WeRead Powered by ReaderPub
Il Re burlone: Dramma in 4 atti cover

Il Re burlone: Dramma in 4 atti

Chapter 10: SCENA SETTIMA.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

The play follows a capricious monarch whose preference for practical jokes unsettles court life and a nearby inn, generating comic misunderstandings and rivalries among courtiers, actors and servants. Over four acts the action shifts between public entertainments and private rooms, juxtaposing lively theatrical scenes with moments of tension that reveal competing loyalties, social ambition and the strains of power. The result mixes comedy and social observation as appearances and authority collide.

fa un passo verso l'uscio di Fannya.

Rosalia lo ferma facendogli cenno di parlar pianino perchè Fannya dorme: va verso l'uscio a destra e chiama sottovoce.

Nina!

Nina entrando.

Comandi?

Rosalia.

Sta attenta in anticamera.

Nina.

Aspetta la visita del solito impresario di Vienna?

Rosalia.

Sì, aspetto il signor conte.

Nina.

Andiamo bene! È appena finito il teatro, e il ristorante comincia ad essere pieno di gente.

Rosalia.

Bada al cameriere...

Nina.

Don Pedro è nelle mie mani!

via.

Alliana.

Fannya?... La farete chiamare?

Rosalia.

Dorme; lasciamola dormire. Quando canto, la mando a letto presto. Non la voglio con me in teatro. Qui, a Napoli, poi, la mia piccola sorellina, sempre sotto chiave!

verso l'uscio di Fannya.

Tesoro! Cara!

Alliana supplichevole.

Sono gli ultimi giorni; le ultime ore...

Rosalia fingendosi in collera.

L'avete veduta oggi; la vedrete domani!

sorridendo e stringendogli le mani con grande espansione.

Le volete proprio bene molto, molto?...

Alliana.

Molto?... Che cosa vuol dire, molto?... Tutto!... Tutto ciò che sento, che spero, che vivo, che respiro... è là!

Rosalia esitando: con grande tristezza.

E... le perdonerete sempre... sua madre?

Alliana.

I miei, li ho perduti, sono solo. Ma come ho ritrovato mio padre nel conte Alberto, ho ritrovata in voi la mia mamma... La mia mamma giovine, come ne ho il ricordo da bambino. Era tanto bella anche lei!

rimane triste, pensieroso.

Rosalia vincendo la commozione, con le lacrime nel viso e passandogli una mano dinanzi agli occhi.

Via! Via! Il sole di Fannya deve spazzare ogni nube! Lasciate i pensieri tristi a me che mi trovo sospesa tra la prigione... e la corte!... Che cosa sarà mai?...

con un sospiro.

Povero Alberto! Quante preoccupazioni! Quante inquietudini, e forse, quanti dolori per me! Oh, il mondo è molto severo con i buoni, con gli onesti e, soprattutto, con i sinceri. Al mio povero Alberto che ha la moglie chiusa in un manicomio, quasi da vent'anni,

con ironia

queste dame impeccabili, e questi cavalieri perfetti farebbero un delitto, non già di avere un'amante, ma di volerle bene e di adorare la figlia nata dal suo amore!

con inquietudine.

Nessuno sospetta, a Napoli, che Fannya sia mia figlia?

Alliana accenna di no.

Rosalia.

Ero così giovane!... Ed ero così povera!... La prima e l'unica bambola che ho avuto, è stata la mia figliuola!... E il solo che mi ha voluto bene è stato Alberto... Un bene fatto di pietà, di tenerezza e d'intelligenza!

sottovoce, quasi con astio.

Questa Maria Teresa d'Austria, questa seconda moglie di Ferdinando, lo odia, Alberto, non è vero?

Alliana si fa serio, accigliato.

Lo odia, perchè il conte Alberto di Verolengo è un piemontese! Perchè è venuto qui, appunto con la prima moglie del Re, e perchè è rimasto qui anche dopo la morte di Maria Cristina. Il conte Alberto è la memoria, l'influenza, la bontà di lei, che le sopravvive nella reggia!

Rosalia.

Maria Cristina di Savoia! La santa Regina! I napoletani, la chiamano ancora la santa Regina!

Alliana.

E lei viva, nessuna condanna di morte fu eseguita.

Rosalia.

Sangue, no, ella ripeteva al marito, — lo so da Alberto, — sangue no; con la morte voi potete perdere un'anima immortale, con la vita può venire il pentimento. E anche morendo furono le sue ultime parole rivolte al Re, la sua ultima preghiera: «sangue no, sangue no».

Alliana.

Questa invece, brutta, quanto l'altra era bella, cattiva quanto l'altra era buona, gli sta sempre cucita alle costole ripetendo sempre «Casticate, Fertinante! Casticate!»

Rosalia.

E il Re?... Alberto è odiato anche dal Re?

