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La fine dell'amore

Chapter 25: ATTO QUARTO
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About This Book

Un salotto di campagna diventa teatro di una satira sulle passioni e i codici sociali, dove un gruppo di amici e intellettuali discute l'amore tra teorie psicologiche, ambizioni artistiche e calcoli mondani. Le scene mostrano dialoghi arguti che svelano ipocrisie, giochi di seduzione, rivalità e strategie emotive; la struttura in quattro atti alterna conversazioni filosofiche a momenti drammatici e comici, mettendo a nudo il contrasto tra l'ideale dell'amore spirituale e l'istintualità carnale, fino a smascherare la fragilità dei legami affettivi.

ATTO QUARTO

La medesima stanza. — È sera. — Buio.

SCENA I.

ANNA e DIONIGI.

(Dopo qualche istante di silenzio e di vuoto, Anna vien fuori dalla sua camera.)

Anna

(ha in mano un lume, che pone sopra un tavolino. Guarda, inquieta, alla finestra. S'accosta alla porta comune, e chiama:) Antonio!... Antonio!... (Poi, tra sè) No. Nessuno!... Ritarda molto!... (Si avvicina al tavolino, pensa e mormora con rabbia, risolutamente: ) E sia!... Egli continua a tradirmi; io comincio a vendicarmi.

Dionigi

(entra dalla porta comune, e, leggero leggero, senza farsi vedere nè sentire, le si annunzia dandole un bacio sulla spalla.)

[pg!210]

Anna

(voltandosi) Oh! Che paura!

Dionigi

(stringendole con effusione ambo le mani) Adorabile! Adorata!

Anna

Sì, sì, adorabile e adorata, ma siete venuto troppo presto.

Dionigi

Sono le undici e venti minuti. Ho visto un po' di luce qui.... Non era il segnale stabilito?

Anna

Ah? Questo era il segnale stabilito? O Dio, me n'ero dimenticata! Che volete! È la primissima volta.... Se non mi ci abituo! E poi, già, con la mia testa, non riuscirò mai a ricordarmi di certe minuzie... Intanto, Antonio, il servo, non è ancora di ritorno. Non so.... Io ho un po' di emozione...

Dionigi

Fatevi coraggio.... Giù, al piazzale, ho veduto io stesso che vostro marito è montato in carrozza con le due valigette....

[pg!211]

Anna

E non con Antonio?

Dionigi

Sì, anche col servo.

Anna

L'ho mandato io ad accompagnare Arturo sino alla stazione... per assicurarmi della partenza: capite?

Dionigi

Capisco.

Anna

Non si sa mai! E se Antonio non viene a dirmi d'averlo lasciato lì, in treno, ben dentro un vagone, io non posso chetarmi. Una pusillanimità insopportabile, non è vero?

Dionigi

Io ci trovo, invece, un cachet particolare, che agli occhi miei vi rende più preziosa!

Anna

Senonchè, badate, in me non producono fastidio che i sotterfugi puerili, i pericoli piccini e lontani.... Essi mi umiliano, e mi fanno diventare paurosa... [pg!212] Mentre, poi, nell'imminenza d'un pericolo imponente, (con molta animazione) io sarei grande, sarei un'eroina!

Dionigi

(ha un volontario moto di preoccupazione.)

Anna

... E ciò vi seccherebbe infinitamente!

Dionigi

Io non l'ho detto!

Anna

Perchè non sarebbe stato molto chic il dirlo....

Dionigi

Ma io....

Anna

(interrompendolo) Non vi sforzate a protestare. Non c'è scopo! Vi preferisco come siete: cioè poco adatto ai solenni avvenimenti; grazioso, galante, superficiale, di quella gaia superficialità tutta giovanile e tutta sincera che è tanto diversa dalla mia... dietro cui si nasconde, aimè, un disastro....

Dionigi

(spaventato) Quale disastro?!

[pg!213]

Anna

Non ci badate. Io vi preferisco proprio come siete, più abituato ai passatempi che all'amore, più esperto di cavalli che di donne, e più innamorato di voi stesso che di me.

Dionigi

Mi giudicate male!....

