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Lirica

Chapter 9: AVE, ALBION!
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About This Book

A collection of lyrical poems voiced by a young speaker who explores love, desire, identity, and destiny through intimate confessions, prophetic scenes, and religious meditation. Varied moods alternate between passionate eroticism, ironic cosmopolitan self-definition, and moral or spiritual yearning; poems address betrayal, longing, the feminine sensibility, cultural displacement, and imaginative escape. Imagery ranges from quotidian domestic details to visionary religious tableaux, while the voice shifts between defiant proclamations, tender supplication, and ironic critique of convention. The poems blend musical lines and vivid color to present a candid, emotionally intense survey of inner life and poetic ambition.

AVE, ALBION!

Tetra, nebbiosa, gelida Inghilterra,

Aborrito paese ov'io son nata,

Colla tua buona gente addormentata,

Che Iddio ti danni, maledetta terra.

O tristi inglesi dai capelli gialli,

O magri inglesi rosei e scipiti,

È forse il freddo che v'ha istupiditi?

Lunghi fagotti di paracqua e scialli!

O savia gente dai sereni affetti,

Dal sommesso parlar, dal riso fioco,

Datemi un po' di sole, un po' di fuoco,

O inglesi freddi, inglesi maledetti!

Datemi il folle amor, l'odio furente

E le vendette de' meridionali!

Lo sfolgorar di sguardi e di pugnali,

L'impeto d'ira, e il perdonar repente.

Datemi il facil riso e il pianger forte

E la favella dell'Italia mia!

Nei vostri plaids portatevele via

Le vostre idee convenzionali e storte.

Via, nazïon di raffreddati! Ed ora

Che il tuo fangoso suol più non m'alloggia,

Popolo secco sotto eterna pioggia,

Va co' tuoi grandi piedi alla malora!