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Istoria civile del Regno di Napoli, v. 3 cover

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 3

Chapter 16: Otranto.
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About This Book

The work traces the political history of southern Italy and the Kingdom of Naples in the early medieval era, recounting rivalries among local rulers, the invitation to a foreign monarch who intervenes and is crowned with imperial authority, subsequent legal and administrative reforms, military campaigns including expeditions against Byzantine-held territories, and the elevation of regional domains such as Capua into principalities. It blends chronological narrative with legal and institutional analysis, documenting shifts in sovereignty, feudal arrangements, and ecclesiastical relations while detailing episodes of siege, alliance, and dynastic contention that reshaped regional governance.

Otranto.

Al Metropolitano d'Otranto, se si riguarda la disposizione de' Troni sottoposti al Patriarca di Costantinopoli, fatta dall'Imperador Lione, non si vede assegnato alcun suffraganeo: ma da poi Niceforo Foca, secondo che ci testifica Luitprando[128] Vescovo di Cremona, intorno l'anno 968, sedendo nella Chiesa di Costantinopoli Polieuto Patriarca, dilatò la provincia di questo Metropolitano, e gli diede per suffraganee le Chiese di Turcico, d'Accrentilla, di Gravina, di Matera, e di Tricarico, comandando al Patriarca Polieutto, che consecrasse i suoi Vescovi. Ma non ebbe questo comandamento gran successo; ed al Metropolitano d'Otranto, restituito che fu da' Normanni al Trono romano, gli furono assegnati altri Vescovi per suffraganei, e fu mantenuta questa Chiesa colla medesima prerogativa, leggendosi, che nell'Assemblea tenuta nell'anno 1068 da Alessandro II in Salerno, v'intervenne anche Ugo Arcivescovo d'Otranto. Gli furono poi da' romani Pontefici assegnati altri suffraganei, i quali oggi ancor ritiene, e sono i Vescovi di Lecce, d'Alessano, di Castro, di Gallipoli, e d'Ugento.

Brindisi e Taranto restituite stabilmente da Lupo Protospata Catapano intorno l'anno 980 all'Imperio greco, a Constantinopolitano Sacerdotes accipiebant, come scrisse Nilo Archimandrita. Ma Roberto Guiscardo Duca de' Normanni, avendo tolta Brindisi a' Greci, restituì la sua Chiesa al Trono romano. Fu riconosciuta per sede arcivescovile da Urbano II, il quale nell'anno 1088 la consecrò; e le fu dato per suffraganeo il Vescovo d'Ostuni: un tempo stette unita colla Chiesa d'Oria, onde gli Arcivescovi si nomavano di Brindisi e d'Oria; ma poi furon queste Chiese divise, e quella d'Oria rimase suffraganea al Metropolitano di Taranto, e Brindisi ritenne solamente quella d'Ostuni.

Taranto, restituita da' Normanni al Trono romano, fu da' Sommi Pontefici renduta metropoli intorno l'anno 1100, e le furon dati per suffraganei i Vescovi di Mottula e di Castellaneta, a' quali da poi s'aggiunse l'altro d'Oria.