Anna

Non dovreste lamentarvene se, appunto giudicandovi male, io mi sono decisa... a tutto. Non mi rivolgo forse a voi con la speranza che una doccia della vostra frivolezza mi dia la salute? (Prendendoselo a braccetto confidenzialmente) Anzi, sentite, buon Sandro: quando... qualche nuvoletta mi passerà sulla fronte — ammesso che ve ne accorgiate — il che non credo —, non ve ne impensierite e andate avanti, sempre avanti!...

Dionigi

Sempre avanti!

Anna

Intenderete che non può non rattristarmi il fenomeno di questo mio marito, che si ostina ad essere mio marito e che è poi capace di lasciarmi in balìa di cinque uomini per recarsi a ripescare una... delle sue migliori amiche!

[pg!214]

Dionigi

È poco elegante da parte sua!

Anna

Vedendolo partire, ho avuto l'impeto (con violenza) di gittargli sul viso il biglietto con cui voi, in vista della partenza, mi proponevate l'appuntamento di stasera....

Dionigi

(allarmandosi) Oh!!!

Anna

Ma ho pensato che ciò non sarebbe stato....

Dionigi

... di buon gusto....

Anna

(dissimulando subito l'amarezza in un falso sorriso) Ecco... Ed è perciò che mi son trattenuta. È innegabile che io non avevo il diritto di cacciarvi in una tragedia!

Dionigi

Certamente no! (Correggendosi) Per un uomo come me — ne siete persuasa — la maggiore noia cagionata da una imprudenza non è nè il ricevere nè il dare un colpo di spada; ma è, senza dubbio, il [pg!215] compromettere una donna, una dama come voi. Vi amo, Anna, credetemi. Vi amo, oramai, (con ardore) e sono e voglio essere tutto dedito a voi: umile, devoto, pronto a sacrificarvi le mie abitudini, i miei passatempi....

Anna

(intonandosi a lui, ironicamente)... i vostri cavalli....

Dionigi

(continuando, in buona fede, con espansione) Sì, anche i miei cavalli; ma, per carità, che mai uno scandalo, mai una tragedia venga ad offuscare il vostro nome o a far dubitare della mia delicatezza di gentiluomo!

Anna

Vi confesso, mio caro Sandro, che questa vostra scrupolosità di persona estremamente corretta non era nel programma da me... sognato: ma giacchè, se non mi sbaglio, mi piacete lo stesso,... vada pure per la correttezza! E,... «puisque ce n'est qu'un rêve» — come dice la Belle Hélène —,allons!»

Dionigi

Molto chic!

Anna

(tendendo gli orecchi) Una carrozza s'è fermata qui vicino. È Antonio che ritorna.... Respiro. Sarà meglio che il brav'uomo non vi trovi con me, a quest'ora....

[pg!216]

Dionigi

Dove volete che mi nasconda?

Anna

(guardandolo con grazia e furberia e indicando le sue stanze) Lì!

Dionigi

Ah! (Baciandole le mani) Grazie! Grazie!...

Anna

(mettendogliene una sulla bocca) No, non mi ringraziate.... Non sarebbe di buon gusto....

Dionigi

Ah, sì, è vero! (Esce a sinistra.)

Anna

(chiamando) Antonio! Antonio!

SCENA II.

ANNA ed ARTURO.

Arturo

(entrando con brio) Ma che Antonio! Sono io.

Anna

(colpita) Come! Tu!

[pg!217]

Arturo

Antonio è rimasto di là. L'ho mandato a dormire.

Anna

Non sei partito?!

Arturo

(con schietta spensieratezza) Evidentemente, non sono partito. Mi fai certi occhiacci di maraviglia....

Anna

(imbarazzatissima, ma padroneggiandosi) È una cosa abbastanza strana. Ti sei data tanta pena per prendere il treno di mezzanotte....

Arturo

Naturalissimo! Mi premeva di partire.

Anna

E poi?

Arturo

E poi non mi premeva più. Quasi presso la stazione ho incontrato il fattorino del telegrafo, il quale s'avviava comodamente a portarmi quassù un dispaccio. Per fortuna, mi ha visto e mi ha riconosciuto. E quando ho letto il telegramma,... che era un contrordine... del mio notaio,... sono tornato indietro. Nè più, nè meno.