Alliana.

Chi può conoscere l'animo di Ferdinando? Avete detto benissimo. Il Conte Alberto, a corte, è la memoria di Maria Cristina. Se non lo odia, certo, non lo ama, perchè non si ama il rimorso, ma lo teme, come si teme la giustizia! Quest'uomo, per altro...

Rosalia.

Alberto?...

Alliana.

Quest'uomo forte in mezzo ai deboli, quest'uomo che dice la verità in mezzo al servidorume, che biascica rosari e bugie, se non è amato dal Re, se è odiato dalla Regina e da una corte ignorante, bigotta, ha con sè tutto un partito giovane che vuol far di lui il ministro del Re, — anche contro lo stesso Re; — il ministro non di Ferdinando II re di Napoli, ma, — voglia o non voglia Ferdinando, — il Ministro di Ferdinando Iº re d'Italia, re costituzionale, re indipendente dall'Austria e dalla Francia, e se ci vorrà... Se vorranno del sangue, vivaddio...

Rosalia fissandolo inquieta.

E Fannya? La mia Fannya? Che cosa volete fare? Che cosa vuoi fare?

Alliana.

No! No! V'ingannate! Giuro! V'ingannate!

Rosalia.

A Fannya! A Fannya, lo devi giurare!

Alliana vivamente.

Il Conte Alberto!... Non una parola.

Violento, ma più sottovoce.

Non una parola!

SCENA SESTA.

Detti, la Nina, il Conte di Verolengo, poi Fannya, in fine, e Voci.

Nina precede il Verolengo e l'aiuta a legarsi il ferrajolo. Verolengo si toglie i grandi occhiali d'oro: sottovoce a Rosalia.

Sono passato inosservato!

In questo momento si sentono avvicinarsi ed entrano nell'albergo, dove saranno accolti da uno scoppio di evviva e di battimani, due mandolini e una voce che canta la canzone: Te voglio bene assaie e tu non piensi a me! poi lo sbattere del portone dell'albergo, e silenzio.

Verolengo.

Travestito come un innamorato..... o come un cospiratore!

baciando la mano di Rosalia.

Innamorato.... sempre. Cospiratore.... mai!

Nina.

C'è giù un... pandemonio!... Si può andare e venire liberamente.

Rosalia

Sta attenta...

Nina.

Non dubiti!

via.

Rosalia uscita la Nina afferrando le mani al Verolengo.

Dunque?... Dunque?

Verolengo.

Alliana ti ha detto?

Rosalia.

Che a Caserta ci sono novità?...

Alliana.

Ma che il sequestro di questa sera, non ci ha a che fare!

Verolengo.

No?...

Fissando Alliana e scrollando il capo.

Anche ripensandoci, parrebbe assolutamente di no! Ma poi, chi lo sa? A corte, le bugie, hanno le gambe così lunghe!... E monsignor Cocle, stende i suoi ragnateli con tale arte invisibile, silenziosa...

Rosalia si avvicina al Verolengo, fissandolo.

Verolengo.

Se non fossero i miei soliti sospetti, dovrei anzi rallegrarmi con te! Domani riceverai un invito da parte di Sua Maestà!

Rosalia.

Un invito? A me?

Verolengo.

Per cantare alle feste del Presepio!

Alliana subito, assai stupito.

Voi? Una donna di teatro, invitata a Caserta?

Verolengo.

E per di più, durante la novena di Natale!

Alliana.

Con il bigottismo della Regina?

Rosalia.

E del Re!

Verolengo.

Appunto! Bisogna aver ottenuto, non soltanto l'assoluzione, ma anche l'approvazione di monsignor Cocle!

Rosalia impaurita.

Io non ci vado!

più forte

Non ci vado, e non ci vado!

Verolengo.

Vorresti invece andare in prigione?... Qui, si fa presto!

Rosalia.

Mettermi in prigione

parlando afona

perchè sono raffreddata e non posso cantare?

Verolengo.

Ma lo avrai preso il raffreddore, perchè le gonne della Linda erano troppo corte!

Alliana.

E in tal caso, non andando a Caserta, sareste punita, perchè avete dato scandalo! Questa potrebbe essere la relazione tra i due fatti.

Verolengo.

Precisamente: la tela del ragno!

Rosalia.

Io sono inquieta, inquietissima....

Verolengo prendendole le mani.

E forse ti ho spaventata, al solito, senza una ragione!

Alliana.

Certo, non bisogna nemmeno esagerare! La Regina è cattiva, la corte è pessima, ma il Re, in fondo, è buono. Ha della nobiltà, della grandezza....

Rosalia.

