ATTO SECONDO.
A Caserta nel palazzo reale. — Grande sala terrena, arredata con mobili, non ricchi, ma di vecchio stile. Un grande uscio dal quale — quando è aperto — si vedrà il giardino e due ufficiali del 2º reggimento degli Svizzeri, che vi stanno di guardia. Tutta la sala è piena di oggetti destinati al Presepio: ricchi pupazzi rappresentanti la Madonna e S. Giuseppe; una greppia; un bue e un asinello. Sopra una tavola, il pupazzo di Re Baldassare e un bambin Gesù nudo, che deve essere messo nella greppia come in una culla. Un mucchio di fieno. Sulla tavola un orologio, grande.
SCENA PRIMA.
Ferdinando II, è in maniche di camicia, con i pantaloni da Colonnello del reggimento Re e il berretto in testa; fuma mezzo sigaro napoletano, mentre sta accomodando il pupazzo che rappresenta Re Baldassare, ancora senza manto e senza corona. Carmine e Agnese sono intenti ad adornare la greppia di fiori, a riempirla di fieno; e a suo tempo, vi mettono dentro, come in una culla, il bambin Gesù.
Ferdinando all'Agnese.
Damme 'a corona e no chiovo!
Agnese prende una corona, una scatola di chiodini e li porge a Ferdinando, senza inchinarsi.
Ao comanno vuosto, Maestà...
Ferdinando mette la corona in testa al pupazzo e la ferma con un chiodino.
Così! Mo' sta corona nun t'a levano chiù da capa, né Piemontese, né Giacobine, né chillo prevetariello framassone di Pio IX.
ad Agnese che poi Io imita, facendosi il segno della Croce.
Sarvamoce l'anema
fa le corna.
e scansammo 'a jettatura!
ad Agnese con comica prosopopea.
Dammi il manto reale... e la mia tunica!
Agnese gli dà il mantello del pupazzo e l'aiuta a vestire la tunica.
Ferdinando.
Vattene alla tua greppia.
mentre Agnese si volta per andarsene, Ferdinando le dà un pizzicotto.
Agnese fa un piccolo grido.
Ferdinando voltandosi al giardiniere.
Hai sentito Don Carmine? Stu re Baldassare, tene na voce de femmena!
sghignazzata: fa dondolare la testa al pupazzo.
Movi 'a capa!... Benissimo!
si volta verso il giardino, e con piglio di comandare la manovra e facendo con le mani tromba alla bocca, si metta a gridare:
Comando ioo! Aavanti!
Ten. Holtmann e SECONDO UFFICIALE
aprono l'uscio del giardino e fanno il saluto militare.
Ferdinando all'Agnese e a Carmine.
Che bel timbro, forte!... E sti avvocati, sti paglietti pennaruli vanno dicenno che il Re Ferdinando «ha la voce chioccia!»
più forte c. s.
Coomando io!... Avanti!
SCENA SECONDA.
Il principino Francesco entra dal giardino passando in mezzo al tenente Holtmann e al SECONDO UFFICIALE seguìto dalle tre bambine, Maria Annunziata, Maria Immacolata e Maria delle Grazie. Francesco dà la mano alla più piccola e corrono tutti fra le gambe di Ferdinando, gridando allegramente. Il Tenente Holtmann e il SECONDO UFFICIALE richiudono l'uscio.
Francesco.
Papà!
Maria Immacolata.
Papà!
Maria Annunziata.
Papà!
Maria delle Grazie.
Papà!
Ferdinando ridendo.
Papà, papà, papà, papapapà!
prende una bimba fra le braccia e la bacia teneramente.
Nicchia, Nicchietta, vuoi fare Din Don?
la fa dondolare tenendola per le braccia.
Dinn... Donn!...
Tutti i Bambini insieme.
Dinn donn! Din don! Din don!
Francesco osservando il pupazzo.
Questo è un re?
Ferdinando.
Uno dei re Magi. Sua Maestà, Baldassare!
Francesco.
E allora, gli altri due?
Ferdinando.
Re Gaspare e 'o Re Melchiorre?
Francesco.
Dove sono?
Ferdinando.
