PARTE TERZA. I TRATTATI
Questa terza parte si compone di articoli pubblicati dal Secolo nel 1920 e nel 1921, che sono qui ristampati con qualche ritocco, dopo essere stati legati in un insieme coerente. La data posta sotto il titolo indica il giorno in cui l’articolo fu pubblicato nel giornale. L’ultimo scritto, La politica realistica, è inedito: breve nota che ho ritrovato tra i miei appunti del 1920.
Questi articoli riuniti sono uno studio sulla pace, fatto circa un anno dopo la conclusione dei trattati, e quindi maturato nella meditazione e alla luce dell’esperienza. Le impressioni, i presentimenti, le intuizioni, ancora oscillanti e confuse, che avevo fissate sulla carta durante il Congresso della pace, si precisano e si confermano in alcune conclusioni definitive sulla natura, gli effetti, i difetti della pace, le quali si appuntano e si riassumono in una conclusione generale: un trattato o un corpo di trattati non poter reggersi che o per la forza o per il consenso o per l’uno o l’altra; ai recenti trattati di pace far troppo spesso difetto così la forza come il consenso. Onde una specie di protettorato del mondo impotente, scritto sulla carta, e ragione di malcontento universale, di insicurezza persistente e di oscuri pericoli.