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Love Letters of a Violinist, and Other Poems cover

Love Letters of a Violinist, and Other Poems

Chapter 72: Transcriber's Notes
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About This Book

A sequence of twelve lyrical epistles voiced by a violinist traces alternating moods—prelude, sorrow, regrets, yearnings, confessions, despair, hope, vision, to-morrow, retrospect, faith, victory—charting an artist's passionate reflections on love, loss, artistry, and longing. The volume also collects miscellaneous poems, sonnets, and Italian pieces that range from elegies and ballads to odes, patriotic verse, musical portraits, and meditations on death, nature, and literary figures. Recurring motifs include music as emotional expression, romantic yearning, creative torment, and homage to fellow composers and poets, while formal variety moves between narrative ballads, sonnet sequences, and choral or lyrical experiments.

I.

Dimmi, dimmi, o trovatore,
Tu che canti sul lïuto,
Bello e bruno e pien d'amore
Dalla valle in su venuto,
Non ti fermi sull' altura
Per mostrar la tua bravura?
Non mi canti sul burrone
Qualche lieta tua canzone?

II.

—Zingarella, in sulla sera
Canta bene il rosignolo,
Piange e canta in sua preghiera
Salutando un dolce suolo.
Ma il lïuto al mio toccare
Pianger sa, non sa pregare ...
Deh! che vuoi col tuo sorriso,
Tu che sai di paradiso?

III.

—Vò sentire in tuo linguaggio
Come è fatto un uom fedele,
Se l'amor lo fa selvaggio,
Se il destin lo fa crudele.
Parla schietto; son profana
Ma ben leggo l'alma umana.
Parla pur dei tuoi vïaggi
Nei deserti e nei villaggi.

IV.

—Canterotti, o zingarella,
Qualche allegra mia ballata,
Qualche estatica novella
D' una dama innamorata ...
—Dimmi tutto!—Canterotti
D' Ungheria le meste notti.
D' Ungheria?—Del Bosco Santo
Dove nacque il gran Sorranto.

V.

Sappi in breve, son marchese
Castellano e cantatore,
Cattivai con questo arnese
D'una maga un dì l'amore.
—D' una maga?—Si, di quelle
Che san legger nelle stelle.
—E fu bella?—Non v' è guari
Dama, oh no, che le sia pari.

VI.

Come parca in fra le dita
Essa tenne il mio destino,
Fu la sfinge di mia vita
Col sorriso suo divino.
Avea biondi i suoi capelli,
Occhi neri e molto belli,
Braccia e collo in puritade
Come neve quando cade.

VII.

—Taci, taci, o castellano;
Qui convien pregar per essa.
—Io l'amai d'amor sovrano!
Pronta fu la sua promessa.
L' aspettai; mi fu cortese,
Ma fuggì dal mio paëse,
Travestita un dì di Maggio
Come biondo e giovin paggio.

VIII.

Oh, giammai non fu sognata
Cosa uguale per bellezza
Chi la vide incoronata
Sorridea per tenerezza.
Chi la vide di mattina
La credeva una regina,
Qualche sogno di poeta,
Qualche incanto di profeta!

IX.

—Traditor! col tuo lïuto
Tu l' hai fatto innamorare!
—Io giurai per San Bernuto
E pel Cristo in sull' altare,
Per Giuseppe e per Maria
Che farei la vita pia.
—E il facesti?—I sacri voti
Ricantai dei sacredoti.

X.

—Or m'ascolta, o trovatore,
Or rispondi, e dimmi il vero:
Hai veduto il mesto fiore
Che si coglie in cimitero?
Hai veduto i fior di rose
Che s'intreccian per le spose,
Quando cantan desolati
Gli usignoli abbandonati?

XI.

Crolli il capo; impallidisci;
Stendi a me la bianca mano;
Non rispondi; e forse ambisci
Della sposa ormai l'arcano?
Qui morì la Gilda, maga
Sotto il nome di Menzaga;
Quì morì, nel suo pallore,
Per l'amor d'un trovatore!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

XII.

