ATTO SECONDO.
Una camera squallida. — Un tavolino. Poche seggiole vecchie. Un divano sdrucito. In un angolo, un baule. Niente altro. — Una porta in fondo. Un'altra alla parete destra. — È sera. Sul tavolino è acceso un lume a olio.
SCENA I.
MADDALENA e PETRUCCIO.
(Sono tutti e due seduti presso il tavolino.)
Maddalena
Aspetta. (Si alza; va a prendere della carta che è sul baule; torna a sedere, e con un pezzo di quella carta costruisce una piccola barca.) Guarda com'è bellina, questa!
Petruccio
Maddalena
Già, una barca.
Petruccio
Un'altra più grande, adesso.
Maddalena
Un'altra più grande. (Comincia a costruirla, piegando la carta.)
Petruccio
Un bastimento col vapore.
Maddalena
Eh, col vapore, non si può fare di carta.
Petruccio
Quello quando venimmo per mare, ti ricordi?...
Maddalena
Si, mi ricordo: quando venimmo da Napoli a Genova....
Petruccio
Maddalena
Sì, quello lì era col vapore.
Petruccio
Perchè?
Maddalena
Perchè doveva camminare in fretta.
Petruccio
Come sulla ferrovia?
Maddalena
La ferrovia, tu non l'hai vista mai.
Petruccio
Ma la so, chè me l'ha detta il nonno quando papà è partito.
Maddalena
E dov'è andato, papà, dov'è andato?
Petruccio
A Napoli è andato, chè a Napoli c'è la sua officina.
Maddalena
(carezzandolo) No, angelo caro, l'officina non c'è più.
Petruccio
Perchè non c'è più?
Maddalena
(tristemente) Eh! Perchè così è! Vedi che bastimento! C'è anche il fumaiolo. (Glielo mostra.)
Petruccio
Allora, lo hai saputo fare col vapore.
Maddalena
E no. Ci vorrebbero le macchine.
Petruccio
Papà le sa fare.
Maddalena
Lui, sì.
Petruccio
Maddalena
Forse tornerà stasera. Anzi... (per chetarlo) certamente tornerà.
Petruccio
E porterà anche il pranzo?
Maddalena
S'intende. (Scrolla il capo. Indi, poggiando i gomiti sulla tavola, stringe la fronte fra le mani, presa dallo sconforto e dalla pena che le desta il suo bimbo.)
(Un silenzio.)
Petruccio
Sei malata?
Maddalena
(scotendosi e dissimulando) No, no, non temere, mamma tua sta benissimo.
Petruccio
Hai fame tu pure?
Maddalena
Nemmeno.
(Un silenzio.)
Petruccio
Vogliamo stare un poco vicini vicini? Vicini vicini sul divano, come piace a te?
Maddalena
Sì, amore mio. (Lo abbraccia e lo bacia.)
Petruccio
(la tira per la veste sino al divano. Ella vi si rincantuccia. Egli le si mette sulle ginocchia, le si aggrappa al collo, premendole il ventre e il petto, piegando la testa sulla spalla di lei, e sospira.)
Maddalena
Angelo caro, mamma tua soffre un tantino così. Senti. Sai come devi fare? Stendi le gambine sul divano e poggia la testa sulle ginocchia di mamma tua. Anche così staremo vicini.
Petruccio
(mettendosi come ha detto lei) E noi, quando andiamo un'altra volta a Napoli, insieme col babbo?
Maddalena
A Napoli, no, non dobbiamo più andarci. Abbiamo avuto dei dispiaceri, laggiù.
Petruccio
Maddalena
Ci è andato per fare del bene a Petruccio, per fare del bene a mamma tua....
Petruccio
(interrompendola) Te l'ha scritto?
Maddalena
Sicuro che me l'ha scritto.
Petruccio
Voglio sentire come t'ha scritto.
Maddalena
Sì, sì, ora ti faccio sentire. (Cava dal petto una lettera e, senza guardarla, finge di leggere, improvvisandone il contenuto.) (Petruccio, coricato com'è, non la vede.) «Cara Maddalena, tu e Petruccio dovete avere un poco di pazienza e dovete pensare che io sto qui per il vostro bene. Ti prego di dire a Petruccio che quando verrò a Genova faremo tante tante cose belle, e lui sarà contento di andare alla scuola e d'imparare come fanno tutti i ragazzi buoni come lui che tengono compagnia alla mamma e che ne sono la consolazione.» (Ha qualche lagrima negli occhi) «Ti prego di dirgli pure che quando giungerò io, a te e a lui non mancherà più nulla, e cesseranno tutte le pene, e la sera Petruccio andrà a letto tranquillo tranquillo, e poi farà dei bei sogni, proprio come se fosse un ometto grande, e il giorno dopo racconterà alla mamma tutto quello che ha sognato.» Hai sentito?