In viaggio per il Santo Presepio! Re,
Baldassare, che è più vecchio, cammina più piano!
risata.
E adesso, attento Lasà.
a Francesco: poi alle bambine.
Attenta Nicchia, Pettita, Ciolla!
con piglio militare.
Attenti!
fa dondolare la testa del pupazzo.
Una delle Bimbe.
Dice sempre di sì!
Ferdinando facendo la lezione.
E perchè dice sempre di sì? Ricordatevelo bene: dice sempre di sì, perchè è un re che ha la testa di legno!
ride rumorosamente.
Voce di Donna di dentro, dal piano superiore.
Annunziata! Maria!...
Ferdinando.
Mammà! Presto, mammà!
si avvicina all'uscio.
Mò vengono!
spinge dentro le tre bambine.
Jammo! Jammo!
ferma Francesco, siede, lo prende sulle ginocchia accarezzandolo affettuosamente.
Dunque, Ciccì, è stato buono il dejuné?
Francesco.
Sì, papà. Lasagne al pomodoro!
Ferdinando.
Ma prima, neh?... Tutte le orazioni?
Francesco.
Per te, per mammà, per il Papa...
Ferdinando correggendolo.
Per il povero Papa, che non sa quello che si fa...
Ferdinando bacia Francesco, poi si alza, e ammiccando dell'occhio gli indica il pupazzo.
E chillu llà... perchè dice sempre di sì?
Francesco.
Perchè...
guarda Ferdinando: non sa che rispondere.
Ferdinando.
Embè? Pecchè?... Pecchè a 'a capa?...
stizzito.
Perchè ha la testa di legno!
cacciandolo dentro l'uscio con una sculacciata.
Lasà, Lasagnone!
Francesco, via, scrollando il capo.
Neh! Carminiello!
Carmine voltandosi e inchinandosi.
Maestà?
Ferdinando strizzando l'occhio furbescamente.
N'à d'aspetta tiempo primma d'essere isso 'u re! Imparerà! Imparerà!
voltandosi.
Che c'è, don Taniello?
SCENA TERZA.
Gaetano poi il Castelluccio.
Gaetano inchinandosi profondamente.
Sua Eccellenza, il cavaliere Del Castelluccio domanda se Vostra Maestà...
Ferdinando interrompendolo.
Andreo? Viene 'nnanze! Buon giorno!
Gaetano, via.
Castelluccio con un profondo inchino.
Ringrazio umilmente Vostra Maestà! Posso osare di chiedere le notizie di Sua Maestà la nostra graziosa Regina?
Ferdinando
Sta... comm'una c'à da partori' da nu giorno all'altro. Nu figlio è sempe nu guaio anche pe' la Regina che ci ha fatto l'abitudine.
ridendo e battendogli sulle spalle.
Se avessi da fare nu figlio tu che nun nce hai l'abitudine, staresti molto peggio!
Agnese ride sguaiatamente.
ride anche Carmine.
Castelluccio si sente offeso.
Ferdinando.
Sei venuto in ferrovia?
Castelluccio.
Sempre! Sempre con la vostra ferrovia, Maestà!
Ferdinando.
Bravo, Don Andreo! La ferrovia l'ho fatta a spese mie, e m'è costata assai; l'utile è pure mio. Chi viene a Caserta in carrozza, mi fa torto e non vede il Presepio. Hai portato la prima donna?
Castelluccio accennando affermativamente con un inchino.
E anche sua sorella, Maestà.
Ferdinando.
Assèttate!
sedendo, si volta all'Agnese ammiccando con gli occhi.
Porta ccà na seggia!
Castelluccio fa per sedere.
Ferdinando gli leva di sotto la sedia.
Castelluccio che era già stato vittima di questo scherzo, resta sospeso, mezzo in piedi, mezzo seduto, e guarda Ferdinando con un'occhiata furba.
Ferdinando
indispettito lo raddrizza con una piccola pedata.
Tu sì troppo intelligente... ccà.
Carmine e Agnese ridono: il Castelluccio rimane imbronciato.
Ferdinando voltandosi.
Avete finito?
Carmine.
Faccio lesto lesto...
Ferdinando.
