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Lirica

Chapter 28: MÉNAGE.
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About This Book

A collection of lyrical poems voiced by a young speaker who explores love, desire, identity, and destiny through intimate confessions, prophetic scenes, and religious meditation. Varied moods alternate between passionate eroticism, ironic cosmopolitan self-definition, and moral or spiritual yearning; poems address betrayal, longing, the feminine sensibility, cultural displacement, and imaginative escape. Imagery ranges from quotidian domestic details to visionary religious tableaux, while the voice shifts between defiant proclamations, tender supplication, and ironic critique of convention. The poems blend musical lines and vivid color to present a candid, emotionally intense survey of inner life and poetic ambition.

MÉNAGE.

Oggi sposati. Ei la conduce a casa,

Del vago regno timida regina.

Ella a lui tien la mano stretta stretta,

Ed il bel volto trepida reclina.

Egli orgoglioso e lieto se la trae

Di stanza in stanza. — Ella così ritrosa

Tutta arrossendo rassomiglia un fiore

Che in un sarebbe e sensitiva e rosa!

Giunti sul limitar del vago nido

Ove a quest'uccelletto spaventato

L'ali frementi legherà Cupìdo,

Egli dinnanzi a lei s'è inginocchiato:

E: “A te fo voto consacrare intero

L'avvenire e la vita! Al mio desìo

Basti tu sola: e gioia e luce e gloria

Cercherò nel tuo sguardo, angelo mio!„ —

Sposi da un mese. Egli ritorna a casa

Allegro, frettoloso, impazïente:

Sale i gradini a tre per volta, e pensa

Che sopra attende un viso sorridente,

E porta, e braccia aperte ad incontrarlo:

Ella dalla finestra l'ha veduto.

E sempre corre ad aspettarlo fuori

Per dargli sulla soglia il benvenuto.

Linda, tutta freschezza e leggiadrìa,

D'un nastro azzurro i bei capelli adorni....

Egli la bacia, e poi: “Sposina mia,

Sai che diventi bella tutti i giorni?„ —

Sposi da quattro mesi. Ei torna a casa.

“Addio, Nina. Stai bene? È pronto il pranzo?„

Ella, le mani nere e il viso acceso,

Torna in cucina a far bollire il manzo. —

Sposi da un anno. Egli ritorna a casa

Stanco, di mal umore, impolverato:

Ella gli va ad aprire, ed è in ciabatte

E in abito da camera slacciato.

— “Eh! ci vuol altro! Non s'ha tempo o voglia

Di starsene allo specchio a far toletta:

Quel bimbo strilla tutto il santo giorno.

Che vita è questa, Vergin benedetta.„

Egli dalla poltrona la contempla

Così mal messa, spettinata tutta,

Intenta a spolverar tavola e sedie.

È dimagrita. Egli la trova brutta.

E la sua mente torna a un quartierino

Di poche stanze chiare ed eleganti,

Dal lucido mobiglio, dai tappeti

Morbidi, da' cristalli scintillanti.

E la sua mente fermasi e riposa

Sulla figura bella ed indolente

Di donna inciprïata e bionda e bianca

In lunga veste serica movente.

Ancora ne ricorda l'indirizzo.

Sicuro. — È un anno o più da che la vide....

— Intanto la sposina scarmigliata

Allatta il suo piccino e gli sorride.