(Petruccio si è addormentato di un sonno di languore.)
Maddalena
(fra sè:) Dorme. (Gli solleva il capo, glie lo adagia su un cuscino del divano. Si toglie lo scialle e ne copre il bambino.)
SCENA II.
MADDALENA, PETRUCCIO, MICHELE.
Michele
(di dentro) Maddalena!
Maddalena
Oh!
Michele
Apri, Maddalena, sono io.
Maddalena
(va all'uscio di scala, tira il lucchetto, ed apre.)
Michele
(entrando ansioso) È arrivato Antonio?
Maddalena
No. (Lo guarda entrare, interrogandolo con gli occhi.)
Michele
(si avanza affranto, silenzioso, e siede. — Pausa.)
Maddalena
La lettera che ricevemmo ieri, del resto, non precisava nè l'ora nè il giorno.
Michele
Nelle sue parole a me parve di capire che stesse per tornare. E poi ribatteva sul chiodo della urgente partenza per l'America.
Maddalena
E diceva giusto.
Michele
Diceva giusto, ma partire senza un poco di danaro sarebbe un'imprudenza grossa, specialmente per noi che non siamo gente fortunata. Questa è anche la sua idea. E, dunque, se parlava proprio di partenza, significa che sapeva di poter venire a una buona conclusione da un momento all'altro. Non ho voluto fartene accorgere, ma io come io lo aspettavo fin da stamane. Ci contavo, ecco. Mi sono sbagliato, e, maledetto il diavolo!, ho lasciato passare le ore senza provvedere a niente.
Maddalena
Tanto, che c'era da fare?
Michele
Avrei potuto portare qualche altra cosa all'Agenzia.
Maddalena
Ci è appena per dormire, papà Michele.
Michele
No. Ci è anche un po' di biancheria e un soprabito, che egli appunto mi consegnò affinchè, all'occorrenza, se ne cavasse qualche soldo. Ma era roba sua, intendi? M'è mancato il coraggio.... E l'ho tenuto da parte con la speranza di metterla in salvo.
Maddalena
Però, quando siete uscito, che già calava il sole, vi ho visto più nero del solito. Non ci credevate più che egli arriverebbe in giornata?
Michele
Ci credevo e non ci credevo. Mi ricordavo che nella penultima lettera mi raccomandò di non stare a guardare l'orario della ferrovia, perchè — diceva lui — «è molto probabile che se vengo col danaro in tasca dovrò immediatamente recarmi in varii posti e non mi sarà possibile di correre difilato a casa.» E io non ho guardato l'orario, e a una cert'ora mi son detto: se non giunge, come si fa? (Pausa.) Eravamo digiuni da circa quarantotto ore, e mi rodevo dentro, non per me che sono carne dura, ma per quello lì... (indicando Petruccio), per quella povera anima innocente, e per te, per te, che sei anche incinta.... Mi sono aggirato per le strade piene di folla, facendomi condurre dalle gambe, andando su e giù a caso, come un cane senza padrone. Come si fa? — ripetevo fra me: — Come si fa? Era tardi. Era notte. Le agenzie stavano chiuse. Bussare alla porta delle persone di cui eravamo già debitori non potevo. E allora.... Oh!... (Si covre il viso con la mano.)
Maddalena
Papà Michele, voi soffrite!
Michele
Avrei voluto che questa mano fosse andata in frantumi, come quella che non ho più, tra le ruote di una macchina, piuttosto che stenderla per chiedere l'elemosina; eppure... alla cantonata di un vicoletto oscuro, nascondendomi come un ladro, (animandosi nel martirio del ricordo) vergognosamente l'ho stesa!
Maddalena
(per fargli abbassare la voce) Sst!, che Petruccio non senta!
Michele
(sommessamente) E coloro che mi passavano davanti, mi prendevano per un impostore, e, guardandomi di sbieco, quasi impauriti affrettavano il passo... si allontanavano... sparivano. (Pausa.) Ho tentato non so quante volte. Sempre inutilmente. Poi, a un tratto, non ho più potuto.... E ho preso la via di casa.... Il sangue mi affluiva alla faccia. Arrossivo. Mi pareva d'aver commessa l'azione più vile che l'uomo possa commettere. E il peggio era che, dopo d'averla commessa, venivo qui senza portarvi neanche un pezzo di pane. Che sofferenze! E che avvilimento!
Maddalena
(annichilita, piegando la fronte, siede.) E tutto questo, papà Michele, per causa mia.
Michele
Ma che!
Maddalena
Se il giorno in cui andai a rifugiarmi nella casa e nel cuore di Antonio, avessi invece saputo morire insieme con mio figlio o accondiscendere a un qualunque basso mercato, quanto meno vi peserebbe, ora, la vostra miseria e come sarebbero più lievi i tormenti vostri e di quel disgraziato!
