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L'uomo delinquente / in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria (Cause e rimedi) cover

L'uomo delinquente / in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria (Cause e rimedi)

Chapter 63: NOTE:
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About This Book

This work examines the relationship between criminal behavior and various factors such as anthropology, law, and psychiatry. It discusses the etiology of crime, emphasizing the influence of environmental conditions, including climate and social circumstances, on criminal tendencies. Lombroso argues that crime is not solely a product of individual choice but is significantly shaped by biological and social factors. The text also explores potential remedies for crime, advocating for a more nuanced understanding of criminality that considers both individual and societal influences.

NOTE:

1.  Pensiero e meteore di C. Lombroso («Bibl. int. scientif.»), Milano, 1878.

2.  La Sicilia, 1871.—V. pure Alongi, La Maffia, «Bibl. d'antr. crim.», Bocca, 1886.

3.  Marche de la criminalité en France, 1880, Lyon.

4.  Ancona, Alessandria, Oneglia, Genova, Milano, le punizioni annotate furono per gravi indiscipline, alterchi e violenze contro le persone.

5.  Vedi Pensiero e meteore, di C. LOMBROSO. Milano, Dumolard, 1878.

6.  Assassinio e pena di morte, Berlino, 1895.

7.  Per la Spagna nella 1ª classe di reati comprendonsi: Ribellioni, sedizioni, resistenze, attentati contro le pubbliche autorità e loro agenti, insulti a funzionari delle pubbliche amministrazioni, disordini pubblici; nella 2ª: Parricidi, assassinii, omicidi, spari d'arma da fuoco contro persona, ferite, aborti, infanticidi o duelli (Però duelli, infanticidi e aborti non sono insieme che 33 sopra 9154, numero degli altri reati). Il numero poi è quello dei reati che hanno dato luogo a procedimento e la cui esistenza fu accertata.

8.  Per l'Italia queste classi comprendono: la prima: Ribellioni, oltraggi, violenze, ecc. contro depositari ed agenti dell'autorità e della forza pubblica; la seconda: Omicidi qualificati, semplici ed improvvisi e ferimenti con susseguita morte; grassazioni, ricatti, estorsioni e rapine con omicidio: sono i reati denunciati.

9.  Notisi che qui si comprende la capitale Madrid.

10.  Notisi che qui si comprende la capitale Napoli.

11.  Notisi che qui si comprende la capitale Barcellona e Saragozza.

12.  Notisi che qui si comprende la capitale Roma.

13.  Ricordiamo che la divisione per provincie non essendo fatta per ragioni climatiche, ma storiche, politiche, ecc., alcune zone, specialmente in Italia, starebbero tra l'uno e l'altro grado di latitudine, per cui noi tenemmo d'occhio specialmente la posizione del capoluogo di provincia, in cui del resto avvengono il maggior numero di questi reati.

14.  Vedi mio Uomo di Genio, 6ª ed., p. 77 e mio Delitto Politico, Parte I.

15.  Da uno studio, però, sul 1890-94, che potei ottenere dall'ill. Proc. del Re Appiani, cavo che

  • in Aosta omicidi 0,49 per 10.000 abitanti. — Torino 0,75
  • in Aosta ferite 2,9 per 10.000 abitanti. — Torino 12,00
  • in Aosta stupri 0,40 per 10.000 abitanti. — Torino 0,56
  • in Aosta furti 44,00 per 10.000 abitanti. — Torino 24,00

dunque con sola superiorità nei reati di furto, che devono essere campestri e quindi occasionali e di niuna importanza.

16.  Bertillon, Démographie de la France, 1878.

17.  Lombroso, Delitto politico ecc., 1890.

18.  «Candia, Orco, Baron e Vische sun tuti lader e sassin.—Da Vische 'n là a'n'ajè un pêr cà» è proverbio canavesano.

