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Istoria civile del Regno di Napoli, v. 4 cover

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 4

Chapter 53: §. II. Principato citra. §. III. Principato ultra.
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About This Book

L'opera ricostruisce le vicende politiche e le lotte di potere nel regno normanno di Sicilia e Napoli durante il regno di Guglielmo I, concentrandosi sul declino delle riforme del predecessore, sull'ascesa del gran ammiraglio Majone e sulla corruzione e clientelismo che ne derivano. Descrive l'accentramento di privilegi, le promozioni familiari, le congiure e le divisioni tra baroni, le manovre connesse alla Chiesa e la tensione con il pontefice; analizza inoltre le alleanze, i tradimenti e le procedure politiche che preparano rivolte e crisi di governo, offrendo un resoconto dettagliato di intrighi, amministrazione e relazioni internazionali del periodo.

§. II. Principato citra. §. III. Principato ultra.

L'altra provincia ovvero Giustizierato fu detta, ed ancora oggi ritiene il nome di Principato. Donde prendesse tal nome è assai chiaro; ed in ciò tutti i Scrittori concordano. Arechi quando, come si è narrato nel sesto libro di quest'Istoria, da Duca ch'era di Benevento, volle incoronarsi Principe, fece, che quello che prima era detto Ducato di Benevento prendesse nome di Principato; ed abbracciando allora il Ducato di Benevento, prima della divisione fatta da Radelchi con Siconolfo, anche Salerno, fatta che fu tal divisione, sursero due Principati, e quindi avvenne, che il nome di Principato convenisse ad ambedue, e questa provincia abbracciasse tante immense e spaziose regioni; in maniera che da poi per la sua estensione bisognò dividerla in due; onde surse il nome di Principato citra (l'Appenino) detta ancora Picentina, con parte della Lucania; e Principato ultra (l'Appennino) ovvero il Sannio degl'Irpini.

Il Principato citra, che abbraccia la regione, che fu anticamente abitata da' Picentini, e parte da' Lucani, si divide da Terra di Lavoro col fiume Sarno dall'occaso: da settentrione lo divide dagl'Irpini l'Appennino: dall'oriente il fiume Silario lo divide con la Basilicata; e da mezzogiorno ha per termine il Mar Tirreno, e tiene Salerno per suo capo e metropoli.

Il Principato ultra è quella provincia, che sola delle altre del Regno si allontana dal mare, essendo posta fra' monti nelle viscere dell'Appennino. Ella è nel capo del Sannio, ove furono anticamente gl'Irpini. Si divide dal Principato citra co' gioghi dell'Appennino verso mezzogiorno: da Terra di Lavoro, e Contado di Molise è partita col detto Monte Appennino sopra Nola, e con le Forche Caudine sopra Arpaja verso ponente, e col principio del Monte Matese verso settentrione, col quale ancora si divide da Capitanata verso tramontana; ma più da oriente col medesimo Appennino, col quale si parte ancora da Basilicata. Contiene una contrada detta Valle Beneventana, che fu prima parte principale del Sannio; ed avea prima per metropoli la città di Benevento: ma da poi che quella passò sotto il dominio della Chiesa di Roma, ebbe altre città per sede de' suoi Presidi.

Quindi avvenne, che i Normanni succeduti a' Longobardi nomassero questa provincia col nome di Principato; e l'Abate della Noce[407], trascrivendo nelle sue note alla Cronaca Cassinense le parole del privilegio conceduto da Niccolò II R. P. all'Abate Desiderio, facendolo suo Vicario sopra i monasterj e Monaci di queste nostre province, tra l'altre, novera questa col nome di Principato, come sono le parole del Privilegio: per totam Campaniam, Principatu quoque, et Apuliam, atque Calabriam etc. E Lione Ostiense[408], che scrisse quella Cronaca poco da poi della morte dell'Abate Desiderio; e poi Papa, detto Vittore III pur disse per totam Campaniam, et Principatum, Apuliam quoque, atque Calabriam, etc.

Ne' tempi del nostro Federico II, secondo che Riccardo di S. Germano, parlando delle Corti generali instituite da Federico nel Regno, rapporta, perchè questa provincia non fosse ancor divisa in due, come fu fatto da poi, perchè statuendo Salerno per città, ove dovea tenersi la general Corte, e dove doveano ricorrere le altre province, dice: In Principatu, Terra Laboris, et Comitatu Molisii usque Soram, apud Salernum.