Michele
Non pensare a queste cose, Maddalena. Se egli te le leggesse negli occhi, ne impazzirebbe.
Petruccio
(quasi in dormiveglia) È venuto papà?
Maddalena
No, non ancora, Petruccio; ma il nonno dice che verrà tra breve.
Petruccio
Dov'è il nonno?
Michele
Sono qua.
Petruccio
E tu che mi hai portato?
Maddalena
(andandogli dappresso) Che poteva portarti il povero nonno? È andato a spasso che era già sera. Le botteghe non sono aperte che di giorno. Vuoi che mamma tua ti metta a letto?
Petruccio
(tuttora disteso e assonnato) E tu sarai sempre vicino a me?
Maddalena
Sempre vicino a te la mamma tua, si capisce!
Petruccio
E mi terrai le mani strette strette?
Maddalena
Sì, amore mio.
Petruccio
(supplichevole) No... restiamo qua. È meglio.
Maddalena
A dormire così, Petruccio, ti fa male.... Andiamo, amore mio.
Petruccio
No... no.... (Richiude gli occhi.)
Michele
Maddalena
Non è che non voglia; ma è debolino. Appena svegliato, si riaddormenta. Ecco, dorme un'altra volta.
Michele
Mettilo a letto piano piano.
Maddalena
Questo voglio fare. (Con mano lieve, gli sbottona un po' gli abiti, gli toglie le scarpette.)
Michele
Anch'io ho bisogno di stendermi. Sono tanto stanco! Ho addosso un sonno di piombo. (Sgranchisce il braccio, sbadigliando.)
Maddalena
Un po' di riposo vi farà bene.
Michele
E tu?
Maddalena
Per me, sarà difficile. Avessi almeno la risorsa della stanchezza! Tenterò. (Delicatamente, prende in braccio il bambino.)
Michele
(si stende sul divano.)
Petruccio
(quasi dormendo, sentendosi portar via) No... no....
Maddalena
È mamma tua, è mamma tua.... (Smorza il lume, e, con il bambino attaccato al collo, cautamente si avvia a sinistra.)
Petruccio
No... no....
Maddalena
È mamma tua, amore mio, è mamma tua.... (Esce.)
SCENA III.
ANTONIO, MICHELE, poi MADDALENA.
Antonio
(apre con una sua chiave l'uscio di fondo, entra pallidissimo, stranamente circospetto. Il suo corpo ha il tremito dei brividi. Depone a terra una valigetta. Accende un fiammifero e con esso il lume a olio. Guarda intorno. Mormora:) Oh, il babbo qui. (Va verso di lui, come per svegliarlo. Poi, si trattiene. Presso il tavolino, siede. Cava da una tasca interna della giacca molto danaro in biglietti. Li conta. E torna a metterli in tasca. Si alza, si accosta a Michele e chiama sottovoce:) Babbo, babbo!
Michele
(sussultando, si drizza d'un sùbito.) Oh! Finalmente, finalmente!
Antonio
Non ti eccitare babbo, e, se Maddalena dorme, parla piano.
Michele
Insomma, che notizie?
Antonio
(dissimulando la sua emozione) Buone.
Michele
(animandosi di speranze) Salviati ha accondisceso?
Antonio
Ha accondisceso.
Michele
(con un moto di giubilo) Possibile?!
Antonio
Se te lo dico io!
Michele
Ha finito col riconoscere i tuoi diritti?
Antonio
Quali?
Michele
I tuoi diritti di inventore, almeno, non li ha riconosciuti?
Antonio
E non era forse egli divenuto già legalmente proprietario del mio brevetto?
Michele
E allora che è?
Antonio
Un dono, una largizione....
Michele
Antonio
Ho qui il danaro.
Michele
E non sei pazzo di contentezza?!
Antonio
Sì, ma....
Michele
Eh!, capisco. I tuoi poveri nervi....
Antonio
Li ho dovuti mettere sotto una macina, babbo, i miei nervi.
Michele
Immagino.
Antonio
No, non puoi immaginarlo.
Michele
Ma adesso devi tranquillarti, devi rimetterti in salute.
Antonio
Io sto bene. Non lo vedi che sto bene?
Michele
E quanto ti ha dato?
Antonio
Abbastanza. Ci sarà da respirare. Siedi. Appunto di ciò dobbiamo parlare tra noi due.
Michele
E non vuoi dar sùbito questa consolazione a Maddalena? Sono sicuro che non dorme. È sui carboni ardenti quella poveretta.
Antonio
(vorrebbe indugiare.)
Michele
(senza badargli, chiama festosamente:) Maddalena, Maddalena, è arrivato Antonio!