19.  «Sono sobrii, pazienti, perseveranti; sentono l'amicizia; hanno l'istinto di pervenire per vie coperte e taciturne allo scopo; ospitali e rapaci; superstiziosi nelle classi basse, ed altieri nelle alte. La parola malandrino perde, in Sicilia, il suo significato: si dice, sono malandrino, come per dire: io ho sangue nelle vene. Denunciare un omicidio è mancare al codice dell'omertà» (La Sicilia, ecc., Firenze, 1871).

20.  Lombroso, Sull'antropometria della Lucchesia e Garfagnana, Roma, 1895.

21.  Nicolucci, Etnografia dell'Italia.

22.  

  • In Baviera si ha 1 pazzo ogni 908 cattolici, 967 protestanti, 514 ebrei
  • In Annover si ha 1 pazzo ogni 527 cattolici, 641 protestanti, 337 ebrei
  • In Slesia si ha 1 pazzo ogni 1355 cattolici, 1264 protestanti, 604 ebrei
  • In Danimarca si notano 5,8 pazzi ogni 1000 ebrei
  • In Danimarca si notano 3,4 pazzi ogni 1000 cristiani (Osttingen).

23.  Histoire des Bohémiens. Paris, 1887.—Predari, Sugli Zingari. Milano, 1871.—Pott, Zigeuner. Halle, 1844.—Vidocq, op. cit., id., pag. 330.—Borrow (Gli Zingari in Spagna. Traduz. di Hudson, 1818).—Colocci, Gli Zingari, 1889.

24.  Il verbo dovere non esiste in lingua tzigana. Il verbo avere (terava) è quasi dimenticato dagli Zingari europei ed è sconosciuto agli Zingari d'Asia.

25.  V. Lombroso, Atavism and Evolution in Contemporary Review, 1895, July.

26.  In Francia dal 1826-37 gl'imputati erano 1 per 100 della popolazione; nel 1868 ascesero 1 ad ogni 55 (Dupau, Traité de statist., 1840.—BLOCS, L'Europe politique, 1870).—Dal 1825 al 1838 i prevenuti (tolti i rei politici e contravvenzioni fiscali) crebbero da 57.470 a 80.920.—Dal 1838 da 237 per 100.000 abitanti salirono a 375, nel 1847 a 480, nel 1854 discesero dal 1855 al 1866 ove non passarono il 389, risalirono a 517 nel 1874, a 552 nel 1889. Crebbero dunque in 50 anni del 133% (Joly, France criminelle, pag. 10).

In Austria

  • nel 1856 1 condannato ogni 1238 abit.; 1 accusato ogni 832 abit.
  • nel 1857 1 condannato ogni 1191 abit.; 1 accusato ogni 818 abit.
  • nel 1860 1 condannato ogni 1261 abit.; 1 accusato ogni 933 abit.
  • nel 1861 1 condannato ogni 1178 abit.; 1 accusato ogni 808 abit.
  • nel 1862 1 condannato ogni 1082 abit.; 1 accusato ogni 749 abit.

(Messedaglia, op. cit.).

In Inghilterra e Galles si ebbe

  • dal 1811 al 1815, 1 detenuto ogni 1210 abit.
  • dal 1826 al 1830 1 detenuto ogni 568 abit.
  • dal 1836 al 1840 1 detenuto ogni 477 abit.
  • dal 1846 al 1848 1 detenuto ogni 455 abit.

(Beltrami-Scalia, Storia della riforma penitenziaria, pag. 13, 1874).

Dal 1805 al 1841 la popolazione accrebbesi del 49%, i crimini sei volte più che non la popolazione. In alcune contee, p. es. Montonoutshire, la popolazione crebbe del 128%, i delitti del 720% (Aberdeen, Discorso, 1876). Però negli ultimi anni vi fu un decremento nei delitti (v. s.).

In Italia

  • dal 1850-59 imputati per reati gravissimi 16,173 condannati 7,535
  • dal 1860-69 imputati per reati gravissimi 23,854 condannati 10,701

Dal 1863 al 1869, i reati aumentarono di 1⁄4, la popolazione solo di 1⁄10. (Curcio, op. cit).