E la razza? La razza?... È il nipote di Ferdinando I, quello che faceva amministrare la giustizia dal cardinal Ruffo e da Fra Diavolo! Dei suoi fratelli, uno ha fatto sbranare dai mastini un povero padre disonorato nella figlia! Un altro, si diverte a gettare delle monete nelle vasche d'acqua bollente, per vedere i ragazzi nudi e affamati saltarvi dentro per raccoglierle, un altro...

Verolengo.

Ferdinando II è migliore dei suoi fratelli!

Alliana.

Ferdinando è il migliore di tutti i Borboni!

Rosalia.

Ma insomma? Migliore, o peggiore, che cosa può volere da me?

Verolengo riflettendo.

Ma... volere il Re... o volere monsignor Cocle? La tua confidenza, o qualche tua imprudenza per poter entrare nella mia vita...

con un'alzata di spalle.

O soltanto la tua celebrità, la tua virtuosità canora, per il santo Presepio, e le mie non sono che ombre!

Alliana.

Per altro state in guardia: anche a corte ci sono spie...

Verolengo.

Non dire di non conoscermi! Ci siamo veduti a Venezia, a Roma... E se non c'è un invito speciale per Fannya...

Rosalia e Alliana, guardano istintivamente verso la camera di Fannya.

Rosalia.

La voglio con me.

Verolengo.

Tutto al contrario! Non condurla a Caserta!

Alliana.

È troppo ingenua e troppo sincera! Resti a Napoli con la Nina!...

Verolengo.

E poi, al caso, anch'io ho molti amici...

Rosalia.

Al caso?... Che caso? Il caso di un tranello... contro di te?

rivolgendosi ad Alliana e fissandolo.

Pensiamoci un po'... freddamente. Per scoprire soltanto che io sono la sua amante, e che Fannya non è mia sorella, ma nostra figlia?...

Verolengo.

Certo... per questo, monsignor Cocle, non potrebbe farmi bandire, nè fucilare, ma tuttavia...

Alliana.

E se la macchina, invece che contro di voi... fosse montata contro di me?

Verolengo..

Contro di te?... Perchè contro di te?

Alliana. Anch'io non sono amato a corte. Sono istitutore del Principe ereditario, del figlio di Maria Cristina, per intercessione vostra! Anch'io sono sospettato!

Verolengo.

Sospettato?

Alliana.

Tutti noi, ufficiali napoletani! Non c'è fiducia a corte, altro che per gli Svizzeri!

Rosalia.

Sst!... Fannya, per amor del cielo!

Verolengofissando sempre Alliana.

Guardami bene in faccia!

Alliana.

Gli Alliana, sono fedeli. Sempre con Dio e per il Re.

Verolengo.

La parola d'ordine dei vecchi Murattiani...! Anche con Dio e per il Re, si può riuscire... a farsi fucilare, quando si è dei fanatici o dei pazzi.

A Rosalia.

Ma diglielo anche tu, nel nome di Fannya! Congiure, no! Pazzie, no!

abbracciando Alliana.

Pensa figliuolo, figliuolo! È finita l'epoca delle congiure, delle società segrete, delle sette!... Te lo dico io... vecchio carbonaro!... Tante congiure, tutte fallite per la mancanza di un concetto comune! Un po' di fumo, subito soffocato nel mare del più nobile sangue!

Rosaliaad Alliana con le lacrime nella voce.

Pensate a Fannya!... Pensate alla povera Fannya!

Verolengo.

Un concetto comune, bisogna avere! Invece... chi vuole la repubblica come

a Rosalia.

quel tuo maestro Savoldi! Chi esalta e vede la salute in un altro Re, e chi

ad Alliana.

con un buon colpo di mano, spera di poter cambiare la testa a Ferdinando, senza punto riflettere che in questo giuoco è assai più facile il perdere la propria!... Nessuno, intanto, pensa a volere ciò che tutti dobbiamo volere, un'Italia, l'Italia!...

Alliana accenna di si, col capo.

Verolengo afferrandogli una mano.

Allora... Hai fede in me? Tento anch'io con la persuasione... Preparando i fatti con le alleanze...

risoluto.

Ma non più pugnali e non ancora i fucili! Nel dar vita a una nazione, il pensatore dev'essere l'avanguardia del soldato! È il libro che prelude alla battaglia e alla vittoria, e oggi, il Primato del Gioberti, è letto, è divorato come un romanzo, anche a Napoli, anche a corte, non dal Re... il Re non legge niente, ma dalla stessa madre del Re!... Non più le piccole rivoluzioni, moti convulsi che denotano la debolezza di un infermo... invece... un'idea grande, sola, da rendere limpida, chiara, un'idea, che tutti devono comprendere, che tutti devono amare, non i fratelli nell'ombra, ma un popolo intero alla luce piena del giorno!

Alliana ironico.

Il popolo?... Quale? I sanculotti o i lazzaroni?

Verolengo.

