WeRead Powered by ReaderPub
La realtà: dramma in 3 atti cover

La realtà: dramma in 3 atti

Chapter 13: SCENA IX.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A dramatized portrait of a labor leader who rises to head a workers' federation and to run a cooperative newspaper, following his public triumphs and private bonds with comrades, family, and political allies. The action moves between editorial rooms, assembly halls, and factory settings, exposing tensions between lofty ideals and practical compromises. Through debates, alliances, and personal rivalries among editors, deputies, managers, and workers, the play probes questions of power, loyalty, and the gap between reformist rhetoric and the everyday realities of collective life.

SCENA IX.

Don Guglielmo e DETTI.

DON GUGLIELMO

(saluta sempre sorridendo affabilmente ma sempre con simpatica e dignitosa affabilità).

GIORDANO

(con fare ironico, sprezzante) Chi cerca il monsignore?

DON GUGLIELMO

No: non sono un monsignore: non sono nient'altro che un povero prete di montagna, di Montairolo nella Svizzera: il paese della signora Anna; la vedova del signor Santer.

GIORDANO

(c. s., sprezzantemente) Va bene: cosa vuole?

DON GUGLIELMO

Di tanto in tanto faccio una scappatina a Milano. — Oh, per poche ore! — e questa volta, appunto, avevo ricevuto incarico dai parenti della signora Santer... da sua zia in particolare, che le ha sempre fatto da madre — oh, una santa donna! — avevo ricevuto incarico d'informarmi della signora Anna e di sapere, di vedere come sta, e portarle i saluti e le notizie... della sua famiglia.

GIORDANO

La signora Santer non c'è. A cercarla vada alle scuole, o a casa sua.

DON GUGLIELMO

(che non sa frenare un lampo di contentezza) Ah!... Non abita qui? Ero già stato a cercarla alla scuola e mi avevano dato questo indirizzo. Invece... non abita qui?

GIORDANO

(c. s.) Le ho risposto di no: non ha capito?

SOFIA

(con deferenza e con premura) Abita vicino alle scuole: due case dopo: al numero 7.

DON GUGLIELMO

(sorridendo) Ecco, ecco, ecco! Allora... si sono sbagliati!... E dalle scuole, per venir qui, gira e rigira in tutto questo grande stabilimento, avevo perduto la strada. Un operaio mi ha detto di salire la scala... sono salito... fuori non c'era nessuno... e sono entrato: domando scusa.

GIORDANO

Oh, si figuri! Ma adesso che il reverendo sa...

DON GUGLIELMO

Adesso, pregherò la... signorina non è vero? Pregherò la signorina di dire lei alla signora Anna, che sono stato spiacentissimo di non averla trovata; che io oggi devo partire subito; ma tornerò, tornerò presto. Mi farà questo favore, signorina... (aspettando e invitandola a dire il nome).

SOFIA

Sofia: Sofia Quarnarolo.

DON GUGLIELMO

Ah, bene, bene! E lei sarebbe dunque la...

SOFIA

La figlia del signor Quarnarolo.

DON GUGLIELMO

Allora, senza saperlo, io sono entrato in casa sua, e in casa del suo signor padre; — perchè abitano insieme?

SOFIA

Sì.

DON GUGLIELMO

Bene, bene, bene.

GIORDANO

E adesso che ormai ella sa che la signora Santer sta al numero sette e che il signor Quarnarolo abita qui, con sua figlia, vuol favorire...

SOFIA

(interrompendolo, poi a Don Guglielmo, sempre con premura e deferenza) Vorrebbe favorirmi il suo nome, perchè possa dirlo anche alla signora Anna?

DON GUGLIELMO

Già, già; coi miei saluti, e, in modo particolare, coi saluti di sua zia e della sua famiglia. Don Guglielmo Nördel. — Si rammenta? — Don Guglielmo Nördel. (saluta Giordano, saluta Sofia che lo accompagna fino all'uscio).

GIORDANO

(a mezza voce, credendo di non essere inteso) Tanti saluti a casa, e mi ricordi nelle sue orazioni.

DON GUGLIELMO

(voltandosi) Sissignore; sarà fatto: è il mio dovere di buon cristiano, di buon cattolico... e di prete! (via).

SOFIA

(è rimasta come colpita: avvicinandosi di nuovo a Giordano) I parenti di Anna?... (pensando a Don Guglielmo) Che abbia letto, che abbia saputo dello sfratto?... Che sia venuto per questo?

GIORDANO

Certo; per sapere, per curiosare; (ridendo) per salvare l'anima della signora Santer!