Maddalena
(entra di corsa, slanciandosi ad abbracciare Antonio) Oh, Antonio!
Antonio
Michele
Ed è carico di danaro.
Maddalena
Davvero?!
Antonio
Sì, sì, davvero.
Maddalena
E come hai fatto? Dimmi, come hai fatto? È un prodigio!
Antonio
Addirittura?!
Maddalena
Se non mi dici come hai fatto, io crederò di sognare.
Antonio
Evvia! È poi così strano che io non sia più un pezzente? Ti pare una enormezza, eh? Ti pare ingiusto? Pare ingiusto anche a te?
Maddalena
(mortificata) Quando partisti non avevi quasi alcuna speranza, buono mio. Perchè adesso mi rimproveri ch'io mi meravigli?
Antonio
No, no, non ti rimprovero.... (Affettuosissimo) Sarei disgustevole se rimproverassi proprio te, povera piccola. Ma non interrogarmi troppo, te ne prego. Ho dovuto costringere il mio temperamento a umiliazioni di cui mi dà fastidio perfino il ricordo.
Maddalena
Va là: ti conosco, non sei uomo da inginocchiarti dinanzi a nessuno. Tu esageri. Ti allucini. Hai chiesto una parte di quello che ti spettava e l'hai avuta. Questo è tutto.
Michele
E non ci può essere altro.
Antonio
(inquieto, vibrante) Ma finitela, finitela con le supposizioni. Non vi accorgete che mi seccano, che m'irritano, che mi sconvolgono? Il solo fatto importante è che, per ora, ci sarà da vivere. Verso di voi, io ho adempiuto al mio dovere. (Rude) Il resto non vi riguarda. Convincetevi di questo, e badate che è necessario di non dimenticarlo. (Breve pausa) Il bimbo come sta?
Maddalena
L'ho messo a letto. Dormiva già in piedi.
Antonio
A stomaco vuoto, non ne dubito. Sveglialo e dàgli da cena. (Cava dalle tasche qualche involto e qualche pane.) E prendi un boccone anche tu: fammi questo piacere.
Maddalena
Ma sì, sì, volentieri.
Antonio
Va, mia buona Maddalena.... Io devo stare un po' col babbo.... Poi ti chiamerò.
Maddalena
Non hai nulla contro di me?
Antonio
Contro di te? (Stringendole ambo le mani) Io ti adoro.
Maddalena
(esce.)
SCENA IV.
MICHELE e ANTONIO
Antonio
(si avvicina all'uscio a destra e, guardingo, lo chiude. Indi, andando verso Michele) Babbo, queste sono poco più di quarantotto mila lire. (Gliele porge.)
Michele
Perbacco! (Le mette sulla scrivania e le guarda.)
Antonio
Dici che è troppo?
Michele
Che c'entra? Io gioisco. Io sento aprirmi il cuore, ecco!
Antonio
Credevo che....
Michele
Ma non fantasticare così! Che diavolo! Mi sembri pazzo, mi sembri.
(Presso la scrivania, siedono tutti e due, l'uno di faccia all'altro.)
Antonio
Erano cinquantamila.... Io sono giunto da parecchie ore, e ho sbrigate molte faccende.... Ho pagato tutti i nostri debitucci....
Michele
Temevi che i creditori scappassero?
Antonio
E no. C'era della buona gente che in questi ultimi mesi ci ha fatto credito, e non bisognava trascurarla.
Michele
E sta bene.
Antonio
Sicchè, seicentoventi se ne sono andate. Altre quattrocento le ritengo io....
Michele
O perchè mi racconti queste cose?...
Antonio
Lasciami dire.... Altre quattrocento le ritengo io... perchè mi potranno servire. E col resto ho preso i biglietti per te, per Maddalena e per Petruccio.
Michele
Che biglietti?
Antonio
Questi. (Mettendoli insieme col danaro) Domani mattina, voi vi imbarcherete sul Washington....
Michele
Domani mattina?!... Così?! A rotta di collo?!
Antonio
E non te l'ho avvertito da un pezzo, non te l'ho anche scritto, che il giorno in cui si possedesse un po' di quattrini si partirebbe immediatamente per l'America?
Michele
Ma come! Senza neanche prender fiato?
Antonio
Che fiato vuoi prendere? Giacchè avete quanto vi occorre per poter poggiare il piede su un'altra terra, per poter esperimentare, a bene o a male, un'altra aria, un altro mondo, per poter vedere una gente diversa, con virtù e con difetti diversi dai nostri, e, forse, chi sa, meno imperfetta di noi, o magari più imperfetta, ma più giovane, più florida, più sicura, con le spalle volte al passato e gli occhi fissi all'avvenire, che scopo c'è di stare a perdere qui il tempo e la salute? Che scopo? Che ragione? Che vantaggio?