Il popolo, del quale noi pure siamo parte e dobbiamo far parte! È soltanto quando è respinto, o respinge l'aristocrazia dell'intelligenza, che il popolo diventa plebe.

baciando Alliana sui capelli.

Ragazzo! Ragazzo!... Figliuolo! Dammi la tua parola... giura...

Fannyasull'uscio della sua camera: caccia fuori appena la testa, tenendosi nascosta fra le tende.

Bravo, papà! Bravo signor capitano!... E brava anche la mammà-sorellina! Bravissimi tutti!

Verolengocorrendo per abbracciarla.

Fannya!

Fannya.

No!... No! Impossibilissimo!

Rosalia.

L'ho detto che l'avreste svegliata!

Fannya.

Sono... impresentabile! Ho sentito la tua voce e quella del signor Capitano!... Credevo di sognare... invece, mi sono accorta dal lume che ero sveglia... Ho fatto un salto dal letto e sono qui

con una risatina.

così!

Rosaliasottovoce ad Alliana.

Per lei! Per lei! Promettete, giurate ad Alberto...

Fannya.

Mamma, anzi, signora madre, perchè non mi hai detto niente?

Rosalia.

Non sapevo...

Verolengo.

Non credevo, stasera, di poter essere libero!

Alliana.

Anch'io sono venuto tardi!

Fannya.

Al babbo soltanto perdono, e mando un bacio!

gli manda un bacio con lo schiocco delle labbra.

Con lei...

ad Alliana.

collera grande e prolungata!

a Rosalia.

Con te, poi... Non ti chiamerò più Rosalia, sorella, ma sempre mamma, mamma, mammà!

Rosalia.

Non volevo svegliarti!

Fannya.

To'!... Non mi son svegliata lo stesso?.. Uff!... Sono stufa di dormire, sempre dormire!...

Verolengoad Alliana, sottovoce.

Pensa che tanta felicità, quella vita tenera e delicata è nelle tue mani...

Allianasi avvicina a Fannya, vivamente.

Fannya.

Alt! Capitano! E indietro, front!

cantarellando e sorridendo.

Non si può! È arrivato tardi... Non mi ha fatto chiamare...

Alliana.

La mano, almeno...

Fannya.

Non si può!

sparisce dietro le tende.

Si odono le Voci che escono dalla locanda.

Voce Di Uomo.

Bonanotte, Don Antò! Jammo ca è tarde!

Voce Di Donna.

Bonanotte! Ce vedimmo domane.

Voce Di Uomo.

Bonanotte!

Rosalia.

Si chiude!

Verolengoad Alliana.

Andiamo!

Rosalia.

Fate presto!

Fannya

cacciando fuori la testa fra le tende: crucciata.

Adesso poi no, no, no...! Fermatevi!

SCENA SETTIMA.

La Nina e Detti.

Nina entra e fa cenno al Verolengo e all'Alliana di andarsene.

È il buon momento...

Fannya.

Cattivi!... Tutti!... Almeno... salutatemi bene! E domani?... Pensa, babbo, sono gli ultimi giorni!

Verolengoavvicinandosi a Fannya.

Te lo prometto, cara! Domani, di giorno e di sera!

Fannya.

E il signor Capitano, non promette niente?

Alliana.

Sì! sì! Domani! Sempre!

Fannyasporge il capo fra le tende verso il Verolengo che le dà un bacio: poi stende la mano all'Alliana.

A lei... la mano...

Allianagliela stringe, con grande affetto.

Fannya.

Anche da baciare!...

tenendo sempre stretta la mano dell'Alliana

No! Non ti lascio andare! No!...

Allianafa per baciarle i capelli.

Fannyasparisce di nuovo dietro le tende.

Si sente una sua allegra risatina.

Buona notte!

Verolengospingendo Alliana verso l'uscio.

Andiamo!

Fannyachiamando e, di nuovo, sporgendo il capo c. s.

Vincenzo!

Allianasi ferma: si volta.

Fannya.

«Te voglio bene assaie... E tu, — proprio tu! — non pienze a me!»

Alliana e Alberto via, seguiti dalla Nina.

SCENA OTTAVA.

Fannya e Rosalia.

Fannya in sottanino, con le spalle coperte da uno scialletto bianco. Corre alla finestra; l'apre... Prende due camelie, una bianca e una rossa, le lega insieme, prima con un filo, poi con due capelli che si strappa rapidamente, corre di nuovo alla finestra e aspetta.

Rosalia.

Che fai?

Fannyanon risponde: guarda dalla finestra: ad un tratto getta giù le due camelie.

Alliana d. d.

Ah!... Buona notte!

Fannyacorre a gettarsi tra le braccia di Rosalia, stringendola, baciandola appassionatamente.

Oh, mamma! Gli voglio tanto bene! Tanto, tanto da morirne!

Fine dell'atto primo.