Porta 'a Madonna, 'i santi, 'u bambino, tutto 'o presepio, ca mo' vengo pur' io. Portate anche 'u bove e 'u ciucciariello
Indicando prima l'asino di legno, poi il Castelluccio.
Chillo là... No chisto ccà!
Agnese torna a ridere.
Castelluccio s'imbroncia sempre di più: Carmine e Agnese, durante la scena, portano via, a mano a mano, tutta la roba del Presepio.
Ferdinando
vedendo che il Castelluccio è accigliato, lo accarezza.
Ti sei offeso? Io ti voglio bene, e scherzo... Gnesella, viene ccà! Il cavaliere Andreo, si è preso collera!
Agnese baciando la mano al Castelluccio.
Cavaliere, Eccellenza...
Castelluccio guardandola sorridendo.
Ridi! Ridi!... Sei bella... ti perdono!
Agnese va via ammiccando a Ferdinando. Castelluccio piano a Ferdinando.
Era una bella donna anche la prima, ma questa seconda moglie del giardiniere, è ancora più...
fa il gesto come per indicare più grassa, più forte.
più bella!
Ferdinando per cambiar discorso.
La sorella della prima donna, canta essa pure?
siede e fa sedere il Castelluccio.
Assèttate.
Castelluccio.
No, Maestà. È ancora quasi una ragazzina! Non si vede mai: io non l'avevo mai veduta, e ho dovuto insistere molto per poterla condurre con noi. Ho dovuto far ben capire alla signora Mirabella che un invito di vostra Maestà, è un tale segnalato onore, che non è possibile il rifiutare.
Ferdinando.
E stata 'na penzata di Monsignore...
Castelluccio con grande ossequio.
Di monsignor Cocle?
Ferdinando accennando di sì col capo.
... Quella di fare intervenire la celebre prima donna del San Carlo alle feste del mio presepio.
si leva il berretto e lo tiene fra, le mani: parla con religiosa unzione, come se parlasse Monsignor Cocle; il Castelluccio ne segue le parole movendo devotamente il capo e le labbra.
Il fine imperscrutabile della infinita bontà di nostro Signore ci ha messi quest'anno a dura prova con i disastri del terremoto e dell'eruzione del Vesuvio. Sant'Alfonso De' Liguori, onde placare la collera del Cielo, e propiziarlo all'indulgenza ed al perdono, impone alla Maestà Vostra, valendosi della mia indegna persona, penitenze più severe nella santa ricorrenza del Natale, e feste più solenni e più grandiose, in onore del Santo Presepio!
torna a mettersi il berretto in testa e cambia tono.
Ho dato commissione al maestro Mercadante perchè scriva un'apposita cantata sacra con coro e con soli per voce di soprano.
Francesco e le tre bambine passano fuori dall'uscio del giardino, saltando e tenendosi per mano.
Jammo! Jammo! Jammo! Larà-larì-larela! Jammo! Jammo! Larì, larè, larà!
Ferdinando si alza furioso e prendendo un frustino, corre minacciando sull'uscio.
Stateve zitti, guagliù, ca mammà sta malata!
si rimette a sedere — al Castelluccio, arrabbiato.
Assèttate!
Quando il Castelluccio è seduto, gli dà una frustata nelle gambe.
Tira 'nnanze!
Castelluccio
cacciando spaventato le gambe sotto la sedia.
Io?... Maestà!
Ferdinando.
Non mi stave dicenno che sta celebre Mirabella è la tua innamorata?
Castelluccio
schernendosi e spaventato dal frustino.
Oh!... Maestà!
Ferdinando frustandogli le gambe.
E che ci vai di giorno?... E che ci vai di notte?...
Castelluccio
si alza, si ritira, salta, supplica, piange, si contorce.
Ferdinando continuando ad inseguirlo e a frustargli le gambe.
E donna Sofia te va cercanno 'ncappa e sotto, disperata, arrangiata, gelosa!
scoppiando in una grande sghignazzata.
Piezzo de stupido, è uno scherzo! Sei troppo brutto e troppo vecchio p' avè 'a 'nnamurata!
Di nuovo con collera, pestando il piede per terra.
E non piangere! Diventi ancora più brutto!
