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Io cerco moglie! Romanzo cover

Io cerco moglie! Romanzo

Chapter 2: DEDICA.
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About This Book

Un narratore ironico e compiaciuto racconta la propria ricerca di una moglie ideale, elencando requisiti, osservando costumi sociali e affrontando una serie di incontri e fraintendimenti con candidate diverse. La vicenda alterna scene quotidiane e digressioni satiriche su vanità, abitudini borghesi e aspettative sentimentali, mostrando il contrasto fra idealizzazione e realtà pratica. Episodi comici e riflessioni personali conducono a sviluppi che svelano i limiti delle ambizioni romantiche del protagonista e offrono una lettura lieve ma arguta della vita domestica e delle relazioni amorose.

DEDICA.

Questo romanzo fu scritto negli anni 1916-17, per sollevare il pensiero dalle tristezze della guerra.

Fu pubblicato nella rivista, La Lettura, dal 1º maggio 1918 al 1º marzo 1919, con qualche colpetto di soppressione su le punte più ardite.

Si stampa ora in volume con non pochi emendamenti; ma non sarà mai emendato abbastanza da essere accettato nelle nobili sale della Letteratura.

Ciò mi fu detto, a voce e per iscritto, da amici, da critici e da qualche mia cara amica. A tutti io sono grato; e nell'emendare il libro, ho tenuto conto delle osservazioni, sì benigne, sì anche maligne, che mi furono fatte.

Volevo dedicare il libro a qualcuno di questi miei critici, ma ho pensato che si sarebbe avuto a male di simile dono.

[pg!06] E allora, ecco. Questo luglio, all'ufficio postale di Bellaria (un ufficio fantastico dove si attende di fuori la posta, facendo lunghe conversazioni) c'erano due signore, mamma e figlia, che tutte le volte che io arrivavo, mi guardavano con un sorriso di benevolenza, e direi di compiacimento.

Un po' alla buona, mamma e figlia; ma così fiorenti e così sane che ricordavano le buone famiglie patriarcali di Romagna, ai bei tempi ospitali di una volta.

Un giorno, la mamma si fece coraggio e mi disse: «È lei quello che ha scritto Io cerco moglie nella Lettura?»

Io non potei dir di no, ma avevo un po' di paura.

Invece la mamma mi disse: «Abbiamo riso tanto questo inverno».

E la figlia approvava con un simpatico sorriso.

Ciò mi ha fatto molto piacere.

Mamma e figlia non devono aver pratica con la Letteratura: io non ne so nemmeno il nome, ma spero che non se ne avranno a male se dedico a loro il libro con riconoscenza.

Roma, ottobre 1919.

IO CERCO MOGLIE!

[pg!1]