WeRead Powered by ReaderPub
I Puritani di Scozia, vol. 3 cover

I Puritani di Scozia, vol. 3

Chapter 9: CAPITOLO VIII.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

Il romanzo narra le tensioni che attraversano un esercito presbiteriano in vista di una battaglia: un comandante tenta di consolidare posizioni difensive e mantenere il ponte, ma la disciplina si disgrega sotto l'influenza di predicatori infiammati e di fazioni discordi. Discorsi fanatici e rivalità tra moderati e ultrà provocano tumulti, nuove nomine e abbandono dei più prudenti, compromettendo la preparazione militare. La vicenda mette a confronto zelo religioso e prudenza strategica, esplorando il prezzo della divisione interna e le difficoltà del comando in tempo di crisi.

CAPITOLO VIII.

»O tu che adduce all'are dell'imene

»Brama di rinvenir chi le spinose

»Calli di vita aspergati di rose

»Nella compagna di tuoi gaudj e pene;

»Paventa di ritrarne al pie' catene

»In fra i mirteti lusinghieri ascose,

»Catene dure sì che non le impose

»Neron più dure in sulle lazie arene.»

D'un anonimo.

Certamente il lettore ha riconosciuto negl'interlocutori del capitolo precedente Enrico Morton e Jenny Dennison, un dì scaltrita cameriera di miss Bellenden, or degna metà di Cuddy, il quale, mercè la protezione di lord Evandale l'avea sposata, ed era rientrato al servigio di lady Margherita fin d'allora che l'amante di Editta veleggiò alle spiagge olandesi.

Giugneva ella nella sua picciola casa, quando Cuddy vi rientrò.

»Oh che maledetto tempo, Jenny! Tutto il rovescio dell'acqua m'è venuto addosso, e m'è penetrato, credo, fino nell'ossa. Presto dammi di che mutarmi.»

E inteso a questa faccenda non dimenticava suggiugnere:

»Jenny, non m'hai dunque preparato nulla da cena? Mi sento morir dalla fame.»

»Un poco di pazienza! Egli è a quanto ho pensato finora: sai che la minestra non ti piace, se non è ben calda.»

»Via, via! sei sempre lì colle tue frascherie!... Ma che cosa hai Jenny? Tu pensi a qualche cosa.»

»E non è senza perchè. Se sapessi che cosa accade! Oh povero il mio Cuddy! Ho paura che siam rovinati.»

»Come sarebbe a dire? le chiedeva imperturbato Cuddy, non solito a sgomentire per poco. Spiegati. — Ma prima di tutto la mia cena.»

Jenny dopo avere coperto un canto della tavola colla salvietta, pose dinanzi a Cuddy una grande scodella di minestra, e intanto ch'ei contentava l'appetito, gli narrò senza omettere veruna particolarità l'accaduto arrivo d'un forestiere, e la natura del colloquio che avea avuto con esso.

»Ebbene! disse Cuddy, io non vedo nulla da spaventarsene in tutto ciò che m'hai raccontato. Nessuno saprà che hai fatto dormire uno straniere in casa dei padroni; e quand'anche venisse a sapersi, miss Bellenden presterebbe servigio all'universo, purchè il potesse; e quanto alla vecchia padrona non ha mai negato ricetto ad un uom di riguardo, come a quel che sembra, è questo nostr'ospite. Di che cosa dunque t'inquieti?»

»Tu dunque, o Cuddy, non indovini chi sia questo forestiere?»

»Come diavolo vuoi tu che lo indovini? Son forse diventato, senza accorgermene, uno stregone?»

»Quest'è un uomo in somma che farà andare a sconquasso le nozze di miss Editta con lord Evandale, e ne sarà conseguenza, che la prima non diverrà mai più ricca, e noi rimarremo due poveri pitocchi in eterno.»

»Diammine! Come ha da fare il tuo forestiere ad operare questo miracolo? Il matrimonio non è egli bello e concluso e poco meno che consumato?»

»Sei bene una gran testa dura! Nè intendi ancora che questo forestiere è l'antico spasimato di miss Editta, in una parola il tuo antico padrone?»

»Il sig. Enrico Morton!» sclamò Cuddy alzandosi in piè con tal impeto che rovesciò la minestra e la tavola.

»Egli stesso (rispose Jenny mentre riparava gli sconci derivati dell'entusiasmo di suo marito) nè per questo era d'uopo rompermi la mia scodella.»

»Ma sei matta, Jenny? Ella è cosa troppo sicura che il sig. Morton sta sotterra o sott'acqua da lungo tempo.»

»Dunque mi credi cieca? Ti dico che l'ho ravvisato come ravviso te?»

»Come hai fatto a ravvisarlo?»

»Oh bella! credi tu che il corso di cinque anni basti a cambiare un uomo dell'età del sig. Morton in modo da non riconoscerlo più? Poi avrebbe bastato ad accertarmi che era desso, il dolore da cui fu preso nell'udir parlare delle nozze di miss Editta. Mi ha ricordato il giorno che costò tante lagrime a questa povera giovane quando egli e tu, pessima lana, prendeste le armi a favor de' ribelli. — Oh! indovina a che cosa sta pensando ora costui!»

»A che cosa penso? (rispose Cuddy che avea cenato in camiciuola, ed imbracciava in quel punto il giustacore). Penso a correre subito ad abbracciare il mio povero padrone.»

»Voi non ci andrete, Cuddy.» Soggiunse freddamente ma con fermezza Jenny.

»Non ci andrò? Ma costei ha il diavolo in corpo! Ti credi forse ch'io voglia per tutto il tempo della mia vita lasciarmi menar per naso dalle donne?»

