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La tratta dei fanciulli cover

La tratta dei fanciulli

Chapter 9: VII.
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About This Book

The work portrays the trafficking of children from a poor Calabrian village to outside markets, combining evocative local scenes with testimonies and moral argument. Through episodic narratives of kidnapped youngsters and the suffering of their families, the author interweaves reportage, social analysis, and a direct appeal to public conscience and political responsibility. Prefatory remarks register frustration at official indifference even as debates and commissions circulate, while the text alternates vivid landscapes and domestic tragedy with calls for reform and charity, aiming to expose systemic causes and to rouse readers to practical intervention.

VII.

È manifesto che questi fanciulli diventando adulti non servono più allo scopo per il quale erano stati levati alle loro famiglie e che anch’essi come i cavalli di corsa, giunti ad una certa età, ed esaurito lo sforzo della loro giovanile bravura, siano destinati a mutare di nome, di mestiere e di padrone. Però quando i petits italiens non sono più piccoli, ecco qual è la sorte che li attende.

I padroni naturalmente non vogliono gettare questo capitale che ha loro fruttato talvolta il 200 per 100 senza cavarne l’ultimo sangue. Quando il piccolo accattone è ingrandito e non par più in grado di muovere la pietà o il sorriso degli avventori è rivenduto ad altri per un altro mestiere.

Delle fanciulle, in una società in cui la legge stessa consacra la pubblica immoralità, ognuno ne presentirà facilmente la fine. Esse non sono ancora deste al mistero della pubertà che già un covo infame, dove non si esce che per la via del camposanto o dell’ospedale, le ha inghiottite.

Per il maschio si sta a vedere. Se l’educazione ha fruttato, se promette bene, se mendicando s’è addestrato nel mestiere fratello del rubare, c’è sempre un’altra associazione parente di tagliaborse o di strangolatori pronta a riceverlo. Ma poichè il più delle volte gl’industrianti dei piccoli italiani sono anche capi banda o borsaioli essi stessi, così il baratto si fa in famiglia e il fanciullo cambia di mestiere senza cambiar di padrone.

Gli altri, i restii a questa nuova arte, sono gettati, proprio come si getta una ciabatta che non serve più, sulla pubblica via, e che s’ingegnino da sè. Allora i più passano dalla mendicità incolpevole alla mendicità turpe, dal furto per fame al furto per abitudine, dalla servitù involontaria alla volontaria, e per una via un po’ più lunga allo stesso fine: al disonore, al carcere ed alla morte disperata. I pochi invece, rari veramente, corrotti d’animo e di corpo, pieni di fiele e di malattie, di odii e di dolori, riguadagnano il loro villaggio natio, e se non cadono estenuati alle sue porte, afferrano la carabina del loro padre e si fanno masnadieri.