INDICE
I. Nel quale si racconta di mastro Benedicite, strozziere, e della gran paura che avea.
II. Dove si legge della felicità di conte Folco, come fosse celebrata dal biondo Fiordaliso.
III. Come il biondo Fiordaliso fu vinto in tenzone poetica, e del rammarico ch'ei n'ebbe.
IV. Che cosa fosse, e perchè temuta, la torre del Negromante.
V. Nel quale è detto di ciò che vide il conte Ugo guardando la torre del Negromante.
VI. Nel quale si legge come il romèo non fosse altrimenti un romèo.
VII. Dove si legge del patto che il vescovo Gualberto aveva fermato col diavolo.
VIII. Nel quale si racconta di una gualdana che fa al castello di Torrespina.
IX. Nel quale l'autore si prova a ritrarre la migliore tra tutte le donne.
X. Dello elogio funebre che fece Ansaldo di Leuca ad un amico diletto.
XI. Qui si conta di un cavaliere che ebbe il premio innanzi alla giostra.
XII. Nel quale si legge della differenza che corre fra astori e barbagianni.
XIII. Dove si stilla in dieci pagine ciò che potrebbe stemperarsi in cento.
XIV. Nel quale si legge di mastro Benedicite, come tornasse ad aver paura del diavolo.
XV. De' progressi che avea fatto il biondo Fiordaliso nell'arte di poetare.
XVI. Qui si conta di un angelo, il quale aveva perdute le ali.
XVII. Come il conte Ugo ragionasse della sua felicità senza pari.
XVIII. Nel quale è dimostrato che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge.
XIX. Qui si narra dell'ultima sbevazzata di frate Gualdo cisterciense.
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