Cambia tono; diventa nobile e dignitoso.
Cavaliere del Castelluccio: recatevi subito, a mio nome, da quelle due dame; annunziate che Sua Maestà il Re, si compiacerà di esprimere loro il suo sovrano gradimento. Aie capito?
Castelluccio sprofondandosi in un inchino.
È un nuovo onore, di cui sarò sempre grato a Vostra Maestà...
Francesco entra spalancando l'uscio del giardino e corre a rifugiarsi fra le gambe di Ferdinando.
Ferdinando maravigliato.
Embè! Pecchè sto fuje-fuje?
sull'uscio rimasto aperto, si presenta un po' indietro — più avanti stanno, sempre di guardia, i due soliti ufficiali svizzeri — il capitano Alliana. — Ferdinando, al Castelluccio.
Aspetta!
SCENA QUARTA.
Alliana e Detti.
Ferdinando vedendo Alliana non può frenare un atto di stizza e di antipatia; ma poi subito con la mano gli fa cenno assai benevolmente di entrare e di avvicinarsi. — Entrato Alliana, i due ufficiali richiudono l'uscio.
Venite in cerca di Sua Altezza, capitano-professore?
Accarezzando i capelli a Francesco.
Eccolo qui, il mio Lasà... il mio Lasagnone, che ha paura della scienza!
sorridendo con arguta ironia nell'espressione bonaria.
Tutto a suo tempo: bisogna prendere quello che piace e quello che non piace! Hai avuto le lasagne, il soffritto, la caponata, e adesso... bisogna ingoiare la scienza. Nella lezione d'oggi, quale materia verrà trattata, professore-capitano?
Alliana.
Stamattina, la geografia. Oggi, piacendo a Vostra Maestà, sua Altezza avrà una lezione di geometria.
Ferdinando
sempre accarezzando i capelli a Francesco.
Consolati, la lezione sarà più corta!
Guarda l'orologio, poi rivolgendosi ad Alliana.
Tra una mezz'ora, venite ccà, ho bisogno di voi.
Alliana.
Agli ordini di Vostra Maestà.
Ferdinando.
La geometria?... Zeppole!
picchiando col dito sulla fronte di Francesco.
Tienti ben fisso chesto — come dite? — questo Teo...rema: Chi nasce quadro non more tondo! — Buona anche la geografia!... Che cosa ti ho insegnato io? Sentimmo: come si chiamano i Francesi?
Francesco.
Parrucchieri.
Ferdinando.
Gl'Inglesi?
Francesco.
Baccalaiuoli.
Ferdinando.
I Russi?
Francesco.
Mangia...
pensa, poi
Mangia sego!
Ferdinando.
E l'Italia, che cosa è?
Francesco.
Uno stivale nell'acqua salata!
Ferdinando.
Bravo! Lasà!
Ride e bacia Francesco affettuosamente. ad Alliana
Vi darò una notizia, professore.... che vi farà piacere.
Alliana.
Il mio piacere più grande, la mia soddisfazione, il mio orgoglio è di poter essere un soldato e un servitore fedele di Vostra Maestà.
Ferdinando
amabilmente, ma con una punta d'ironia.
In voi... professore Alliana, nell'egregio cultore delle scienze severe non va disgiunto l'appassionato amatore delle arti geniali... Me lo ha detto vostro cugino!
Castelluccio assai stupito.
Io?... Maestà?...
Ferdinando spingendo Francesco verso l'Alliana.
Va! Studia di assai buona voglia. Puoi vantarti di avere a tua disposizione i professori più illustri del mio regno, per sapere, per dottrina e per talento.
ammiccando degli occhi al Castelluccio, poi con grande serietà e sussiego.
Cerca di approfittarne... soprattutto per imparare... a star bene a cavallo. Questa, ricordati, è la scienza più importante, per un re. E le lingue! Anche le lingue. Bisogna che un re sappia ben tacere in tedesco, in inglese, in francese... e soprattutto in italiano.
grassa risata. Ride da adulatore anche il Castelluccio: Alliana rimane serio, rigido, in posizione militare.
La celebre Linda del San Carlo, è ospite nostra, con sua sorella... Stasera, prima prova della cantata sacra; domani, prova generale.
fissando Alliana.