27.  Guglielmo Ferrero, Violenti e frodolenti in Romagna, nel volume già citato: Il mondo criminale italiano. Milano, 1894.

28.  Sighele, Delinquenza settaria. Archiv. di Psich., XVI, 1895.

29.  Bournet, Criminalité en Corse, 1887.—Archivio di psich., VIII.

30.  Bourde, En Corse, 1887.—Archivio di psichiatria, VIII.

31.  

  • A Bicêtre, nel 1818-19 erano solo 9 i casi di paresi generale
  • A Bicêtre, nel 1848-49 erano solo 34 i casi di paresi generale

32.  

Prussia
  delitti contro pers. suicidi furto libidini
1854 8,9 % 0,43 88,41 2,26
1859 16,65% 0,52 78,17 4,68

(Oettingen, op. cit).

Francia dal 1831 al 1835:
libid. su adulti libid. su bambini aborti infanticidi suicidi furti omicidi
2,95 3,64 0,19 2,25 3,83 14,40 14,40
 
Francia dal 1856 al 1860:
6,20 20,59 0,97 67,45 6,18 11,83 11,83
I furti domestici e quelli sulla pubblica via commessi in Corsica stanno a quelli della Francia come 0,38 a 1
Le offese ai congiunti, gli avvelenamenti 0,33 a 1
Gli stupri 0,50 a 1
Nessun parricidio, nè bancarotta 0 a 1
Invece le estorsioni starebbero come 3 a 1
I saccheggi 7 a 1
I ratti di fanciulle 23 a 1
Gli omicidi 32 a 1

(Robiquet, Les crimes en Corse, 1862).

33.  Bagehot, Lois scientifiques du développement des nations.

34.  Nella Quarterly Review citata, si legge: «Tutto ciò che attira la folla nelle vie di Londra, incendii, passaggi di truppe, ecc., fa scaturire in un baleno centinaia di ladri; li trovate ai meeting, alle Assise, alle prediche».

35.  In Inghilterra i distretti manifatturieri dànno:

  • 6,6% di rei di 15 anni
  • 24% di rei da 15 a 20 anni.
  • I distretti agricoli 4,8% di rei di 15 anni
  • I distretti agricoli 21% di rei da 15 a 20 anni (Mathew).

36.  Constato che questa osservazione da cui derivarono quelle di Ferri, di Pugliese, di Sighele (Folla delinquente—Del parlamentarismo ecc.) e del loro glossatore Tarde, e finalmente dal Le Bon (Psychologie des Foules, 1895) data dal 1872, epoca della 1ª edizione, e nella 2ª ediz., 1876, pag. 278-79.—La stessa idea è ripetuta nel mio Incremento del delitto in Italia, nel mio Crime politique e nelle mie Piaghe d'Italia.

37.  Prendendo, p. es., la statistica del paese più progredito del mondo, quali sono gli Stati Uniti, dal prezioso Census of United States fornitaci (Compendium of the Tenth Census (1880) of the United States, P. II, pag. 165) noi vediamo che i pazzi, che vi erano 15.610 nel 1850, 24.042 nel 1860 e 37.432 nel 1870, salirono nel 1880 a 91.997, mentre la popolazione da 23.191.876 nel 1850 crebbe a 38.553.371 nel 1870, a 50.155.783 nel 1880, cioè mentre la popolazione si raddoppiò o poco più in 30 anni, i pazzi sestuplicarono; anzi, nell'ultimo decennio l'aumento della popolazione fu del 30% e quello dei pazzi del 155%.—In Inghilterra e Wales erano nel 1859: 18,6 per 10.000; 1885: 28,9 per 10.000; 1893: 29,0 per 1000.—Per l'Italia (Archivio italiano per le malattie nervose, 1885 (Verga)), i pochi dati che si possono dare si riferiscono agli anni 1874, in cui vi erano 51 pazzi per 100.000 abitanti; al 1877: 54,1; 1880: 61,25; 1883: 67,7; 1885: 66,0; 1888: 74,0.—In Francia (Bodio, Bulletin de l'Institut international de statistique, 1889, pag. 112 e 123.—Di alcune statistiche sanitarie in Italia ed in altri Stati Europei. Nota del dott. Raseri) erano 131,1 per 100.000 abitanti nel 1883; 133 nel 1884; 136 nel 1888. —Scozia e Irlanda darebbero, secondo Legoyt, 2,6 pazzi per 1000 abitanti; Scandinavia, 3,4; Stati Uniti, 3,3 (op. cit.). In Olanda, nel 1856, erano 5,9; nel 1860, 6,4; nel 1863, 7,5 (Scuneevogt, Verslag over den Staad des Gestischten, 1865).

