L’agguato.
“Al generale Izzèt Pascià guerriero di molte parole.„
Isola fiera e bella fra le rupi e la montagna del fuoco; isola dalle cento fontane, dalle mille leggende, sacra ai titani, agli iddii, ai castelli di Saturno, agli armenti del sole, ai popoli favolosi; isola amata come s’ama l’amore negli occhi della giovinezza, chiara più che l’alba, che hai nel tuo favellare e nei canti primevi una bellezza austera; isola madre, per la leggenda che di te corre nel mondo, per il male che ti accascia e per il bene che hai dato e che dai nel fior delle tue genti, che tu sia benedetta!
Dolcezza d’Italia, come le tre Iddie tesserono di te una veste di fiori al padre Giove; e come nelle tue viscere giace avvinghiato e sussulta il mostruoso gigante, l’anima tua si assempra in ogni mito soave e in ogni orrore.
Così l’amore ti inalbi, Sicilia, come il mio cuore ti canta per l’eroica anima tua.