Michele
Io non so niente. Tu mi fai girare la testa. E poi, che è? Tu parli di me, parli di Maddalena, di Petruccio.... E di te, non parli! Non parli di te?
Antonio
Io non potrò venire con voi.
Michele
No?!
Antonio
.... Per ora, s'intende.
Michele
Ah, per ora?
Antonio
.... Ma io vi raggiungerò.
Michele
E non sarebbe meglio aspettarti?
Antonio
Non sarebbe meglio, perchè non so con precisione quando i miei affari mi permetteranno di partire.
Michele
Quali affari?
Antonio
Oh Dio, non posso avere ancora degli affari?
Michele
Sì, puoi averli, ma, disgraziatamente, non li hai.
Antonio
Tu t'inganni, babbo.
Michele
E allora quali sono? Si può sapere quali sono?
Antonio
(eccitandosi) Ma, santodio!, tu mi fai un interrogatorio da giudice istruttore.
Michele
E tu mi parli come ad un estraneo, ed è la prima volta che mi tratti così... e ciò mi fa male, mi fa male assai!
(Un silenzio.)
Antonio
(commosso, sollevandogli la testa, quasi carezzandolo) No, babbo, no.... Non mi son mai sentito legato a te come in questo momento, e di te non ho avuto mai tanto bisogno quanto ne avrò da questo momento in poi.
Michele
Se fosse vero!
Antonio
Vedrai che è vero, vecchio mio, e perciò tu devi farmi la grazia di riunire tutte le tue forze, tu devi ringiovanire per essere pronto al tuo nuovo esperimento.
Michele
Sta' tranquillo. Questo braccio che mi resta è robusto come dieci braccia insieme, e la mia mente di ignorante è ancora giovine come la terra non coltivata. Tu sei mio figlio, e sei anche il mio maestro. Su, insegnami quello che ho da fare. Ti prometto che sarai contento di me.
Antonio
Quello che hai da fare è difficile ed è grande. Io affido a te Petruccio e Maddalena e il bimbo che nascerà fra pochi mesi: e tu dovrai aspettare gli eventi con serenità e renderne a loro più lieve l'urto col tuo coraggio e con la tua saggezza.
Michele
(spalancando gli occhi) Antonio?!
Antonio
Sentimi bene. Con Maddalena, tu parlerai o tacerai o mentirai secondo che ti parrà più utile alla salute del suo corpo e del suo spirito il mentire, il parlare o il tacere. Tu le impedirai di lavorare se lassù, come da noi, il lavoro della donna non è circondato dalle maggiori garantie di rispetto e d'indipendenza, e glielo impedirai se le sue funzioni e la sua tenerezza di madre ne dovessero soffrire. Mi intendi? Tu cercherai, inoltre, di educare i miei figli come hai educato me, valutandone l'intelligenza e interpretandone gli istinti. Se, con me, la prova è fallita, non monta! E quando essi avranno una coscienza, quando avranno una chiara percezione della vita, tu racconterai la mia storia tutta intera e dirai loro, senza restrizioni, la verità. M'intendi tu, babbo?
Michele
(che ha udito quasi trasognato, è preso da un tremito di paura) Ma... dunque... noi ci separiamo per sempre?
Antonio
(sùbito, ma visibilmente non sincero) Per sempre, no.
Michele
E allora, perchè tutto questo?
Antonio
Perchè non c'è nulla che non possa accadere.
Michele
Non sei sicuro che ci raggiungerai tra breve?
Antonio
Tra breve, non so.
Michele
E quanto tempo ritarderai?
Antonio
Non so, non so.
Michele
Ma che cosa mi nascondi?
Antonio
Babbo, io ti ho supplicato di essere sereno e coraggioso; e se vuoi aiutarmi veramente, è indispensabile che tu non indaghi di più.
Michele
E mi raccomandi di dire la verità ai tuoi figli?
Antonio
La saprai, non dubitare.
Michele
Antonio
Sempre in tempo per loro!
Michele
Io penso a te in questo momento, io penso alla vita tua.
Antonio
(con uno scatto) L'amo anch'io la mia vita, purtroppo, e sarei desolato di rinunziare a questo beneficio immenso!
Michele
Ma tu corri qualche grave pericolo!?
Antonio
Taci per carità, che Maddalena non comprenda i tuoi dubbî.... Io non corro nessun pericolo vero.... Credimi. Quello che m'impedisce di venire con voi non è, in fondo, che un altro dovere urgente, un dovere sacro che non posso fare a meno di compiere. Io spero più che non dica. Acquiètati, babbo, acquiètati, aspetta ed abbi fede. Noi dovremo separarci questa sera stessa, fra pochi minuti, perchè mi tarda di ritornare a Napoli, e non voglio perdere il treno della mezzanotte. Custodisci questo denaro e conserva anche questa lettera indirizzata al mio amico Luciano Fiorentini (glie la dà), che è da dieci anni a New-York e che saprà mettervi a posto.