38.  I delinquenti da 2649 ch'eran al 1864-65, crebbero a 15.049 nel 1873-74: nelle colonie, dove sono deportati i rei di violenza, questi delitti crebbero come 4 ad 8 in confronto degli altri; mentre in Inghilterra sono come 1 a 8 (B. Scalia, 1874).

39.  Des causes de la récidive. Stockholm, 1873.

40.  A mezzo di una minuscola batteria elettrica, perfezionata, grande non più di un portasigari e che si può tenere nella manica dell'abito, si ottiene tanta forza elettrica da abbattere un uomo o renderlo insensibile per più ore. Con un filo isolato il fluido può passare dalla batteria nascosta in una placca metallica, circondata da materia isolante, e che il malfattore tiene in una mano e con quella toccando un uomo in qualunque parte del corpo lo fa stramazzare a terra tramortito.—A Chicago poco tempo fa Johnson venne accostato da due bricconi che lo atterrarono, e, poichè egli resisteva, gli applicarono al viso un piccolo corpo metallico che lo paralizzò.—Rinvenne dopo due ore e si trovò nudo.

41.  Almanacco di Gotha, 1886-87.

42.  Ferri, Omicidio e Atlante, 1895.

43.  Il delitto politico e le rivoluzioni di C. Lombroso e Laschi, 1890.

44.  Bodio, Relaz. della Commissione per la Statistica giudiziaria, 1896 (bozze).

45.  Bodio, Annuario statistico italiano, 1894, Roma.

46.  Ferri, Omicidio, Atlante, 1895.

47.  Mémoires sur la défense de Paris, 1871.

48.  Compendium of the Tenth Census (1880) of the United States, P. II, pag. 1659.—Devo questi dati al fondatore del primo laboratorio d'economia politica universitario prof. Cognetti de Martiis ed al segretario dott. Albertini.

49.  Joly, France criminelle, 1890.

50.  Crediamo utile darne il tenore:

«Sua Maestà, avendo richiamate le dichiarazioni del fu Re suo bisavolo, agosto 1671 e gennaio 1686, che proibiscono (sotto pena di galera perpetua contro gli uomini, e di quelle altre pene afflittive contro le donne, che parranno ai giudici d'infliggere) ad ogni suo suddito di andare in pellegrinaggio a San Giacomo in Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e in altri luoghi fuori del Regno, senza un permesso espresso da Sua Maestà, contrassegnato da uno dei suoi segretari di Stato, sulla approvazione del Vescovo Diocesano.

«Sua Maestà essendo informata che, malgrado questi ordini, molti dei suoi sudditi trascurano di domandare il permesso od abusano in vari modi di quelli ottenuti; e sotto il pretesto specioso di devozione abbandonano le loro famiglie, i parenti, i padroni, le professioni, i mestieri per darsi ad una vita errante, piena di ozio e di libertinaggio, che li porta spesso al delitto;

«Che altri sortendo dal regno nella speranza di stabilirsi altrove con maggior utile, non trovano poi nè i vantaggi, nè i soccorsi che avrebbero nella loro patria quando vi tenessero una buona condotta; e la più parte muoiono di miseria sulla strada, o corron rischio di essere arruolati di buon o mal grado nelle truppe delle potenze vicine;

«Che spesso accade anche dei soldati in servizio di Sua Maestà si mescolano fra questi vagabondi, e col favore del loro numero disertano; Sua Maestà giudicando necessario, per il bene del servizio e per quello del pubblico, di fermare il corso di questi disordini, togliendo il pretesto che li fa nascere, fa espressa inibizione a tutti i suoi sudditi, a qualunque età, sesso e condizione appartengano, di andare in pellegrinaggio a San Giacomo di Gallizia, a Nostra Donna di Loreto e di Monferrato, ed altri luoghi fuori del suo dominio, e qualunque siane la causa o il pretesto, e ciò sotto pena di galera perpetua per gli uomini, ecc. ecc.

