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Le disilluse

Chapter 1: PROLOGHETTO DE «LE DISILLUSE».
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About This Book

A short one-act marionette fable framed by a playful prologue, it stages a troupe of languid, disillusioned young women led by Clea who renounce love and perform dreamy songs and tableaux in a fantastical countryside setting. A roving former king and other figures appear amid music and theatrical spectacle, blending satire and whimsy to probe romantic disappointment, social roles, and the performative nature of sentiment. The piece emphasizes visual color, musical interludes, and stagecraft, offering a light, ironic meditation on illusion and ennui.

PROLOGHETTO DE «LE DISILLUSE».

(scritto dall'Autore stesso e detto dal Direttore di scena.)

Il Direttore di scena

(a sipario calato, esce dalle quinte e, con una certa emozione, si rivolge al pubblico.)

Per voi, piccol gran pubblico, per voi, «mondo dorato»,
Roberto Bracco e Mario Costa hanno improvvisato
una celia che abbonda di note e di parole,
uno spettacolino riboccante di fole.
Come il burattinaio, dinanzi ai bimbi attenti,
fa muovere i fantocci, prestando lor gli accenti
d'un estro infantilmente disinvolto, così
i nostri cari autori han fatto lì per lì,
accogliendo l'invito di questa Direzione
che non chiedeva fiabe, ma un gioco da salone,
con un profumo d'arte, per uso delle dame
e delle damigelle. Quasi foste uno sciame
di scolarette a spasso, sotto il pretesto della
estemporaneità, ecco la marachella
d'ammannirvi, in istrofe fanciullesche e neglette,
le vicende fantastiche di certe marionette.
E il peggio è che si allude a cose che sul serio
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vi seccano, benchè... vecchie come il salterio:
l' amore delle donne, le donne nell'amore.
le signorine ansiose di diventar signore,
i falsi voti avversi alla maschilità,
sognata da ogni donna, qual meta e qual metà....
Insomma, io penso e dico che i due burattinai,
facendo questa burla, sono maligni assai,
e che il trattar da bimbi persone come voi,
per ingannarle prima, per punzecchiarle poi,
è... un atto che, anche in musica, non merita clemenza.
Ed io, che, in qualità di régisseur, ma senza
aver nessuna colpa, mi trovo qui, sul banco,
per dir così, dei rei, vo' almeno parlar franco
e protestare contro Roberto Bracco e Mario
Costa, pria che davanti a voi s'alzi il sipario.
Per quel poco che c'entro in queste «Disilluse»,
mie dame e damigelle, io v'offro le mie scuse.
Ed un consiglio v'offro per... gl'improvvisatori.
Applauditeli all'ultimo, ma, appena vengon fuori,
lasciando cader pigre le manine guantate,
aprite le boccucce gentili e... sbadigliate.

(via)

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