WeRead Powered by ReaderPub
Lirica cover

Lirica

Chapter 14: I. UNA LETTERA.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A collection of lyrical poems voiced by a young speaker who explores love, desire, identity, and destiny through intimate confessions, prophetic scenes, and religious meditation. Varied moods alternate between passionate eroticism, ironic cosmopolitan self-definition, and moral or spiritual yearning; poems address betrayal, longing, the feminine sensibility, cultural displacement, and imaginative escape. Imagery ranges from quotidian domestic details to visionary religious tableaux, while the voice shifts between defiant proclamations, tender supplication, and ironic critique of convention. The poems blend musical lines and vivid color to present a candid, emotionally intense survey of inner life and poetic ambition.

VITA BREVE.

I. UNA LETTERA.

Sto bene, proprio bene! Ho un po di tosse

Che passerà quando vien primavera.

Vedessi poi che belle guance rosse!

Fanno invidia alle bambole di cera.

Ora la mamma non mi sgrida mai,

E babbo poi! Mi bacia ogni momento.

Mi guarda in faccia e dice: Come stai?

E s'io non rido non è mai contento.

Sono felice! Vivere è un incanto.

Sai che domani compio i diciott'anni? —

— Poveri morti! È triste il camposanto.

Nevica!... Addio. Salutami Giovanni.

II. COMMIATO.

Oggi sta meglio. Trepidante e lenta

Par le torni la vita; il viso bianco

A noi rivolge, e la pupilla spenta

Rifulge di chiarore incerto e stanco.

Il suo passato le ritorna in mente.

Ella si leva, frale e delicata,

E s'asside fra noi tacitamente,

Col suo blando sorriso d'ammalata.

Noi carezziamo trepidi, rapiti,

Il sottil viso e le dorate chiome;

E la curiamo con parole miti

E tenerezze che non hanno nome.

E noi sappiamo che non c'è speranza,

Che nulla al mondo la potrà salvare!

Ma quando torna alla sua cheta stanza,

L'andiam con un sorriso a accompagnare.

Chiusa la porta, ci guardiamo in faccia

Senza parlare!... — E ancor ci sta sul viso

— Spettro di gioia che il terrore agghiaccia —

La tragica menzogna del sorriso!