«Dichiarando nulli e di nessun effetto tutti i permessi che furono in precedenza accordati».

51.  Joly, La France criminelle.Corre, Les criminels, 1887.

52.   Del Vecchio, Sull'emigrazione ecc., 1892.

53.   Bodio, Statistica penale, negli anni 1879-83:

  Omicidi Nati
  p. 100 m. p. 100 m.
 
Caltanissetta 46,2 4400
Catania 26,9 3900
Girgenti 70,7 4600
Messina 19,2 3900
Palermo 42,5 3900
Siracusa 15,7 4000
Trapani 40,2 4300

54.  Lacassagne, nell'Archivio di Psichiatria ed Antropologia criminale, III, pag. 311. Fayet però aveva già nel 1830-44 notata 1 accusato rurale su 405 abitanti ed 1 accusato cittadino su 165 abitanti (Journ. des Econom., 1847).

55.  Cfr. Fornasari di Verce, op. cit, § 25-31 e 34-42.

56.  Cfr. Fornasari di Verce, op. cit, § 62-68.

57.  V. Tre Tribuni studiati da un alienista, di C. Lombroso, Bocca, 1887, pag. 157, 158, 159.

58.  Vedi Lombroso. Delitto politico e criminalità. Bocca, 1895.—Id., Pensiero e meteore. «Bibliot. intern.», Milano, 1875.

59.  Chi compari la più antica leggenda Semita, quella di Eva, colle altre che corsero sulla Saoma nell'India, e sul Medh nel nord d'Europa, intravvede che si trattava di quel frutto, il pomo, forse, tanto indiziato dalla tradizione popolare, donde escì il primo liquore fermentato, il sidro, mentre col biblico albero della vita, che gli stava vicino, si voleva probabilmente alludere a quell'altro, la vigna, detto in Accadico gestin, legno della vita, donde si trasse l'alcool o l'acqua della vita, così omologo nel significato all'amrita—l'immortale degli Indiani, ed all'abrotos del Greci.

Coloro che, in grazia alle condizioni economiche o di clima o di casta, fecero solo un parco uso delle sostanze fermentate o dei loro sostitutivi, oppio, coca, ecc., non ne videro se non la strana e benefica efficacia, l'eccitamento meraviglioso dell'intelligenza e della memoria, e delle più nobili passioni, dell'amore sopratutto e della benevolenza. Al succo dell'asclepias, alla Soma, quindi, attribuirono facoltà meravigliose, e non solo la ispirazione poetica, ma il coraggio degli eroi, e perfino la virtù di rendere immortali (amrita). «Noi abbiamo bevuto la Soma (Rig. Veda, VIII, p. 48); noi divenimmo immortali, entrammo nella luce, ecc.»—Il Soma che genera gli inni ed il talento del poeta (idem, IX, 25).

Nel Yacna di Zoroastro, il succo dell'Haoma, che è tutt'uno del Soma «allontana la morte».

Il sacerdote era sinonimo di bevitor di Soma; e poi finalmente il Soma stesso divenne, per quei rivolgimenti facili nelle creazioni popolari, un Dio, un Dio così potente da rivaleggiare col fuoco (Rig. Veda, IX, 96): «Soma, tu che fai i Richis, che dai il bene, padrone di un migliaio di canti, ecc., tu immortale, dai l'immortalità agli Dei e agli uomini».

