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Lirica

Chapter 38: SINDACO DI VILLAGGIO.
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About This Book

A collection of lyrical poems voiced by a young speaker who explores love, desire, identity, and destiny through intimate confessions, prophetic scenes, and religious meditation. Varied moods alternate between passionate eroticism, ironic cosmopolitan self-definition, and moral or spiritual yearning; poems address betrayal, longing, the feminine sensibility, cultural displacement, and imaginative escape. Imagery ranges from quotidian domestic details to visionary religious tableaux, while the voice shifts between defiant proclamations, tender supplication, and ironic critique of convention. The poems blend musical lines and vivid color to present a candid, emotionally intense survey of inner life and poetic ambition.

SINDACO DI VILLAGGIO.

Presto verrà l'oblìo. —

Io scorderò il color degli occhi tuoi,

Tu il suon della mia voce e il nome mio.

Quando vedrò mandorlo e pesco in fiore,

Un indistinto sovvenir di te

Si desterà, cantando, nel mio core.

E nell'anima tua la rimembranza

Incerta, trepidante sorgerà

Come fantasma nella lontananza,

Se risonare udrai la melodìa

Tenera e dolce che cantai per te,

O l'araba fantastica follìa

Che ieri a sera impallidir ti fè;

Si desterà, cantando, nel tuo core

Un indistinto sovvenir di me.

Segue ciascuno intanto i suoi destini:

Io torno a battagliar co' sogni miei,

Tu a viver fra le bestie e i contadini.

Io torno lieta al mio vagabondaggio

In cerca di fortuna e cielo bleu,

Co' zingari e gli uccelli di passaggio.

E tu badi all'ingrasso dei terreni,

Al buon mantenimento delle stalle,

A teste vuote e borsellini pieni.

E tu ritorni ad allevar bestiame,

A far l'amore con le contadine —

Ed io torno a sognar cose divine,

A scriver versi, ed a morir di fame