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La Costa d'Avorio cover

La Costa d'Avorio

Chapter 37: NOTE:
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About This Book

Un gruppo di avventurieri percorre fiumi, isolotti e foreste della costa africana confrontandosi con insidie naturali come ippopotami e coccodrilli e con minacce umane legate a rivalità locali e inseguitori. La narrazione alterna scene di caccia, pericolose traverse in canotto e fughe precipitose, mostrando tentativi di sopravvivenza in un ambiente paludoso e selvaggio. Temi ricorrenti sono il rischio, la lealtà tra compagni e la tensione tra esplorazione e conflitto, mentre il ritmo serrato mantiene l'attenzione su azione e colpi di scena.

CONCLUSIONE

Un quarto d’ora dopo, ricompensato il prigioniero che li aveva guidati alla casa di Kalani, Alfredo, Bruno, Antao, Urada, suo padre, Gamani ed i due dahomeni, abbandonavano la capitale, galoppando verso l’est, onde frapporre fra loro ed i soldati di Geletè il Sou.

Fuggivano a precipizio, senza arrestarsi, temendo di vedersi alle spalle le sanguinarie bande del despota, il quale non doveva tardare di certo a fare inseguire l’ambasciata, la cui fuga misteriosa doveva avergli fatto nascere dei sospetti, specialmente dopo la morte di Kalani.

Galopparono quasi tutto il giorno seguente, non facendo che delle brevissime soste per accordare un po’ di riposo ai cavalli e non si risolsero a pernottare se non quando si trovarono nei dintorni di Akpa.

I giorni seguenti continuarono quella fuga indiavolata attraverso i terreni paludosi del Dahomey centrale, attraversando successivamente il Sou e l’Akpa, i due principali affluenti dell’Ouzme, arrestandosi solo un giorno a Keton, una delle ultime borgate del regno di Geletè, poi si gettarono nei paesi degli Egbas.

Solamente allora si permisero il lusso di procedere con più calma e con frequenti fermate, non avendo ormai più da temere alcun inseguimento da parte dei dahomeni, formando gli Egbas una popolazione indipendente, una federazione di tante piccole repubbliche che godono una civiltà relativamente avanzata.

Mantenendosi presso le frontiere del Dahomey scesero lungo le rive della Zeava fino all’altezza di Pokra, poi ripiegando verso l’ovest rientrarono in Porto Novo, ventiquattro giorni dopo la loro partenza da Abomey. La loro fermata presso il loro amico Tofa fu breve, avendo Alfredo risoluto di dare un addio alla Costa d’Avorio per tornarsene in patria, essendo ormai possessore d’una ingente fortuna ed Antao di far ritorno al Portogallo per curare le numerose fazende che possedeva a Santa Caterina.

Il 24 luglio, dopo d’aver accordata la libertà ai due dahomeni che li avevano serviti con tanta affezione e di averli largamente ricompensati, Alfredo, Bruno, Antao, Gamani, Urada e suo padre s’imbarcarono su di un veliero che partiva da Kotonou diretto a Monrovia, la capitale della repubblica negra di Liberia.

Quattordici giorni dopo, Alfredo, suo fratello ed il fido Gamani prendevano posto sul piroscafo che fa il servizio mensile coll’Europa, mentre Antao s’imbarcava pel Portogallo conducendo seco Urada, per la quale provava già qualche cosa più d’una semplice affezione, ed il padre di lei.

Il bravo e coraggioso portoghese aveva però promesso di fare tutti gli anni una scappata in Italia per vuotare, in compagnia del valente cacciatore della Costa d’Avorio, una bottiglia di quell’eccellente vino dell’Etna che conosceva di fama.

Antao ha mantenuto fedelmente là promessa e ancora oggi, nella stagione invernale, si reca a Catania a trovare l’amico ed il giovane Bruno, ma non giunge però solo.... Lo accompagna l’ex-amazzone del feroce Geletè, divenuta, da parecchi anni, la signora Urada Carvalho.

INDICE

Cap.    
I Sulle rive dell’Ouzme Pag. 1
II I misteri delle foreste 8
III La scomparsa di Gamani 14
IV Il fanciullo rapito 22
V L’odio di Kalani 30
VI I tenebrosi disegni del cabecero di Geletè 37
VII Il re di Porto Novo 43
VIII La carovana 52
IX L’assalto notturno dei Leoni 59
X La repubblica dei Popos 66
XI Il «mpungu 74
XII La scomparsa dell’amazzone 81
XIII La caccia al gorilla 89
XIV Le tracce dei ladri 94
XV La caccia ai rapitori 101
XVI Le formiche carnivore 108
XVII Il regno degli Ascianti 116
XVIII Caccia ad un elefante 122
XIX Sulle terre degli Ascianti 128
XX Il supplizio d’un ladro nell’Ascianti 136
XXI Attraverso la regione dei Krepi 144
XXII Assediato in una trappola da elefanti 151
XXIII L’imboscata dei Krepi 161
XXIV I fabbricatori di pioggia 171
XXV La Città Santa del Dahomey 180
XXVI Il padre di Urada 189
XXVII Il cabecero Ghating-Gan 198
XXVIII Il ritorno di Gamani 204
XXIX Nella tana del leone 212
XXX Le stragi della «festa dei costumi 217
XXXI La spedizione notturna 225
XXXII L’incendio del recinto sacro 232
XXXIII La morte di Kalani 238
Conclusione 247

NOTE:

1.  Informi divinità, rappresentanti per lo più mostri o persone orribili, burlescamente camuffate, che i negri della Costa adorano. Generalmente sono di legno o di creta.

2.  Questo Behanzin è lo stesso che intraprese la guerra contro i francesi, perdendo il trono e la libertà.

3.  Storico.

4.  Bottiglia di vimini contenente dei sassolini ed adorna di conchiglie bianche.

5.  Questa regione è ora un possedimento della Germania.

6.  Storico.

7.  Anche Behanzin ci teneva assai alla sua orchestra e si dice che provasse un gran dolore, quando le armi vittoriose del generale Doods la mandarono a rotoli.

8.  Questo Ghating-Gan prese parte attiva anche nella guerra contro i francesi guidati dal generale Doods. Fu questo cabecero che fece arrestare, nel 1890, i negozianti francesi di Widhah, tenendoli prigionieri per novantatrè giorni, minacciando ad ogni istante di decapitarli e facendoli sovente maltrattare dai soldati.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.