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I simboli

Chapter 2: PREFAZIONE
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About This Book

L'autore propone una vasta indagine sul simbolo, analizzandone origine e sviluppo e il ruolo nelle principali forme di comunicazione umana: linguaggio, religione, scrittura, diritto, leggenda e arte. Collega i fenomeni simbolici alla psicologia — attenzione, inerzia mentale, avversione al lavoro intellettuale — e alla sociologia del potere e della giustizia, mostrando come fraintendimenti simbolici possano generare riti, conflitti e ingiustizie. Il saggio combina osservazioni teoriche e riflessioni applicate, segnala questioni trascurate dalla ricerca e suggerisce che lo studio del simbolismo può offrire rimedi pratici alle debolezze cognitive della civiltà moderna.

PREFAZIONE

Questo libro è solo un saggio, solo una rapida scorreria attraverso un’immensa regione inesplorata della storia dell’uomo. Ma l’autore in questa corsa affrettata ha tanto goduto il piacere dell’indagine e delle sue varie vicende, e più ancora il piacere dei lontani orizzonti intravveduti qua e là, che non mancherà, potendo, di tornare un giorno nel cuore dell’ignoto paese a esplorarlo più minutamente in lungo ed in largo. Un numero immenso di questioni si connettono con una teoria compiuta del simbolo: l’origine e lo sviluppo del linguaggio, della religione, della scrittura, del diritto, della leggenda, dell’arte; tutti i mezzi insomma con cui l’uomo ha cercato di comunicare agli altri uomini le proprie idee e i proprii sentimenti, tutte le trasformazioni coscienti e incoscienti, tutti i pervertimenti di questi segni. Ecco altrettanti argomenti, di cui molti sono in questa opera appena accennati, ma che la scienza ha finora quasi interamente negletti.

Non li ha però così interamente negletti che all’autore sia mancato in questo studio un suggestionatore potente, che eccitasse l’ideazione ne’ momenti in cui la difficoltà da sormontare era più alta, che eccitasse il coraggio nei momenti in cui le soluzioni trovate parevano perdere tutta quella verità, che è sentita così intensamente, quando l’idea balena la prima volta alla mente. Il padre intellettuale di questo libro fu l’opuscolo di Paolo Marzolo, intitolato Saggio sui segni: perciò doveva esser qui ricordato e messo al posto d’onore il nome ignorato del più grande pensatore italiano e forse anche europeo di questo secolo, le cui opere ciclopiche, piene di avvenire, ancora attendono l’ora della giustizia.

Nè lo studio puramente teorico dei fenomeni del simbolismo sarà scevro d’applicazioni umane. Si sono molto studiate le miserie morali dell’uomo, tutti i traviamenti cioè delle passioni, dell’amore, dell’odio, della vanità, della cupidigia; ma si sono poco studiate le sue miserie intellettuali, quei dolorosi errori in cui l’uomo cade per i vizi organici della sua intelligenza, e per cui le vie dell’umanità sono state sino ad oggi bagnate di tanto sangue e di tante lagrime. Eppure se si pensa che alcuni scambi accidentali di nomi hanno generato riti ferocissimi, che per una questione di statue e di quadri il sangue corse a fiumi per secoli l’impero bizantino, che anche oggi da un momento all’altro l’Europa potrebbe ardere tutta nelle fiamme di una guerra provocata da qualche metafora infelice o da qualche frase barocca scambiata per un assioma di alta politica: quando si pensa a tutto ciò, chi non vede che forse all’uomo, più che il fermento delle cattive passioni, furono e sono funeste certe debolezze e imperfezioni della sua intelligenza, per altre parti così sviluppata? L’indagine dei fenomeni del simbolismo indica alcune tra le non meno importanti di queste debolezze; mostra come con la civiltà diminuisca, invece che crescere, la sicurezza di ottenere giustizia nei contrasti della vita sociale; e può quindi indicare alcuni rimedi che leniscano una delle più tormentose infelicità del mondo moderno.

G. F.