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Istoria civile del Regno di Napoli, v. 9 cover

Istoria civile del Regno di Napoli, v. 9

Chapter 7: LIBRO TRENTESIMOSESTO
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About This Book

The volume examines the civil governance of Naples under the early seventeenth-century monarch, detailing viceregal administration, public works, and political shifts. It narrates the appointment of the Count of Lemos as viceroy and gives a thorough account of a wide-ranging conspiracy in Calabria led by Tommaso Campanella, recounting his recruitment of Dominican and other monks, the spread of insurrectionary preaching, alleged support among clergy and local nobles, and planned uprisings to free prisoners and destroy records. Chapters combine administrative record, legal proceedings, and contemporary depositions to reconstruct events.

STORIA CIVILE
DEL
REGNO DI NAPOLI

LIBRO TRENTESIMOSESTO

Filippo IV succedè al padre in età così giovanile, che non avea oltrepassati i sedici anni, per esser egli nato in Valladolid agli 8 d'aprile dell'anno 1605. Il suo Regno fu molto lungo, avendo durato quarantaquattro anni e mezzo insino al 1665 anno della sua morte. Si sperava, che per l'assunzione al soglio d'un nuovo Re, dovessero cessare i Favoriti, ed assumer egli in se stesso il Governo, ma riuscì vana ogni lusinga; poichè portati al Re i dispacci, gli consegnò a D. Gaspare di Gusman, Conte d'Olivares, il quale, ancorchè lo desiderasse, mostrandosene alieno, con questa sua simulata modestia mosse il Re a comandargli, che fossero dati a chi il Conte volesse. Egli simulando moderazione, gli rassegnò a D. Baldassar di Zunica, vecchio ed accreditato Ministro; ma però di concerto tra loro, perchè, essendo il Zunica suo zio, aveano convenuto di sostenersi reciprocamente; onde presto caduta la maschera, tutto l'arbitrio ed il potere si restrinse nel Conte, che decorato ancora col titolo di Duca, si scoprirà ne' seguenti racconti con questo doppio titolo di Conte Duca. Nel suo lungo regnare, sempre più le cose peggiorando, fu questo Reame teatro infelice di grandi e funesti avvenimenti, per li quali rimase voto di forze e di denari, e miseramente travagliato ed afflitto. Egli avendone presa l'investitura dal Pontefice Gregorio XV lo governò in questo spazio di tempo per mezzo di nove Vicerè, che successivamente ne presero l'amministrazione, de' quali il primo fu D. Antonio Alvarez di Toledo Duca d'Alba, del cui governo saremo ora brevemente a narrare.