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L'Incendiario; col rapporto sulla vittoria futurista di Trieste cover

L'Incendiario; col rapporto sulla vittoria futurista di Trieste

Chapter 7: IL FUTURISMO E LA SATIRA.
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About This Book

A narrator recounts a Futurist journey by train to a coastal city and a rousing public event, blending vivid travel reportage with manifesto. The pieces juxtapose energetic descriptions of movement and crowd scenes with a forceful declaration of artistic principles: repudiation of the past, exaltation of speed and disruptive novelty, denunciation of cultural conservatism, and a call to shatter established literary forms. The narrative alternates between theatrical portraiture of an eager audience and the delivery of polemical speeches and poems that dramatize the movement's aggressive program for aesthetic renewal.

IL FUTURISMO E LA SATIRA.

GIULIO PIAZZA

nel “Piccolo„.

Futuristi e futurismo.

Quella sera all'Acquedotto si udivano dialoghi come questo:

— Scusi è turista lei?

— Lo fui un tempo, nella mia gioventù.

— Allora è anche lei come Marinetti.

— Cioè:

— Fu.... turista.

— Via, non mi faccia di questi discorsi pa... la... zzeschi.

— Certo è una cosa che am... mazza.

Il futurismo dunque è quella cosa secondo la quale bisogna far arrivare i giovani di talento e non seguitar sempre a onorare le glorie del passato. Dante, Shakespeare, Michelangelo, Verdi, sono da condannarsi al rogo. Bisogna bruciare i musei, le biblioteche, le pinacoteche, ecc. Benissimo. Abbasso le glorie del passato! Viva il signor Marinetti e soci! E su questo siamo tutti d'accordo. Del pari si potrebbe andare d'accordo anche là ove i futuristi affermano di non volere applausi, ma fischi. È questione di gusti. Perchè non accontentarli?

Certo è che il futurismo farà molto cammino. E già comincia ad imporsi. Conosco una signorina che nel fare gli occhi di triglia a tutti i giovanotti che incontra in società, si immagina sempre di trovare il suo... futuro. Chi più futurista di lei?

— Signorina, quello è un giovane di talento — le disse qualcuno additandole uno dei suoi corteggiatori d'occasione. — Vedrà che fra breve sarà un arrivato.

— Ah! — rispose la bella ragazza sospirando — Preferirei che fosse.... un partito.


Evidentemente dopo l'avvento al potere del futurismo, il passato con tutte le sue glorie incomincia a navigare in acque alquanto torbide. E i poeti futuristi invece nuotano sempre in mari... netti.

La sconfitta del passato e la piena vittoria del futuro si allargheranno poi, sperabilmente, in tutti i campi sociali e civili.

— Signore — piagnucolava l'altro giorno un povero sarto a un giovanotto elegantissimo — in passato ella mi aveva promesso....

— È ora di finirla con questo eterno culto del passato.

— Aveva promesso di pagarmi....

— Sicuramente. Per incoraggiarvi. Avevo capito che in voi c'era... della stoffa. E avevate anche il senso della misura.

— E tante volte mi aveva detto: Pagherò.

— Certo. E lo dirò sempre. E ve lo ripeto ancora: pagherò.

— Ma è futuro.

— Si capisce. Non siamo forse tutti.... futuristi?

— Non mi ami più? — domandava ieri languidamente una signora di sessanta primavere... e altrettanti inverni a un suo antico spasimante.

— Ah, no, non più! — rispondeva lui. — Il futurista Mazza mi ha detto che bisogna distruggere i musei!

***

Un epigramma di Ex-Diavolino.

Volè saver perchè sti futuristi

I ghe dichiara guerra a tutto 'l mondo

E po' no i sa cantar che l'automobile?

La pol capir anca el zervel più tondo:

I vol cavarghe al mondo tanti besi

De comprarse automobile anca lori.

Giulio Piazza.