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Monotonie

Chapter 11: BIANCA!
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About This Book

Una raccolta di liriche brevi che alterna intimismo e invettiva, esplorando amore, malattia, morte e desiderio attraverso immagini naturali, ospedaliere e urbane. La voce poetica, spesso malinconica e sensuale, invoca baci, descrive corpi sofferenti e mette a nudo solitudini, orgoglio e risentimento; emergono simboli come il coltello e la viola e motivi di festa liquida e autoironica. Il tono oscilla tra elegia, provocazione e satira sociale, con ritmo nervoso e metafore incisive che producono quadri brevi, intensi e carichi di tensione emotiva.

BIANCA!

Pallida come il raggio

dell'alba sulle eternamente nivee

cime dei monti la tua gota, o Silvia,

e come il ciel di maggio

la cerula pupilla.

Quieto splendor, quasi velata e tremola

profondità — incanta, non affascina;

riluce e non scintilla,

Eppur sei bella! Spesso

inavvertito d'ostinato ed avido

sguardo ti stringo, e sul tuo bianco gelido

erro, erro perplesso

al par del vïatore

per le balze scoscese e le voragini

mentite dalle nevi — arcani brividi

scuotono mente e cuore.

E sul tuo freddo bianco,

sotto lo sguardo immensamente cerulo

de' tuoi begli occhi il febbril desiderio

cade gelato e stanco.