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La tragedia della pace

Chapter 21: VIII. La politica realistica
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About This Book

Una raccolta di saggi e brani di diario che analizza il dopoguerra europeo, denunciando l'inaridimento intellettuale, la caduta delle autorità tradizionali e la sostituzione del diritto con la forza economica e militare. L'autore ricostruisce come la guerra e la vittoria abbiano alimentato passioni di rivalsa e ambizione, favorendo anarchia politica, demagogia del suffragio universale e oscillazioni ideologiche. Pur senza offrire rimedi miracolosi, il testo cerca di comprendere la crisi morale e istituzionale e indica la necessità di un'autorità giusta, saggia e ponderata per ricostruire ordine, libertà e responsabilità civile.

VIII. La politica realistica

I vincitori della guerra mondiale vogliono:

a) disarmare la Germania, imporle il proprio protettorato, costringerla a pagare una taglia di centinaia di miliardi;

b) mutilare l’Ungheria e fare la guardia all’Austria;

c) murare la Russia nell’interno dell’Asia e dell’Europa, addossandola ai ghiacci del polo;

d) togliere all’Islam Costantinopoli, smembrare l’impero turco, conquistare l’Asia minore, la Siria, la Palestina, la Mesopotamia;

Nel tempo stesso:

a) hanno espulso dall’alleanza l’America;

b) si son fatti tra di loro mille dispetti e tradimenti, cosicchè oggi il Belgio ha ragione di rinfacciare ai grandi alleati la loro ingratitudine, l’Italia può lagnarsi a ragione d’essere stata maltrattata, sotto sotto c’è un gran malumore tra Inghilterra e Francia;

c) l’Inghilterra ha congedato quasi tutti i suoi eserciti; l’Italia ha congedato quasi tutti i suoi eserciti; il Belgio ha congedato quasi tutti i suoi eserciti; restano ancora sotto le armi 700.000 francesi, che devono sostenere la pace e l’ordine del mondo; e la Francia si rovina per mantenerli.

Nel secolo XX questa si chiama «politica realistica».