La Saoma non era permessa che ai Bramini; così come nel Perù la coca era solo concessa ai discendenti dell'Incas; e fra i Chibcha ai preti, che se ne servivano come di un agente di ispirazione.

Anche il Med, la bevanda dell'Edda, di miele e sangue, faceva divenire poeti e saggi gli uomini (Kuhn, Die Herabkunst der Feuers, 1859). E qui ricordo come il grande Idhunna dell'Edda fu sedotto da Loki a carpir i pomi dell'immortalità, e tosto la sua Bragi gli fu rapita dai giganti.

E, qui, notisi che la Saoma, la quale è già spesso confusa coll'amrita (Veda, XIV) è detta qualche volta in sanscrito Madhu, che nello Zendo ha significato di vino; il che lega il Med Nordico, Madus Lituano e Mad sanscrito col nostro matto; e, infatti, Bacco, nato Dio, è versato in onore degli Dei; e il delirio bacchico è una virtù profetica, è la possessione del Dio: ed Esculapio era figlio di Bacco.

Gli Assiri ebbero, come i Sabei, sempre un albero sacro, che dapprima fu la stessa asclepia degli Indiani, e poi la palma, donde ancora si cava un liquore; e si noti che il nome presemita di Babilonia è Tin-tir-ki—luogo dell'albero della vita (Lenormant, De l'Orig. de l'Hist., 1879).

L'albero sacro agli Egizi era il ficus religiosa, donde traevano un liquore fermentato; e nei riti funerari le anime porgono la mano a berne il succo che le deve rendere immortali. Curioso è poi che questo del Ficus era nell'India il liquore profano che i Bramini porgevano alle plebi quando ne eran richiesti, invece della sacra Saoma (Katyalyana, X, 9).

60.  Plancy, Légendes de l'ancien Testament, p. 121-122.

61.  Méos, Nouveau Recueil De l'hermite qui s'énivra.

62.  Il colèra nei temperanti diede mortalità del 19,9%. Il colèra nei bevitori diede mortalità del 91%.

63.  Matrimoni dei bevitori diedero, in media, 1,3 figliuoli. Matrimoni degli astemi diedero, in media, 4,1 figliuoli. (A. Baer, Der Alkoholismus, Berlin, 1878).

64.  Un uomo di 20 anni bevitore ha la vita media probabile di 15, l'astemio di 44.

  • I bevitori di birra hanno una vita media di anni 21,7.
  • Quelli di alcool hanno una vita media di anni 16,7.
  • Quelli di alcool e birra hanno una vita media di anni 16,1.

Su 97 bambini nati ad ubbriachi, 14 soli eran sani (Baer, op. cit.).

65.  Dal 1823 al 1826 gli ospizi di Filadelfia accettarono da 4 a 5000 poveri per anno ridotti a tale dall'ubbriachezza. Su 3000 del Massachussett ben 2900 erano nella stessa condizione. Baer, op. cit. p. 582.

66.  Nelle statistiche uffiziali 1870, calcolando in media 1 giorno festivo sopra 5 non festivi, si avrebbe questa proporzione per % di reati commessi nei giorni festivi:

  Assise Tribunali ordinari
 
Ribellione, resistenza all'autorità pubblica 68,1 78,5
Stupro violento 65,4 67,4
Parricidio, uxoricidio, infanticidio 56,9
Omicidio volontario 72,8 74,8
Omicidio in rissa 78 76
Giuochi in rissa 83,8
Ferite con morte 71,3
Ferite e percosse volontarie 69,6 82
Minaccie e vagabondaggio 72,4
Grassazioni e furti 61,5
Furti 61,2 66,8
Esposizione e supposizioni d'infanti 34,8
Ricettazione e compra di cose furtive 63,9
Sottrazione di depositi pubblici 39,3
Truffe e appropriazioni indebite 33,9 62,4
Falsi diversi 47,8 49,4
Calunnie e false testimonianze 12
Grassazioni e furti con omicidio 31,2
Bancherotte 26,4 48,2
Danni di fondi

Tutti cioè i delitti d'impeto e contro le persone prevalgono nei giorni festivi su quelli di calcolo e di destrezza.

