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La tratta dei fanciulli cover

La tratta dei fanciulli

Chapter 6: IV.
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About This Book

The work portrays the trafficking of children from a poor Calabrian village to outside markets, combining evocative local scenes with testimonies and moral argument. Through episodic narratives of kidnapped youngsters and the suffering of their families, the author interweaves reportage, social analysis, and a direct appeal to public conscience and political responsibility. Prefatory remarks register frustration at official indifference even as debates and commissions circulate, while the text alternates vivid landscapes and domestic tragedy with calls for reform and charity, aiming to expose systemic causes and to rouse readers to practical intervention.

IV.

— Bisogna rassegnarsi, Marinella, diceva il brigante a sua moglie.... so che sono sangue nostro, ma che fare?... morire di fame noi e loro?... meglio che vadano.... Non sospirate, Marinella, sarebbe fiato perduto.... ho già deciso e quando ho deciso, venisse su dalla terra Virgilio[2] in persona, e lo vedessi, come vedo voi, sapete che non mi smoverei.... via non bestemmierò, parliamo con calma. L’annata è stata orribile.... dal giorno che quella maledetta palla m’è entrata in quest’osso io non sono stato più uomo.... Se potessi ancora maneggiare quell’arnese là (e accennava la carabina) allora lascerei che il vento fischiasse. Ma ora cosa devo fare io?... Talarico, che mi vuol più bene di tutti, mi ha fatto dire che a cavallo per staffetta mi prenderebbe ancora.... Sì eh! dove lo prendo il cavallo?... ci vogliono almeno venti pezze coll’arnese e tutto.... Poi non posso mettermi in campagna colla fiaschetta della polvere vuota.... un po’ di munizione l’archibugio la vuole.... e con venti pezze ci sarà da tirarla coi denti. Fosse almeno stata abbondante la raccolta dei querciuoli.... ma il mistrale ha rovinata anche la foresta.... e quanto a spigolatura d’olivi nemmeno per sogno. I ricchi oggi sono diventati arpie e raccatterebbero le foglie secche se non bastano le bacche.... E si dovrà pagare anche il macinato, noi... infame re!... Egli ronfa nella sua Caserta più grasso di quei maiali là.... oh se la campagna dell’anno scorso fosse andata bene!?... Noi sì che saremmo andati a far visita alle cantine di Capo di Monte.... ma i liberali non valgono nulla. Fra Diavolo ci vorrebbe.... quello era un uomo. Dunque, Marinella, non ci resta che far quello che fanno tutti gli altri.... già sono nostri e possiamo farne quel che vogliamo. D’altronde, stieno qui ad immiserire coi maiali o vadano lontani a guadagnarsi il tozzo, è lo stesso.... ma intanto aiutano i loro genitori.... Ora ve la dico tutta.... Un capitano, di quelli che sono nel commercio, arrivato l’altro ieri a Paola, li prenderebbe e se non bastan venti ne avremo quaranta delle pezze.... egli sarebbe stato qui stassera, ma il cattivo tempo l’avrà trattenuto.... però domattina all’alba sono certo di vederlo capitare (a questo punto la donna trasalisce e la vecchia comincia a brontolare).... Chetatevi, mamma, e pregate sant’Alfonso per noi.... ieri sono stato giù alla marina io stesso, perchè non voglio mezzani, son tutti barattieri.... ho veduto il capitano e gli ho parlato.... è un galantuomo.... aveva una borsa di pelle piena che suonava come nè io nè voi abbiamo mai sentito.... Egli ne aveva già comperati sei.... Tre sono di Castrovillari e tre di Tarsia.... io gli ho detto che ne avea due.

— Ah, mostro — fischiò la vecchia.

— Mamma, dico — rispose il brigante senza levare la testa.

— Vendere le tue creature!?... corri sulla strada e sgozza il primo barone che passa. Il sacro cuore di Maria avrà ancora pietà di te. Ma portare al mercato i figliuoli....

— Mamma, ripeto.... — state buona o il sangue mi viene negli occhi.

— Mamma, per pietà — fece la Marinella spaventata — non raddoppiamo le disgrazie, preghiamo la madonna che gli mandi un altro consiglio.

La vecchia mandò un rantolo e si tacque.

— Insomma — sclamò lo Storpiato voltandosi — lo fanno tutti.... Salvatore il guardaboschi, che ha pure stipendio e legnata, ha ceduto l’anno scorso la sua Gabriella, che era gracile come un giunco. La Valentina della piazza tanti ne ha fatti tanti ne ha venduti.

— Perchè ha più viscere la troia che russa là in fondo, — ululò la megera.

— Ma intanto il sindaco mette il bollo ai contratti e il curato ci dà la benedizione.... poi tutti quelli che vanno laggiù in Francia vi fanno fortuna.

— Ma non tornano più — replicò la nonna.

— Oh questo è vero! — osò soggiungere la misera madre — Sono come morti!

— E chi vi dice che non tornano più? Chi vuole torna e spesso colle tasche piene di napoleoni. Guardate il figlio del sartore.

— Uno su cento.... degli altri che restano, metà non si sa come finisca e l’altra metà si sa che è morta in galera o all’ospedale.

— E qui morranno sopra un mucchio di strame marcio, sclamò lo Storpiato. Basta così, se potessi lavorare ancora per essi.... ma, poichè non sono più buono a nulla, si ingegnino anche essi.... Sono sani e robusti, e per Virgilio non sono nè anche brutti. Stefanella sarà un amore e Carluccio è un torello, e son certo che mi daranno cinquanta pezze a occhi chiusi. Poi ballano la tarantella come in tutte tre le Calabrie non ce n’è.... e per girare il manico d’un organetto non se lo faranno insegnare due volte.... Datevi pace, Marinella, camperanno e faranno fortuna, e fra dieci o dodici anni, se saremo vivi, ce li vedremo tornare a casa tondi, come don Pasquale.

— Non li vedremo mai più!... — rispose la madre scoppiando in un dirotto pianto e serrandosi contro lo squallido seno le teste dei due fanciulli, svegliati da quella stretta e da quei singhiozzi.

— Oh di pianti ne ho abbastanza! ho deciso e fermi lì. Raccomandiamoli pure al Signore e a sant’Alfonso che li abbia in custodia, ma se questo è il destino della povera gente, rassegniamoci, e voi mamma non brontolate più.... domattina appena venga il nostro uomo, contratto fatto.... cinquanta pezze, venti per il cavallo e il resto per voi donne, e non più fame, non più inedia, e chi raggiunge lo Storpiato sarà bravo.... Siamo intesi, è vero, Marinella?... non se ne parla più.... andiamo a letto.... son già tre ore di sera, e il vento sembra un po’ rappaciato.... e domattina il francese non mancherà... o non vedete che i bimbi cascano di sonno?

— Sia fatta la volontà di Dio!... — mormorò la misera madre baciando in fronte i suoi due ragazzi e adagiandoli nella loro cuccia....

E dopo un’ora tutto taceva nella capanna. Il silenzio non era interrotto che da qualche folata di vento che veniva a scrollare la porta, dal rantolo della nonna e dai lunghi sospiri della madre, la sola che di tutti quegli esseri non trovasse sonno e dividesse l’immenso affanno della natura.