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Lirica

Chapter 30: POVERI MORTI!
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About This Book

A collection of lyrical poems voiced by a young speaker who explores love, desire, identity, and destiny through intimate confessions, prophetic scenes, and religious meditation. Varied moods alternate between passionate eroticism, ironic cosmopolitan self-definition, and moral or spiritual yearning; poems address betrayal, longing, the feminine sensibility, cultural displacement, and imaginative escape. Imagery ranges from quotidian domestic details to visionary religious tableaux, while the voice shifts between defiant proclamations, tender supplication, and ironic critique of convention. The poems blend musical lines and vivid color to present a candid, emotionally intense survey of inner life and poetic ambition.

POVERI MORTI!

2 novembre

In lugubre cadenza le campane

Vogliono ricordarci i nostri morti;

E noi, che pure vi crediam risorti,

In vesti nere andiamo al Camposanto,

A rammentarvi che v'amammo tanto,

Poveri morti!

Vedeste quanti fiori vi rechiamo!

D'ogni foggia e color, croci e corone!

De' fiori freschi non è la stagione

(Che vivon tutt'al più una settimana),

Ma quelle di perline o porcellana

Son di durata!

Se gli occhi aveste ancor, poveri morti,

Sui vostri marmi leggereste tutto

L'amor che vi portammo e il nostro lutto.

Ed anche un grande elenco di virtù

Che forse voi non ricordate più

D'aver avute.

Ma si fa tardi. Al caso un altro Requiem

In carrozza al ritorno è presto detto,

O guai! con questo freddo maledetto

Si corre il rischio di pigliar malanno.

Che autunno indiavolato abbiam quest'anno!

— Cocchiere, a casa. —