Stravolto l'amante s'inchina;
Ei mira la mesta donzella.
Velata è la maga, ma bella,
Coll'occhio che pianger non sa.
—O donna, l'amor t'indovina ...
Tu, Gilda, t'ascondi colà!

XIII.

Nel mondo non v' è la sembianza
Di tale e di tanta beltade!
Non cresce per queste contrade
Nè giglio nè spirto d'amor.
Tu sola tu sei la Speranza
Che tenni qua stretta sul cor.

XIV.

Tu sola tu sei la mia dama,
La gioja e l'onor della vita;
Tu sola, donzella romita,
Del mondo la diva sei tu.
L'amor ti conosce, e la fama;
Nè manca l'antica virtù.

XV.

Ma dove è la fé del passato
Che tanto brillò nella festa?
L'amore, l'onore, le gesta
D'un tempo che presto fuggì?
Fu vero? L'ho forse sognato?
Tu pur l'hai sognato così!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

XVI.

La maga intenta ascolta il suo galante;
Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.
Rossa diventa e bianca in uno istante,
E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.
Corre nei bracci suoi lo fido amante;
E favellar vorria nel suo gioïre ...

XVII.

—Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque è doglia.
Gilda son io. Ti bacio e son contenta.
Pianger non so se non per pazza voglia
Come la strega allor che si lamenta ...

XVIII.

Cosa vuoi tu? Che vuoi che si mi guardi?
Diva non son, ma donna; e fui crudele.
—Baciami in bocca. O Dio! mi stringi ed ardi
Tanto d' amore e piangi e sei fedele?

XIX.

—Ugo! M' ascolta, io son la tua meschina,
Forte ben si, ma doma in questi agoni;
Sono la schiava tua, la tua regina,
Quel che tu vuoi purché non m'abbandoni!

XX.

—O cara, o casta, o bella, o tu che bramo,
Dammi la morte unita a un tuo sorriso.
Eva sarai per me. Son io l'Adamo;
E quivi in terra avrassi il paradiso!

IL PONTE D'AVIGLIO.

I.

O mesto bambino col capo chinato,
Rispondi; rispondi. Che fece Renato?
Fu vinto Morello? Fu salvo Lindoro?
Rispondi; rispondi!—Son padre di loro.

II.

Non veggo tornare dal Ponte d'Aviglio
Renato superbo del vinto periglio.
L' han forse promosso? Risorge la guerra?
Rispondi; rispondi!—L' han messo sotterra.

III.

O ciel! tu lo senti, tu vedi l'oltraggio;
Renato fu prence del nostro villaggio!...
Ma dimmi, piccino. Che fece Morello?
Rispondi; rispondi!—Lo chiude l' avello.

IV.

Ahi, crudo destino! Si grande, si forte,
Morello nasceva per vincer la morte.
Ma l' altro? Che fece sul campo serrato?
Rispondi; rispondi!—Morì da soldato.

V.

Gran Dio! che mi narri! Pur desso m' é tolto?
Renato m' é morto? Morello sepolto?
E piangi, ... tu pure? Gentile bambino!
Che dici? Rispondi!—Vi resta Giannino.

VI.

Oh si, del figliuolo l'ignoto tesoro,
L'incognito figlio del biondo Lindoro.
Ma dove trovarlo nel nome di Dio?
Rispondi; rispondi!—Buon padre, son io.


I MIEI SALUTI.

I.

Ti saluto, Margherita
Fior di vita, ... ti saluto!
Sei la speme del mattino,
Sei la gioja del giardino.

II.

Ti saluto, Rosignolo
Nel tuo duolo, ... ti saluto!
Sei l' amante della rosa
Che morendo si fa sposa.

III.

Ti saluto, Sol di Maggio
Col tuo raggio, ... ti saluto!
Sei l' Apollo del passato,
Sei l' amore incoronato.

IV.

Ti saluto, Donna mia,
Casta e pia, ... ti saluto!
Sei la diva dei desiri,
Sei la Santa dei Sospiri.

Transcriber's Notes

Words used interchangeably in this book:

aneara-near
seawardsea-ward

Page xvi

(influence felt.)

Changed iufluence to influence.

Page 99

(Where Neptune dwelt,)

Changed Nepture to Neptune.