67.  Ueber die Beeiflussung einfacher psychischer Vorgänge durch einige Arzeneimittel. Jena, Fischer, 1892.

68.  Cfr. Fornasari di Verce, Op. cit., § 25-31.

69.  Che l'aumento o la diminuzione nel consumo dell'alcool non abbia spiccata influenza sui crimini contro la proprietà senza violenza si vede p. e. da ciò che questi reati aumentano da 20.035 a 23.571 nel 1847 e da 21.545 a 23.017 nel 1854, parallelamente a un aumento di consumo nell'alcool; ma viceversa diminuiscono nel 1864 e nel 1871 da 14.075 a 13.202 o da 12.294 a 11.265, nonostante l'aumento sensibile del consumo da 0,85 a 0,90 e da 1,23 a 1,27.

70.  V. Fornasari di Verce, op. cit., pag. 198.

71.  Op. cit., § 62-68.

72.  Op. cit., § 74-87.

73.  L'alcoolismo, Torino, Bocca, 1893.

74.   Vedi C. Lombroso e Laschi, Il Delitto politico e le rivoluzioni, pag. 92.

75.   L'alcool (Revue des Deux Mondes, avril 1886).

76.   La fin de la Bohème (Revue des Deux Mondes, juillet 1871).

77.   Les conspirateurs, 1849.—Lombroso, Il delitto politico ecc.

78.   De la folie, etc. Paris, 1875.—Lombroso, Il delitto politico ecc.

79.   Venturi, Sull'uso del tabacco da naso nei sani, pazzi e delinquenti (Il Manicomio, 1885, N. 2 e 3 e Archivio di Psich., VII, 630).

80.   Vedi Archivio di Psich., V, 378.

81.  

  libbre di tabacco
  per persona
Olanda 6,92
Austria 3,77
Danimarca 3,70
Svizzera 3,24
Belgio 3,15
Germania 3,00
Francia 2,05
Svezia 1,87
Spagna 1,70
Italia 1,34
Russia 1,23

(Coghlan, Wealth of New South Wales, 1895, pag. 303. Sydney).

82.  

Mayhew o. c. Glocester 26 condannati p. 10.000 ab. 35% analfab.
  Middlesex 24 » 18% »
  N. Wales 7 » 33% »
  Cornwall 8 » 45% »

83.   Barce, The dang. class. of New-York, 1871.

84.   Dal bellissimo studio di Bosco nell'Omicidio negli Stati Uniti (Rivista Penale, dic. 1895).

85.  Bargosi, Sull'istruzione obbligatoria, Firenze, 1865.—Torre, Relazioni sulle leve in Italia, 1869, 71-72.—Cardon, Statistica delle Carceri. Roma. 1872-73.

86.  Oettingen, III ed., p. 597.

87.  Di queste non c'è che le scuole pubbliche.

88.  Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del Bodio, 1896 (Bozze).

89.  Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del Bodio, 1896 (Bozze).

90.  Relazione alla Commiss. di Statistica giudiziaria del Bodio, 1896 (Bozze).

91.  Atlante dell'Omicidio del Ferri, 1895.

92.  

  1831-35 1876-80
Omicidi:
Illetterati 59% 31%
Sapenti leggere e scrivere 31% 67%
Colti 4% 2%
 
Assassini:
Illetterati 60% 31%
Sapenti leggere e scrivere 36% 67%
Colti 4% 2%
 
Infanticidi:
Illetterati 85% 52%
Sapenti leggere e scrivere 14% 47%
Colti 1% 1%
 
Aborto:
Illetterati 46% 36%
Sapenti leggere e scrivere 39% 58%
Colti 15% 12%
 
Reati contro il pudore negli adulti:
Illetterati 55% 34%
Sapenti leggere o scrivere 48% 65%
Colti 2% 1%
 
Reati contro il pudore nei bambini:
Illetterati 50% 33%
Sapenti leggere o scrivere 41% 60%
Colti 7% 7%