Voi siete amico di queste due... dame. Me l'ha ditto pure vostro cugino...
Castelluccio vivamente.
Io?... No, Maestà!
subito inchinandosi.
Io?... Sì... Maestà...
fa cenno all'Alliana di no.
Alliana.
Ho avuto l'onore di conoscere la signora Mirabella lo scorso Aprile a Firenze.
Ferdinando.
Appunto. Incarico voi di condurre quelle due... signore a visitare il palazzo reale, la galleria, la biblioteca.
al Castelluccio.
Tu no. Donna Sofia...
un'altra sghignazzata.
Tu le porterai ccà e basta.
congeda con un gesto Francesco e l'Alliana.
Francesco va innanzi.
Castelluccio corre sprofondandosi a baciargli la mano. Francesco entra il primo a destra, poi l'Alliana.
SCENA QUINTA.
Ferdinando e il Castelluccio.
Ferdinando appena uscito l'Alliana, ha un impeto di collera contro di lui.
Sai come lo chiamo? Lo scocciatore pedantone! E deve essere anche jettatore.
gli fa contro le corna, dispettosamente. Al Castelluccio.
Guardateli, o anche tu avrai nu gruosso guaio!
Castelluccio.
Io?... Oh... Maestà! È cugino soltanto di mia moglie!
Ferdinando.
Tutti pennaruli, sti uffiziali napolitani! E tutti Murattiani! Manco male che io tengo i miei svizzeri!
guarda l'orologio sulla tavola e sospira.
E mo st'auto; 'u seccantone... capa tosta.
al Castelluccio.
Don Taniello faccia entrà!
alludendo al Verolengo.
Vuoi n'udienza proprio ogge? Cinque minute e staie frisco!
congeda il Castelluccio con un cenno.
La prima donna e sua sorella...
guarda ancora l'orologio.
fra nu quarto d'ora tu le fai veni ccà.
Castelluccio via.
SCENA SESTA.
Ferdinando solo, poi Gaetano che introduce il Verolengo.
Ferdinando sceglie da una cassetta un sigaro napoletano, lo spezza, ne getta una metà nella cassetta, e l'altra metà Faccende sulla fiamma della candela. Cantarella a mezza voce l'aria della Linda.
«A consolarmi affrettati... Momento fortunato...»
Gaetano annunziando.
Il conte Solaris di Verolengo!
Ferdinando.
Linda è n'opera bella assaie!
introdotto il Verolengo, Gaetano via.
Verolengo inchinandosi.
Maestà...
Ferdinando voltandogli le spalle continua a cantarellare.
«In faccia al cielo e agli uomini Tuo sposo diverrò!»
Verolengo.
Vi ringrazio, Maestà, di avermi accordato l'onore...
Ferdinando.
Sto sigaro è fetente!
lo spezza con rabbia, ne prende un altro, lo rompe, ne accende una metà e l'altra metà l'offre al Verolengo.
È il mio avana preferito. Costa niente, odora forte e fuma assai!... Prendi la candela!
torna a cantarellare, passeggiando su e giù senza guardare il Verolengo.
Verolengo depone il sigaro sopra un mobile, fa un altro passo e un altro inchino: poi, con voce più forte, risoluto.
Maestà... Vostra Maestà...
Ferdinando
si ferma: gli si pianta in faccia duramente.
La Regina sta a letto, come porta il suo stato, ma sta bene; io, ringraziando la Madonna del Carmine e S. Alfonso, sto bene; tu, vedo con tanto piacere che stai bene. Torna n'altra volta. Oggi ho da dare udienza a tre re nel Presepio: Baldassare, Gaspare e Melchiorre! Bon giorno e statte bono!
Si avvia verso l'uscio che mette al Presepio, zufolando la solita aria della Linda.
Verolengo con impeto.
Chiedo alla Maestà Vostra di volermi ascoltare!
Ferdinando si volta indispettito.
Verolengo.
Ho ricevuto notizie da... Torino.
Ferdinando si avvicina con un atto d'inquietudine, poi si calma subito.