[pg!218]

Anna

E... dov'è questo telegramma?

Arturo

(sorride) Ah ah!... Dubiti come di solito? (Mostrando il dispaccio da lontano) Eccolo qua.

Anna

È permesso di leggerlo?

Arturo

Perfettamente permesso. (Quasi glielo porge.) Ma non è indispensabile che tu lo legga. (Se lo caccia in tasca.)

Anna

Non lo leggerò.

Arturo

Di': che avevi pensato? (In caricatura) Ch'io fossi ricorso all'espediente della falsa partenza per piombarti addosso all'improvviso e per sorprenderti nell'ora... «dei delitti e degli amori»?

Anna

Oh, questo no! Giuro che no. So bene che le cose di questo genere... non ti somigliano. Soltanto, sono convinta che quel telegramma... non è del notaio.

[pg!219]

Arturo

Gelosa!

Anna

Chi?

Arturo

Tu.

Anna

Questo ci mancherebbe, adesso!

Arturo

Nondimeno, (le si avvicina, e le carezza il mento) tu sei un pochino in collera con me.

Anna

In collera, io, con te?! Non sarebbe di buon gusto.... Cioè, no.... Volevo dire: non sarebbe... giusto.

Arturo

(mettendosela a braccetto) Vuoi.... provarmelo di non essere in collera?

Anna

Con entusiasmo; ma... in che modo?

[pg!220]

Arturo

Me lo domandi?...

Anna

Ah!... ho bell'e capito: io... invece del... notaio.

Arturo

Che c'entra il notaio?!

Anna

Sì sì... la persona del telegramma, insomma.

Arturo

Ma che dici! (Affettuosissimo, conducendola pian piano verso la porta a sinistra) Se anche sospetti che quel telegramma sia... di una donna, tu non devi parlare così, perchè non devi ammettere che ti si possa confondere con nessun'altra donna al mondo!

Anna

(dissimula l'intima acredine e simula la medesima cordialità di lui.) Sei troppo buono!

Arturo

(desiderosamente, concretando) Dunque?...

[pg!221]

Anna

(con trepidazione profonda e preparando il suo piano) Sia fatta la volontà tua! (Fermandosi di botto presso la porta) Però....

Arturo

Però?

Anna

Io non avevo pensato neanche vagamente che tu avessi organizzata una falsa partenza per sorprendermi in flagranza di... tradimento. Ma... questa tua repentina recrudescenza coniugale mi fa pensare adesso ciò che non avevo pensato prima.

Arturo

Perchè?

Anna

Perchè... tu hai una voglia matta di entrare in quella camera.

Arturo

Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra.

Anna

È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l'ansia e il tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di cercare, di frugare...

[pg!222]

Arturo

Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera.

Anna

Ebbene... (si stacca da lui, e, con energia, chiude l'uscio, come ha fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un'emozione da commediante che nasconde quella vera)... se desideri ch'io mi persuada d'essermi ingannata, non entrare in quella camera!

Arturo

(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando con giocondità trionfale) Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la burletta famosa di quella sera!4

Anna

No....

Arturo

Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi ci pigli!

Anna

Ne sei sicuro?!

[pg!223]

Arturo

Fatica sprecata!...

Anna

Eppure, rifletti un po': che manovra carina sarebbe il fingere una burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno!

Arturo

Tu sei una gran furba....

Anna

Lo so.

Arturo

E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di far capolino lì dentro....

Anna

(sussultando) Lo vedi?!

Arturo

Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno guardarlo quell'uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la continuazione a un'altra volta.

[pg!224]

Anna

(rassicurandosi e fingendosi piccata) Nulla di urgente, eh?

Arturo

(ride) Ah ah ah! L'hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... (Andandosene, ride sempre più forte) Ah ah ah....

Anna

(con un sincero scatto nervoso) Via, non ridere troppo!

Arturo

Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei pensieri.... È la minore punizione ch'io ti possa infliggere. Ah! ah! ah!... Volevi farmi il bis della canzonatura, volevi? Ma me n'è bastata una! (Sulla soglia) Io ti saluto,... traditrice!

