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Istoria civile del Regno di Napoli, v. 3 cover

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 3

Chapter 11: Principato di Capua.
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About This Book

The work traces the political history of southern Italy and the Kingdom of Naples in the early medieval era, recounting rivalries among local rulers, the invitation to a foreign monarch who intervenes and is crowned with imperial authority, subsequent legal and administrative reforms, military campaigns including expeditions against Byzantine-held territories, and the elevation of regional domains such as Capua into principalities. It blends chronological narrative with legal and institutional analysis, documenting shifts in sovereignty, feudal arrangements, and ecclesiastical relations while detailing episodes of siege, alliance, and dynastic contention that reshaped regional governance.

Principato di Capua.

Tra le città più cospicue ch'erano in quelle province sottoposte a' Longobardi, si è veduto essere state Benevento e Salerno; ma ora Capua sopra ogni altra estolse il capo. Quindi (non volendosi tener conto di ciò che si facessero i Patriarchi di Costantinopoli nelle città al greco Imperio sottoposte) la prima città del nostro Regno, che fosse stata da' romani Pontefici innalzata ad esser metropoli, fu Capua. A Lodovico Imperadore era venuto in pensiero nell'anno 873 di render Capua metropoli; ma, come narra Erchemperto[113], frastornato per altre cure, non ebbe questo suo pensiero effetto. Ma nel Pontificato di Giovanni XIII, patendo costui fiere persecuzioni da' principali Signori romani, che lo discacciarono da Roma, venendo a Capua, fu cortesemente accolto dal Principe Pandulfo; il Papa riconoscente di questo beneficio, nell'anno 968 in grazia sua innalzò Capua ad esser metropoli, e consecrò Arcivescovo di quella Giovanni fratello del Principe[114]. Ebbe per suffraganei i Vescovi d'Atina, il qual Vescovado a' tempi di Papa Eugenio III fu soppresso, quello d'Isernia, che prima andava unito colle Chiese di Venafro e di Bojano, l'altro di Sessa, che poi si sottrasse da questa metropoli, e fu posto sotto l'immediata soggezione del Pontefice romano; ed in decorso di tempo multiplicandosi tuttavia in questo Principato più Vescovi, ebbe ancora per suffraganei, siccome oggi ritiene, i Vescovi di Cajazza, di Carinola, di Calvi, di Caserta, di Teano e di Venafro. Furon anche suoi suffraganei i Vescovi d'Aquino, di Fondi, di Gaeta e di Sora, ma sottratti da poi dalla Chiesa di Capua, furono immediatamente sottoposti alla Sede Appostolica.