho mai dacchè vivo inteso nulla di più eloquente! Avete qualch'altra cosa da aggiugnere, la mia donna?»

»Ne ho, ne ho, scellerati Filistei, collegati contra il popolo d'Israele; voi siete leopardi, lupi arrabbiati, che cercano ove posson trovare le pecorelle del Signore per berne il sangue e divorarne le carni, siete serpenti confederati col gran drago dell'Apocalisse! siete...»

»Eh vada al diavolo la vecchia strega! sclamò un dragone. Fa d'uopo metterle una sbarra alla bocca e condurla al quartier generale.»

»Zitto là, Andrea! soggiunse Bothwell; e pensate che questa buona creatura usa de' privilegi del bel sesso. Però ascoltatemi, santa donna! Sapete voi che tutti i confederati del gran drago non si mostrerebbero civili com'io? e ve n'ha fra essi più d'uno che, credetelo, non si separerebbe da voi a sì buon mercato. — Presentemente non posso più esimermi dal condurre questo giovane (accennando Enrico) al quartier generale. Dopo la condotta e i discorsi che egli ha tenuti, il comandante non mi perdonerebbe d'averlo lasciato in una casa ove abita una spiritata di tal natura.»

»Vedete! vedete di che siete cagione! disse Cuddy sotto voce alla madre; in grazia del maladetto vostro cianciare, ecco che i Filistei, come li chiamate voi, conducono via il signor Enrico.»

»Taci là vigliacco che sei! se tu e tutti questi altri imbecilli aveste tanto coraggio nelle braccia quanto io ne ho nella lingua, strappereste dalle branche di tai lupi rapaci la loro preda.»

Intanto i soldati impadronitisi del lor prigioniero, gli avevano legate le mani. Sir David rientrava in tal momento e spaventato dagli osservati apparecchi, offerse con mal compresso gemito una borsa a Bothwell. Il sergente la ricevette con aria d'indifferenza, e dopo averla pesata colla mano la fece saltare all'aria e la riprese; poi scotendo la testa. »Ascoltatemi, degno uomo, disse, traendolo in disparte, a Milnwood: è accaduto un piccolo cambiamento. Questa vecchia ha parlato troppo e innanzi a troppi testimoni; onde non posso più dispensarmi dal condurre vostro nipote al quartier generale; ma non saprei in buona coscienza conservare del vostro denaro se non se quella parte che mi è dovuta come atto di cortesia.»

Aperse indi la borsa da cui levò quante monete d'oro eran d'uopo per darne una a ciascun soldato, e mettersene tre in saccoccia. »Ora, soggiunse, posso accertarvi che vostro nipote verrà trattato umanamente lungo la strada. Anche questa sarà una soddisfazione per voi. Quanto al resto dei denaro, ve lo restituisco.»

Milnwood fu pronto a stendere la mano, ma non Bothwell a cedere la borsa, con cui continuava a trastullarsi, così proseguendo il discorso.

»Non posso però a meno di non rammentarvi come ciascun padrone di casa è mallevadore della probità di coloro che in essa dimorano. I miei compagni non hanno l'obbligo di tacere tutto quanto in vostra lontananza questa vecchia Puritana si è fatta lecito dire. Sarebbe quindi fra i possibili che il Consiglio privato pronunciasse una grossa ammenda contro di voi.»

»O mio buon sergente! degnissimo comandante! esclamò spaventato l'avaro. Niun evvi in questa casa, almeno a mia cognizione, che ardisse offendervi nè dir cose....»

»Ebbene, farò giudice voi medesimo, soggiunse Bothwell. Fatevi in là, quel giovine (disse indi a Cuddy, che si ponea d'avanti alla madre). Lasciate parlare la vostra genitrice; che certo dopo il primo fuoco ha avuto tempo di ricaricar le sue armi.»

»Oh Dio! sig. sergente, si fece a rimostrare Cuddy; che cosa è mai la lingua di una donna per dar tanto peso quanto ella può dire? Nè mio padre nè io abbiamo mai dato retta ai discorsi ch'ella facea.»

»Zitto là, giovinotto! e badate a non guastare le vostre faccende. Voi mi parete assai men goffo di quello che vorreste esser creduto. — Orsù, mia buona comare, fatevi valere, mostrate come sapete rendere testimonianza. Vedete che so usare a tempo le frasi del vostro gergo!»

Mausa non avea d'uopo di sprone per prendere il trotto. »Miserabili! sclamò, miserabili coloro che aggravano la propria coscienza col sottomettersi agli ordini del demonio, e che offrono sagrifizi ai figli di Belial coll'intenzione di vivere in pace con essi! Miserabili que' che si fanno sordi alla voce interna dello spirito e che schifi di mettersi sotto le bandiere de' figli d'Israele, pagano vilmente tributi alle autorità mondane! Miserabili quei che danno da mangiare e da bere ai soldati degli Ammoniti!»

»Ma che bella dottrina! sclamò Bothwell. Non resta che a sapere se andrà a' versi al Consiglio privato. L'udiste, Andrea? Costei scomunica tutti coloro che pagano le imposte al re!»

»E chi dà un boccale di birra ad un povero soldato!»

»Signore, voi l'avete intesa, disse volgendosi a Milnwood il sergente. Or tocca a voi il pensarci.» E ciò dicendo gli presentava la borsa.

Milnwood che sembrava oppresso dal peso della disgrazia, secondò i moti di natura estendendo una seconda volta la mano, ma gliela ritenne mistress Wilson.