Da... Torino?.. E a me che importa? Anche mio cugino Carlo Alberto è troppo debole! La debolezza è oggi il figurino di moda per tutti i sovrani! — Ricordati: il mio regno è mio, e me lo governo io; io, che ho più talento di te, di tutti i ministri, io che sono più... Metternich di Metternich!
fissando minaccioso il Verolengo.
No! Piuttosto che mostrare debolezza... vivaddiana, vado a fare il colonnello in Russia in Austria! E poi sei tu, sono questi nobili, questi ufficiali napoletani e siciliani sempre in guerra fra di loro e sempre pronti a far la pace per mettersi contro di me, che sognano mutamenti, che minacciano pronunciamenti!
Verolengo sottovoce.
È il popolo. Maestà...
Ferdinando.
Il popolo ha sempre voluto molto bene a me, a mio padre, a mio nonno...
Verolengo.
Il popolo, il grande popolo, il cuore e la mente di una nazione, Maestà, non il popolaccio di Mercatello o di Santa Lucia!
Ferdinando beffardo.
I pennaruli... I paglietta?... Chisto è 'u popolo? Ah! ah! ah!
serio
Embè?... Io non ho paura di nessuno: non ho paura degli uomini, e l'ho provato.
Verolengo ironico a sua volta.
Avete provato, Maestà, di non avere paura anche... di monsignor Cocle?
Ferdinando alza le mani in atto di terrore.
Monsignore?.. Rispetta Monsignore!... Isso è più assai di un uomo, è la mia coscienza!
Verolengo.
E la vostra paura...
Ferdinando.
Sia! A me l'inferno fa paura, e a te, no?
Verolengo.
Se ascoltate Monsignore per l'inferno, allora, ascoltate anche me, perchè voi, Maestà... avete un'altra paura...
Ferdinando.
Parla comm'aje da parla, parla chiaro.
Verolengo fissa Ferdinando, che lo fissa a sua volta.
Tutti concedono, per non cedere; guai se resterete il solo a voler resistere!.. Mi sono messo in diretti rapporti con... Torino.
Ferdinando finge di non capire.
E col vostro pieno consentimento. E vero? Rispondete, Maestà: col vostro pieno consentimento?
Ferdinando.
Domande ne posso fare soltanto io; tu, questo, non lo dimenticare!
Verolengo.
Ebbene, a Torino, le mie speranze, i miei voti, le mie proposte, furono accolte con simpatia... A Torino, dove tra le feste e le dimostrazioni si acclama a Carlo Alberto re Costituzionale mentre a Roma, il nuovo, e veramente Santo Pontefice riconforta alla fede la patria e tutto il mondo con parole di pace, di libertà, di perdono!... Se non volete pensare a Voi, al vostro regno, pensate a vostro figlio, al Principe ereditario che sarà re Italiano di nascita e tutto italiano di sangue. Sangue piemontese, sangue napoletano...
Ferdinando stizzito.
Neh! Neh! Con tutto chisto sangue!... Prima che il Principe ereditario abbia da... eredità... parla del regno mio, che è soltanto mio, e nun fare, mo 'o jettatore!
Verolengo.
Stringetevi coi vostri alleati naturali, in una confederazione, in un solo stato italiano, di tre monarchie, con tre principi italiani, nati in Italia: voi, Maestà, il nuovo Re di Sardegna... il nuovo Papa. Voi l'iniziatore...
Ferdinando rimane scosso.
Voi il reggitore supremo. Formate un solo popolo di queste cento folle disordinate e avrete un grande potere, avrete la più bella pagina nella storia, e sarete amato, adorato come un Dio!.... Oggi la sicurezza del trono, la tranquillità, la forza... e il principio di grandi cose per il domani...
Ferdinando resta muto, pensieroso.
Verolengo.
Che volete fare? Che pensate? Che aspettate, Maestà?
Ferdinando.
Sappiamo, intanto, che vuol fare e che aspetta 'u re carbonaro?...
Verolengo mostrando una lettera.
Stamattina stessa, con un inviato particolare... E autografa...
Ferdinando non capisce,
di sua mano.
Ferdinando fa per afferrarla.
Verolengo pronto la ritira e la ripone in tasca.
No!