Anna

Va' là.... chè dormirai sulle spine....

Arturo

E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! (Ridendo e ridendo, esce a destra, e chiude l'uscio.)

Anna

(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare l'uscio chiuso.)

[pg!225]

SCENA III.

DIONIGI, ANNA, ARTURO.

Dionigi

(entra cauto e frettoloso, in preda all'orgasmo, e, accostandosi ad Anna, pianissimamente le dice:) Povera Anna!... Povera Anna mia!... Voi avete camminato sull'orlo d'un precipizio....

Anna

(piano come lui) Ma per far piacere a voi, non ci sono caduta....

Arturo

(di dentro, contemporaneamente, canticchia la nota romanza del Rigoletto:)

«La donna è mobile,
Qual piuma al vento...»
Dionigi

Io temo, per altro, ch'egli lo abbia qualche sospetto....

Arturo
«Muta d'accento
e di pensiero....»
Anna

Io sono sicura del contrario....

[pg!226]

Dionigi

(in gran fretta) Ma è bene profittare di questa tregua.... Il mio dovere, Anna, è di salvare voi a ogni costo. Cercherò di aprire il cancello,... di scavalcare un muro,... di sottrarmi,... di sparire, insomma, in un modo qualunque....

Anna

(esterrefatta) Ah sì?!

Dionigi

A domani, dunque, Anna. A domani.

Anna

No, Sandro!... (Pausa).... (Quasi solenne) A mai più!

Dionigi

Perchè!?...

Anna

Non lo so.... Ma prima che mi salviate, caro Sandro, voglio dimostrarvi che egli non sospetta di niente. Aspettate lì, un momento solo.... (Lo spinge un po' verso il fondo. Poi si avvicina alla camera di Arturo e chiama:) Arturo! Arturo!

Dionigi

(allarmato, agitatissimo) Che fate?

[pg!227]

Arturo

(continuando il motivo:)

«La llarà lallà là
La llarà lallà... là»
Anna

Arturo, non rispondi?

Arturo

(di dentro, in tono scherzoso) Che vuoi, traditrice? Che vuoi?

Anna

Bada che ho avuto già il tempo di farlo fuggire....

Arturo

Male! Se è fuggito, è un pessimo amante!...

Anna

E lo sai tu chi era?

Arturo

No, angelo mio, no....

Anna

Era... il conte Dionigi....

[pg!228]

Arturo

(di dentro, ridendo ancora) Ah ah ah! Il più imbecille!

Dionigi

(vivamente offeso) Oh!

Arturo

Non mi ci pigli! Non mi ci pigli!

Anna

(a Dionigi, molto dappresso, a bassa voce, sottolineando argutamente) Avete udito... tutto?

Dionigi

(livido, fremendo d'ira, minaccioso, feroce) Ma io potrei!...

Anna

(fredda, imponendogli silenzio) Sss! Senza tragedie!... Non sarebbe di buon gusto!

Dionigi

(frenando la rabbia) Addio, Anna! (Verso la porta a destra rivolge un gesto di fiera minaccia ed esce rapido dalla comune.)

[pg!229]

Anna

(in una espressione di profondo disgusto, lo segue con lo sguardo; quindi, prende il lume e, scrollando il capo, si avvia a sinistra per ritornare nelle sue stanze. Fermandosi un istante, riflette:) E dicono che sia così difficile il serbarsi oneste!...5

SIPARIO.
(Fine della commedia.)

NOTE

[1]

«Con vento fresco», in gergo nautico, significa: con vento vivace.

[2]

Per rinforzare la spina dorsale si fa la cura della sospensione con la macchina Charcot.

[3]

Il raddoppiare la m semplice e il raddolcire le doppie l, pronunziandole come una l sola, sono una leziosaggine fonica messa in moda da certi esteti da strapazzo.

[4]

Da questo punto sino alla fine della scena, l'attore dovrà essere di una vivacità sconfinata e il dialogo dovrà essere serrato e scoppiettante.

[5]

Nota per l'attrice. L'ultima frase l'attrice dovrà dirla al pubblico, come nelle commedie antiche.

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FINE DELL'AMORE ***