WeRead Powered by ReaderPub
La tratta dei fanciulli cover

La tratta dei fanciulli

Chapter 4: II.
Open in WeRead

About This Book

The work portrays the trafficking of children from a poor Calabrian village to outside markets, combining evocative local scenes with testimonies and moral argument. Through episodic narratives of kidnapped youngsters and the suffering of their families, the author interweaves reportage, social analysis, and a direct appeal to public conscience and political responsibility. Prefatory remarks register frustration at official indifference even as debates and commissions circulate, while the text alternates vivid landscapes and domestic tragedy with calls for reform and charity, aiming to expose systemic causes and to rouse readers to practical intervention.

II.

La capanna consisteva tutta in un androne basso, nero, bislungo, murato di vimini e di mota, e sostenuto da pilastri di quercia. Il tetto solo coperto di lastre di lavagna avea qualche saldezza. Nel mezzo uno spazio circolare ricinto da un muretto di mattoni, entro il quale smuorivano poche bragie sotto un mucchio di cenere, serviva di focolare; un pertugio aperto nella parete, unica finestra dell’antro, lasciava uscire il fumo ed entrare la luce; ma spesso l’aria, soffiando contrariamente, ricacciava il fumo, e allora la stanza pareva il ventre d’una caldaia a vapore; intorno al focolare sopra una panca sedevano rannicchiati un uomo, una donna e due bimbi: in fondo, a destra, due fasci di cenci e di paglia pretendevano d’essere due letti ed erano due canili. Sopra uno di essi, il più prossimo al focolare, era distesa una vecchia avvolta in un avanzo di coltrone; l’altro canile, come più largo, pareva destinato a ricevere il resto della famiglia. Quando si coricava, i bambini stavano dai piedi per traverso e li copriva il mantello tarlato del padre; questi e la madre stavano per lungo, e le vesti di giorno servivano di copertura la notte.

Dal lato opposto, a sinistra, separati da uno sconnesso steccato russavano col muso presso un trogolo di legno un maiale e la sua troia. Contro una delle pareti un vecchio cassettone d’abete, unico, ultimo guardaroba della casa; al di sopra del cassettone appiccata ad un chiodo un’immagine color turchino di S. Alfonso, protettore del luogo, innanzi alla quale fumava il lucignolo consunto d’una lucerna di ferro che serviva a un tempo a diradare le tenebre del luogo e di devozione al santo.

Unici oggetti di lusso una lunga carabina calabrese ed una zampogna.