Michele
(esegue.)
Antonio
(continuando) Superfluo aggiungere che nè a te nè a me è consentito di rivelare quello che ci sta nell'animo. Dobbiamo badare sopra tutto a Maddalena. Se ella avesse dei sospetti sinistri, non partirebbe più, nè mi lascerebbe partire, e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti. Hai capito bene?
Michele
(col capo, fa cenno di sì.)
Antonio
Sicchè, cerca tu di padroneggiarti e di stare in gambe, chè al resto ci penso io.
Michele
(alzandosi con uno sforzo, gravemente) Ti obbedisco.
Antonio
(Gli va vicino e se lo stringe fra le braccia come per ribadire il patto.) Tu mi giuri che domani mattina partirete?
Michele
(con poca voce, mettendosi la mano sul petto) Te lo giuro!
Antonio
(cambiando tono e quasi gridando, chiama:) Maddalena! Maddalena!
SCENA V.
ANTONIO, MICHELE, MADDALENA.
Maddalena
(entrando) Eh, che congiura!
Antonio
(tentando di sembrare quasi allegro, si frega le mani) Be', si fa quel che si può contro i birboni e contro il diavolo! E con un po' di congiura, i nuvoloni si son dileguati, lui, il vecchio (accennando a Michele) è ancora «sotto il peso di cupi pensieri». (Ridendo) Ah! ah! ah! ah! Poveraccio! In dieci minuti gli ho dovuto parlare di cento e una cosa. Ma, per fortuna, tutto è stato messo a posto. (a Michele:) No?
Michele
Certo.
Antonio
E adesso, a te, piccola mia, e poche chiacchiere. Si va via! Si parte senza pensarci su due volte.
Maddalena
(lietamente) Si parte davvero per l'America?
Antonio
Per l'America, sissignora!
Maddalena
Che gioia!
Antonio
Sei contenta? Oh, meno male!
Maddalena
E partiamo proprio sùbito?
Antonio
Tu, non più tardi di domani. Parti col babbo e col bimbo.... Cioè, che dico?... coi bimbi, perchè, ohè, oramai, sono in due. (Ridendo) Ah! ah! ah!
Michele
(s'è tratto indietro per nascondere le sue sofferenze.)
Antonio
(con gli occhi e con un gesto furtivo lo esorta a non tradirsi.)
Maddalena
(ad Antonio:) E tu? E tu?
Antonio
Ho spiegato al babbo le ragioni per cui io debbo trattenermi ancora un mesetto in Italia, girovagando peggio d'un commesso viaggiatore. A te le spiegherò più diffusamente per lettera, e ti prego, piccola mia, di non obbligarmi, stasera, a ripetizioni inutili. Ho già tanto parlato che se non crepo come una cicala è un miracolo!
Maddalena
(timida) Io non ti domando più niente; ma almeno si potrebbe....
Antonio
(interrompendola subitamente) Cosa? Cosa si potrebbe? Si potrebbe lasciar fare a quest'uomo di genio, come mi chiamava papà Michele fin da quando ero lungo appena un metro, e si potrebbe anche compiere due nobilissime azioni: cambiare la biancheria in quella valigetta e permettermi, intanto, una visitina al mio primogenito, che se ne sta a letto, così come se niente fosse.
Maddalena
Per la biancheria, c'è tempo.
Antonio
Non te l'ho detto che se manco la corsa di mezzanotte, comprometto un affare coi fiocchi?
Maddalena
(turbata, abbassando gli occhi) Questo non me lo avevi detto.
Antonio
E che vuoi? I quattrini mi dànno alla testa!... (Guardando Maddalena) E adesso mi fai il muso, mi fai?
Maddalena
Non potevo immaginare che tu fossi venuto a casa tua per pochi minuti soltanto.
Antonio
Ih, il gran guaio!... Come se fosse la prima volta! E poi, tu ne sei persuasa che ci troviamo in un momento eccezionale.... (Animandosi falsamente) Su, su, Maddalena! Senza malinconia e senza musi! Guarda come sono arzillo io.
Maddalena
(ha qualche lagrima.)
Antonio
No, non così, (carezzandole la fronte) non così, bambina che sei! Con quei lucciconi, fai impappinare anche me.... E, allora, che si conclude? (Le asciuga gli occhi.) Ti secca di non stare un po' con me prima di partire? D'accordo. Ma l'avvenire non lo conti per nulla? Noi ci rifaremo! (Spasimando dentro e continuando a sovraeccitarsi in un'esagerata gaiezza) E saranno pazzie, Maddalena! Cose dell'altro mondo!... Cose d'America, insomma!... Tu ed io, per esempio, metteremo su una fabbrica di figliuoli... come non se ne sono visti mai. Con la civiltà, si riesce a tutto!...
