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L'uomo, la bestia e la virtù cover

L'uomo, la bestia e la virtù

Chapter 24: SCENA QUARTA. La Signora Perella e Detti.
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About This Book

A three-act apologue set in an unnamed seaside town follows a modest private teacher drawn into a tense domestic episode involving a military officer's household. Scenes shift between comic misunderstandings and escalating moral pressure as servants, neighbors, children, and local professionals complicate reputations and provoke confrontations. Through pointed dialogue and carefully staged action, the work examines social codes of honor, sexual propriety, and the distance between public virtue and private impulses. Conflicting self-images and local gossip expose hypocrisy and compel choices that challenge who is labeled man, beast, or virtuous.

Il signor Paolino dirà tutto questo con foga man mano crescente, facendosi quasi sopra al Capitano, che lo ascolta sbalordito. Pare a un certo punto, che il signor Paolino debba da un momento all’altro, trarre un’arma dalla tasca e uccidere il Capitano. Si schiude allora l’uscio a destra e compare la Signora Perella, atterrita, disfatta, con tutta la truccatura andata a male sulla faccia squallida. Non ha forza nè di muoversi, nè di parlare.

SCENA QUARTA. La Signora Perella e Detti.

Signora Perella.

Oh Dio.... che cos’è? che cos’è?

Perella.

E chi ne capisce nulla? Il professore qua è montato su tutte le furie, discutendo delle mogli e dei mariti....

Paolino.

Ma perchè io dicevo....

Signora Perella.

Calma! Calma! Per carità.... Non dica.... non dica più nulla, professore.... Guardi, piuttosto.... — mi ajuti.... (s’avvicina al portafiori e fa per prendere un vaso).... m’ajuti, la prego....

Paolino

(raggiante).

Ah.... sì? (Prende il vaso). Questo vaso? Vuole, vuole che lo porti alla veranda?...

Signora Perella.

Sì.... ma lo dia a me, questo.... lo porto io.... — Ne.... ne prenda un altro lei.... Se non se n’ha a male....

Paolino.

Un altro? A male, io? Ma che dice? Fe.... felicissimo!

Signora Perella.

E allora.... la prego.... (va a collocare il vaso sul davanzale della finestra sulla veranda).

Paolino.

Ecco.... ecco.... (eseguisce). Lo mettiamo qua? (lo posa accanto al primo). Così?

Signora Perella.

Sì, grazie.... (E seguita per suo conto a prendere e a portare al davanzale il terzo e il quarto vaso; mentre Paolino, esultante, si precipita ad abbracciare il Capitano che guarda ancora sbalordito).

Paolino.

Ah! Mi scusi, mi scusi tanto, caro Capitano, mi scusi!

Perella.

E di che?

Paolino.

Ma di tutte le bestialità che poc’anzi mi sono scappate di bocca! Ero così nervoso!... Ma è stato uno sfogo, che mi ha tanto giovato!... M’è passato tutto.... Sono contento ora.... tanto contento.... Mi scusi e grazie, grazie, signor Capitano! Con tutto il cuore! Guardi, là.... che azzurro!... che bella giornata s’è fatta! e quei.... (con stupore che è quasi terrore) uh! cinque, cinque vasi là!

Signora Perella

(che ha il quinto vaso tra le mani, che contiene un magnifico giglio, mostrandolo, vergognosa, con gli occhi bassi).

Ridanno la vita....

Paolino

(subito).

A una casa, già!... Grazie, grazie, Capitano! Scusi!... — Sono veramente una bestia!

Perella

(scrollando il capo, sentenzioso).

Eh, caro professore, bisogna essere uomini!... (e si tocca più volte il petto col dito).

Paolino.

A lei è facile, Capitano — con una signora come la sua: la Virtù in persona!

TELA.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.