»Impazzite! aggiunse sotto voce. Ditegli che la conservi. Credete di fatto che ei ve la voglia da vero restituire? Almeno fatevi un merito di regalargliela.»

»Cosa impossibile, Alison! cosa impossibile! Non ho forza di pronunziare con questi soldati la parola dono, trattandosi di un denaro, che ho contato più di mille volte!»

»L'avrò dunque io questa forza per evitare mali maggiori. Signore (e in questa si volse a Bothwell) il mio padrone m'incarica notificarvi, che non saprebbe risolversi a ricevere indietro un denaro collocato in sì buone mani. Vi prega tenerlo, trattare il meglio possibile il suo nipote e rendere buoni ufizi sul nostro contegno al Consiglio privato. Non dovete far verun conto de' propositi di una vecchia stolta che non è qui se non se da ier sera, che sta per essere scacciata immantinente da questa casa, e che, vel prometto, non vi metterà il piede in eterno.»

»Va benissimo! così doveva finire, esclamò Cuddy. Già lo sapea che se quella vostra esecrabile lingua pronunziava sol tre parole, saremo stati di nuovo obbligati a correre la campagna.»

»Silenzio figlio mio! silenzio! Bada a non mormorare contro le tribolazioni. Rimettere il piede in questa casa! E chi lo vorrebbe? Ne sta forse alla porta il segno che dee trattenere l'angelo sterminatore? Qui si pensa al mondo e non alle cose nostre fuori del mondo. Qui s'ha compassione d'un parente, e nessuna pietà sul destino di migliaia d'eletti che sono inseguiti, costretti a radunarsi nelle foreste per udire la divina parola, imprigionati, appiccati, torturati da questi figli del diavolo.»

»In somma, sergente mio, disse Andrea, non condurremo con noi questa forsennata di vecchia?»

»Tacete voi, gli rispose sotto voce Bothwell. Nè pensate che la casa è buona, e che questa vecchia ne dà il pretesto di tornarvi, non fosse per altro che per verificare se l'hanno scacciata? Il sig. Morton di Milnwood non è forse un uomo rispettabile? Non ha modo di pagare le colpe degli altri? Che cosa ci faremmo noi di questa vecchissima strega? Non vale la corda che vi vuole per appiccarla. — Or via, amici, un nuovo brindisi innanzi partire! — Evviva al sig. di Milnwood, ed al piacere che ci ripromettiamo di rivederlo! piacere che non tarderà molto, se conserva tai fanatici al suo servigio.»

Indi dopo avere ordinato ai suoi di montare a cavallo, prese pel suo prigioniero il miglior palafreno che si trovasse nella scuderia di sir David. Mistress Wilson, tutta in lagrime, consegnò al giovane un picciol fardello ove avea collocati tutti que' pochi arredi che gli sarebbero stati indispensabili, e ad un tempo fece scorrere nella mano di lui una borsa ben fornita, soggiugnendogli essere ciò per parte dello zio; ma veramente era una porzione de' risparmi fatti da questa donna caritatevole.

Bothwell mantenne religiosamente la sua promessa di ben comportarsi per riguardo al prigioniero: perchè gli fece slegare le mani, nè prese d'altra cautela se non quella di collocarlo in mezzo a due de' suoi uomini a cavallo.

Tutto fu confusione nel castello dopo la partenza de' soldati. Sir David, angosciato per la sventura del nipote, e disperato per aver perdute venti lire sterline senza costrutto, si gettò sopra d'un seggiolone, nè fece allora che ripetere in tutta la sera. »Rovinato d'ogni banda! rovinato da ogni banda! beni e persone!»

Mistress Wilson disacerbò la propria doglia vomitando un torrente di ingiurie addosso a Mausa e Cuddy, e mettendoli fuor della porta.

»Addio, miserabile strega, tal fu la conclusione delle invettive. In grazia tua, ecco che il più bel giovane di tutta la Scozia viene condotto prigione!»

»Che monta ciò? disse Mausa. Non vi vergognate di compiagnere un uomo in procinto di rendere testimonianza a chi è la vera luce? Si vede bene che siete ancora nelle tenebre del peccato. Ho fatto per Enrico quello che avrei fatto pel mio proprio figlio, e se Cuddy fosse degno di battere le vie del Signore....»

»Oh non vi affannate su ciò, replicò Alison. Ve ne do parola io; starete poco a metterlo in buoni panni simili a quelli che procuraste al signor Enrico.»

»Ebbene! allora sarò come la madre dei Maccabei; gli suggerirò di non venir mai a patti cogli empi, d'essere martire, se fa d'uopo, della propria fede. Alzerò la mia voce in mezzo ai persecutori, come Daniele fra i dottori della legge; io....»

»Finitela una volta, finitela, o madre, la interruppe traendosela seco Cuddy, e non annoiate più lungo tempo questa buona signora. Voi avete predicato oggi per un mese. Non siete anche contenta delle faccende di questa giornata? Voi avete fatto condurre in carcere il sig. Enrico, siete stata cagione, che il signor del castello si levi inutilmente di saccoccia venti lire sterline, denaro che continuerà a sospirare per lungo tempo; mercè vostra siam banditi da una casa ov'eravamo stati accolti con tutta ospitalità. A meno che non abbiate risoluto farmi mettere sulla forca, non vedo qual cosa vi resti ancor da operare.»

Mausa lo seguì borbottando fra' denti le parole, testimonianza, spirito, luce, gran drago, ed entrambi si posero in cammino senza sapere ove troverebbero nuovo ricovero.