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La realtà: dramma in 3 atti cover

La realtà: dramma in 3 atti

Chapter 33: SCENA VI.
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About This Book

A dramatized portrait of a labor leader who rises to head a workers' federation and to run a cooperative newspaper, following his public triumphs and private bonds with comrades, family, and political allies. The action moves between editorial rooms, assembly halls, and factory settings, exposing tensions between lofty ideals and practical compromises. Through debates, alliances, and personal rivalries among editors, deputies, managers, and workers, the play probes questions of power, loyalty, and the gap between reformist rhetoric and the everyday realities of collective life.

SCENA VI.

Marino e DETTI.

Marino ha un mazzo di fiori, piuttosto grande, infilato nel soprabito: due bottiglie di sciampagna, una per saccoccia e il canestrino in una mano; si ferma sull'uscio.

MARINO

Oh, oh; bravo signor Francesco; nel salir le scale ho sentito ridere (Francesco e Sofia si guardano, ridono insieme. Marino allegramente a Francesco, credendo aver indovinato) Quando torna la signora Anna?

FRANCESCO

(con un fremito) Domani!

MARINO

(con intenzione, a Sofia) Il chiaro letterato l'ha persuasa?

SOFIA

(vivamente) Sì. Non ho più alcun dubbio.

MARINO

(scrollando il capo, vincendo la propria mestizia) Meglio, meglio così; sono contento anch'io. Ma... faccia presto, signorina, ad apparecchiare la tavola. (mentre continua a parlare, mette le bottiglie sulla credenza, prende dal canestrino una terrina con del rosbiffe, prende i carboni accesi della parigina che mette sul caminetto sotto la terrina, per riscaldare il rosbiffe. — Francesco e Sofia si guardano, si comprendono: hanno un fremito, ecc.) Sono già in ritardo col mio Meyerbeer: a pranzo gli fo da maestro di lingua italiana. Oh, è una conversazione piacevolissima: vuole del vino, maestro? — e il russo mi risponde: — io voglio del vino, voi volete del vino, noi vogliamo del vino. — Volete ancora galantina? — io non voglio galantina, voi non volete galantina, noi non vogliamo galantina: — e così via, per tutto il pranzo. (Francesco e Sofia, ridono forte, sforzatamente, poi si guardano, il loro riso resta strozzato: Sofia ha finito di apparecchiare la tavola, Marino ha messa la terrina sul fuoco, ecc.; ha messo in un piatto, in mezzo alla tavola, le fette di presciutto, di galantina, ecc.) A tavola, signor Francesco! A tavola, signorina Sofia!

FRANCESCO e SOFIA

(si siedono macchinalmente l'uno in faccia all'altra; quando Marino si volta e li guarda, fingono di mangiare ecc.).

MARINO

(mette sulla tavola le due bottiglie ecc.) È il regalo del mio Meyerbeer: è sciampagna secco, squisito. Ha ragione il russo: lo sciampagna è il migliore vino da pasto: io, ormai, l'altro vino non lo posso più soffrire. (dopo aver sturata la bottiglia, versando) È digestivo ed esilarante! (ridono: Marino sincero: Francesco e Sofia c. s.).

MARINO

(versandosi da bere) Signor Francesco... dunque (alzando il bicchiere) A chi deve arrivare: al bel giorno di domani.

FRANCESCO e SOFIA

(si guardano: insieme) Al bel giorno di domani!

MARINO

(a Sofia) A ciò che più desidera, signorina Sofia. (c. s.) Al bel giorno di domani!

SOFIA

(versa lo sciampagna a Francesco: riempie anche il proprio bicchiere; bevono, ancora guardandosi, mentre Marino continua c. s.).

MARINO

Ecco, signorina Sofia: quando avranno finito di mangiare il presciutto, il rosbiffe sarà caldo: non ha che da portarlo in tavola. E adesso, io corro dal mio russo, voi correte dal vostro russo, noi corriamo dal nostro russo! (Marino riempie la parigina di carbone, versandolo dalla cesta: al rumore, Francesco e Sofia si fissano.)

MARINO

(c. s.) Ed ora, buon appetito, e buona notte. A domani!

FRANCESCO

(stringendogli la mano) Grazie, signor Marino.

SOFIA

(c. s.) Grazie signor Marino!

MARINO

(prende il mazzetto di fiori che avea messo sulla credenza: lo porta in un bicchiere dinanzi a Sofia) Con questo freddo e con questa neve, i fiori sembrano più belli... e fanno allegria! (fa per andarsene).

FRANCESCO

(richiamandolo) Marino! (lo guarda, indica senza poter parlare che beve ancora alla sua salute: Sofia fa altrettanto).

MARINO

Allora... io ne bevo un altro sorso, voi ne bevete un altro sorso, noi ne beviamo un altro sorso. A domani! (saluta e va via — lunga pausa).