Michele
(è sempre appartato, assistendo alla finzione, guardando con gli umidi occhi dolenti e pensosi, scrollando il capo di tanto in tanto.)
Antonio
E papà Michele farà da sorvegliante!... Dico bene, papà Michele? (Vedendo che Michele non riesce a dominarsi e a secondare la celia, gli si avvicina con un pretesto.) E senti quest'altra, tu, ma all'orecchio.... (Poi, abbassando molto la voce) Non stare così, vivaddio!, che mi rovini peggio! (Staccandosi con uno scoppio di risa pazze) Ah! ah! ah! Ma questo dev'essere un segreto fra me e te!... Ah! ah! ah! E tu, Maddalena, vorresti che ci mettessimo a piagnucolare? T'avverto che sono rigorosamente vietate le lagrime sino a nuovo ordine, e i contravventori saranno puniti con multa da lire cinque a lire... quarantottomila! Attenti che va a monte la fabbrica di figliuoli! Il primogenito dorme già tranquillamente su i suoi diritti di unico erede?... Ma lo sveglio io! Perbacco, se lo sveglio! (Chiassando sull'uscio a sinistra) O poltrone di un figlio, a letto si riceve il babbo che arriva? (Ridendo più forte) Che salto che ha fatto! Ah! ah! ah! ah! (Esce.)
SCENA VI.
MICHELE e MADDALENA.
Maddalena
(Resta incerta, come intontita, girando un po' gli sguardi intorno. Indi, ricordando l'incarico datole da Antonio, lentissimamente apre la valigetta e ne toglie la biancheria.)
(Un lungo silenzio.)
Michele
(seduto, evitando gli sguardi di Maddalena e cercando di parlare con voce calma) Guarda che nel baule ci devono essere quelle camìce e quel soprabito di cui t'ho parlato.
Maddalena
(inginocchiandosi presso il baule, lo apre.)
Michele
Ci sono?
Maddalena
Sì. (Prende la roba e, con garbo, la mette nella valigia.)
Michele
Ce l'hai tu la chiave del baule?
Maddalena
Io non ce l'ho.
Michele
Che ci stia dentro?
Maddalena
(guardando) No. Si sarà dispersa.
Michele
Si dovrà provvedere domani mattina.
Maddalena
(ancora intenta alla bisogna) A che ora dovremo imbarcarci?
Michele
Verso le undici sarà bene trovarci a bordo.
Maddalena
Non c'è proprio speranza che egli s'imbarchi con noi?
Michele
Da capo!...
Maddalena
Michele
Antonio, non è uno strampalato.
Maddalena
No, certamente.
Michele
Ha il suo programma, e sa quello che fa e quello che vuole.
Maddalena
Chi lo nega?
Michele
E se si comincia a lavorare di fantasia, capirai!...
Maddalena
(cavando moltissime carte dal baule) Queste carte, ce le portiamo noi?
Michele
Mettile nella sua valigia. Sono disegni, statistiche, progetti.... Gli potranno servire. C'entra tutto?
Maddalena
Sì: la biancheria è poca. (Nella valigia sgangherata e sporca ripone, accuratamente, le carte.) Fortuna che un mese passa presto!
Michele
E fossero anche due mesi!...
Maddalena
Ciò che mi spaventa è l'enorme lontananza.
Michele
Al giorno d'oggi, non ci sono più lontananze enormi. Il mondo è diventato così piccolo! Già, lo stesso contegno di lui dovrebbe bastare a darti animo.
(Breve pausa.)
Maddalena
L'America, del resto, era il suo sogno dorato.
Michele
E il tuo, no?
Maddalena
(che ha terminato di fare la valigia) Se non fosse per questa partenza a precipizio e per il pensiero di lasciare lui in Italia, io non saprei desiderare di meglio. (Rianimandosi) Ci pensate voi, papà Michele? Romperla col passato! Quasi rinascere! Ricominciare a costruirsi una vita con altre abitudini, con altre idee, con altre leggi, con un altro linguaggio!
Michele
(si sforza di sorridere.)
Maddalena
La lingua inglese, papà Michele, ve la insegno io. Petruccio e voi sarete i miei scolaretti!
Michele
E quello che verrà fuori...?
Maddalena
Che che! Quello lì lo faccio nascere addirittura americano, e non avrà tanti impicci!
SCENA VII.
MADDALENA, MICHELE, ANTONIO, la voce di PETRUCCIO.
Antonio
(rientra, e resta presso l'uscio, ascoltando con profonda tristezza.)