»Ascoltami Cuddy! voglio farti intendere la ragione. Primieramente, mi sono accorta che il sig. Enrico desidera di non essere riconosciuto: non ti dirò per qual motivo, perchè chi può saperlo? Ma pensi tu che egli ignorasse con chi parlava, parlando meco? Ti pare, Cuddy, ch'io sia tanto cambiata da produr tal effetto? Abbiamo finto l'uno e l'altro di non ci riconoscere, e ne avevamo ciascuno le nostre ragioni. Le sue forse erano d'assicurarsi che cosa fosse divenuto di miss Editta; e quando l'ha saputa in procinto di conchiudere un buon matrimonio, la sua intenzione, lo vedo, è stata subito di ritirarsi per non guastarlo. Siam noi i soli a sapere che egli è ancora tra' vivi. Ma se tal cosa giugnesse a notizia di miss Editta, foss'anche lì dinanzi al ministro per dar la mano di sposa a lord Evandale, direbbe no quando sarebbe il momento a proposito di dir sì.»

»E che m'importa il o il no di miss Editta? E s'ella preferisse l'antico amante al novello, non è forse padrona di fare quello che vuole? — Anche voi, bella Jenny, avevate promesso a Holliday di sposarlo, e la cosa è certa, perchè costui l'ha divulgata per tutti i cantoni.»

»Holliday è un mentitore, e tu uno stupido se gli dai retta. Ma quanto a miss Editta!.... oh mio Dio, mio Dio! Il sig. Morton, ne sono sicura, non possiede altro oro fuor di quello che sta nel ricamo del suo vestito. Di che dovrebb'egli campare con lady Margherita e con miss Editta? Tu il sai pure che questo piccolo fondo basta appena a far vivere le due signore... Cioè non basterebbe nemmeno, se noi secondando lord Evandale non dessimo loro ad intendere che rende tre volte di più.»

»E dove metti Milnwood? Non è un bello e un buon possedimento? Mi opporrai che il vecchio sir David ne lasciò morendo usufruttuaria la vecchia Alison, perchè non sapea che cosa fosse accaduto di suo nipote. Ma questa è una donna dabbene; e una parola che le si dice v'è panno per accomodarli tutti.»

»Che mi va tu panneggiando? Tu non sai quel che ti dica. Credi tu che una matrona rispettabile, del calibro di lady Margherita, voglia ricevere una grazia dalla vecchia Alison? quella lady Margherita, alla quale se lord Evandale vuol prestare servigi è obbligato ricorrere all'inganno, e andar inteso con noi? No, no! — Poi se miss Editta si facesse sposa al sig. Morton, le converrebbe seguirlo alla guerra, poichè l'abito che gli ho veduto è un uniforme di militare.»

»E per conseguenza anche la vecchia matrona che non saprebbe separarsi da miss Editta! A dir vero comparirebbe male fra le bagaglie d'un esercito.»

»E chi sa da qual parte si sia posto adesso il sig. Enrico?»

»E la vecchia matrona su questo articolo è alquanto schizzinosa!»

»In fine Cuddy (aggiunse allora l'astuta Jenny che il vedea alquanto scosso dalla sola idea di poter tornare in guerra, ed aveva serbato per l'ultimo il più possente degli argomenti) se vanno in fumo le nozze con lord Evandale, ci va anche il bel podere che questi ne aveva promesso. Che accadrà allora di noi e dei tre nostri fanciulli? Potremmo noi nemmeno vivere su questo fondo senza i sussidj che ci va passando la generosità di milord?»

Alcune lagrime di Jenny aggiunsero forza all'eloquenza di sì fatta arringa. Cuddy intanto colla testa bassa pareva il vero ritratto della irresolutezza. »Ma Jenny, le diss'egli, in vece di tutto questo tuo cicaleggio non potresti suggerirmi il partito da prendersi?»

»Lasciar andare naturalmente le cose, rispose Jenny. Non far vista di riconoscere il sig. Morton ammeno che non voglia essere riconosciuto egli stesso. Non parlare di lui con nessuno; non far sapere ad anima vivente che è qui. Io non te ne avrei nemmeno parlato, senza la paura che tu vedendolo domani mattina commettessi qualche imprudenza. Scommetto che egli se ne andrà senza farsi conoscere, e che non ritorna altrimenti.»

»Povero il mio padrone! Sclamò Cuddy. E sarà vero ch'io lo veda, ch'io gli parli senza dirgli che l'ho riconosciuto? Ah questo è impossibile! Piuttosto, Jenny, partirò innanzi giorno per andar a lavorare, e non ritornerò che a notte avanzata.»

»Questo è quel che va fatto, Cuddy! Se lo dico io! nessuno ti pareggia in giudizio quando discuti i tuoi affari in compagnia d'altre persone. Ma tu non dovresti mai volere operare di tua testa.»

»Egli è vero (borbottava Cuddy mentre si spogliava per mettersi in letto) che da quando ho l'uso della ragione, qualche femmina s'è sempre frammessa ne' miei affari, e mi ha fatto andar a suo modo in vece di lasciarmi seguir la strada che avrei voluto prendere. La mia vecchia madre prima di tutte, poi lady Margherita; e il bello era che queste due donne non andavano nemmeno d'accordo ed io era sempre come il fornaio de' burattini che ho veduto alla fiera; tirato dal diavolo da una banda, e dal Pulcinella dall'altra. Adesso poi che ho moglie (soggiugnea avvoltandosi sotto la coperta) bisogna ancora che cammini com'essa la intende.»

»E non sono io la miglior guida che t'abbi avuto in tua vita?» Così diede fine alla conversazione Jenny prendendo luogo vicino al marito, e ponendo lo spegnitoio sul lume.