Maddalena
(che ha le spalle volte all'uscio, non lo vede e continua a parlare con papà Michele:) Ve lo immaginate voi, papà Michele, questo americanino in fasce? (Batte le mani festosamente.)
Michele
Brava, brava, Maddalena! Allegra ti voglio!
Maddalena
E io vi accontenterò. Vedrete, vedrete che sarò anch'io arzilla come Antonio. Ma, in compenso, che cosa mi promettete, voi?
Michele
(cercando più che mai di nascondere la propria fisonomia, neanche lui si accorge di Antonio) Dimmelo tu.
Maddalena
Mi promettete che riusciremo davvero ad essere un po' felici?
Michele
Eh, figliuola mia, si farà del nostro meglio!
Antonio
(avanzandosi e ripigliando il falso tono di allegria) E non lesinare tanto, chè l'avarizia è peccato mortale!
Maddalena
(andando a lui) E tu non mi prometti niente?
Antonio
È fatta sì o no questa valigia, chiacchierona?
Maddalena
Sì, è fatta. E c'è anche il soprabito!
Antonio
Quale?
Maddalena
(pigliandolo dalla valigia) Questo.
Antonio
Oh, chi si rivede! Non era pegnorato?
Maddalena
(spolverandolo con le mani) Papà Michele lo mise in salvo.
Antonio
E càpita giusto. Stanotte farà un po' freschino, in treno. Dammi, dammi, che me lo infilo.
Maddalena
Ti riscaldi troppo, adesso. Quando uscirai....
Antonio
Maddalena
Di già?
Antonio
(prendendo il soprabito) Presto, presto! (E se lo infila.)
Maddalena
Che fretta!
Antonio
Se credi che il treno faccia il comodo nostro....
Maddalena
Appena giunti, telegraferemo; ma dove?
Antonio
A Napoli, fermo in posta.
Michele
(in un canto, ora piange silenziosamente.)
Maddalena
Antonio
Scriverò sùbito, s'intende. Indirizzerò le lettere a Luciano Fiorentini. Il babbo sa tutto, e ti dirà tutto.
Maddalena
(aggrappandosi al collo di lui) Abbracciami forte.
Antonio
Sì, Maddalena, (abbracciandola energicamente) tanto forte da sentire come se nulla al mondo potesse distaccarci. E io l'ho sempre pensato, Maddalena, di non separarci mai, mai, fino alla morte; l'ho sempre voluto, e lo voglio ancora... perchè ti ho amata ogni giorno di più, sai, e, ogni giorno, ogni giorno, si è più stretta a te questa mia povera esistenza.
Maddalena
Sono la tua piccina?
Antonio
Sì! la mia piccina, la mia piccina.... (La bacia e la ribacia intensamente commosso. Poi, chiamando Michele:) E tu, vecchio? Vieni qua!...
Michele
(gli si accosta.)
Antonio
(abbracciando Michele e Maddalena e tenendoseli serrati al petto) Così, così, tutti e tre insieme.... Insieme anche da lontano, non è vero? Coraggiosamente, fedelmente insieme! (Le guance gli si rigano di qualche lagrima. Con uno sforzo supremo, si frena.) Oh oh, dimenticavo la multa! Ci facevo una bella figura! Animo! È tardi! Via, via, a grande velocità! (Si distacca e piglia il cappello.)
La voce di Petruccio
(di dentro) Babbo, non me lo dài un altro bacino?
Antonio
(si ferma di botto) Eh,... mi pare che abbia ragione, lui! Gli ho ordinato di non muoversi dal letto, e, difatti, non s'è mosso. Un altro bacino se lo merita. (Gridando) Un momento, galantuomo, un momento e sono da voi (a Michele.) Intanto, tu, vecchio, vammi a prendere una carrozza... altrimenti resto a terra. (Lo spinge fuori.)
Michele
(esce dal fondo.)
Maddalena
E io ti porto giù la valigia. (La prende.)
Antonio
Bel pretesto per rubarmi qualche altro minuto in portineria!
Maddalena
(uscendo con la valigia) Attento, papà Michele, che c'è buio.
Antonio
(all'uscio in fondo) Ohè! Una carrozza elegante ha da essere.... Viaggio da principe, ormai, e me ne infischio!
La voce di Michele
(dalle scale) Ho capito, ho capito!
Antonio
(resta finalmente solo, e il pianto lo vince. Gli occhi riboccano di lagrime, I singhiozzi gli rompono il petto. Appoggiando il dorso allo stipite della porta, si copre la faccia con le mani.)
La voce di Petruccio
Babbo, non vieni?
Antonio
(dominandosi) Sì, Petruccio.... Vengo, vengo. (Attraversa la camera, ed entra a destra.)
(Sipario.)