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Monotonie

Chapter 13: DOPO
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About This Book

Una raccolta di liriche brevi che alterna intimismo e invettiva, esplorando amore, malattia, morte e desiderio attraverso immagini naturali, ospedaliere e urbane. La voce poetica, spesso malinconica e sensuale, invoca baci, descrive corpi sofferenti e mette a nudo solitudini, orgoglio e risentimento; emergono simboli come il coltello e la viola e motivi di festa liquida e autoironica. Il tono oscilla tra elegia, provocazione e satira sociale, con ritmo nervoso e metafore incisive che producono quadri brevi, intensi e carichi di tensione emotiva.

DOPO

Oh! ti ricordi quella bianca stella

lontanamente splendida

che guardammo una notte? Eri pur bella,

pallida, seria e meditavi. Lente

in alto si curvavano

le cime dei cipressi e nel fremente

silenzio lussuriose moribonde

parlavan le gardenie

pur cogli odori: dalle treccie bionde

il tuo profumo mi salia pel volto,

e l'anima fantastica

d'una ignota passion da te, dal folto

giardin rapiva, come il vento invola

alla rosa le foglie,

in alto in alto; e in quel viaggio sola

col tuo profumo nel languor sveniva

d'una indistinta, gracile,

misteriosa carezza. In sulla riva

di quella canda stella ancor più canda

radïavi sul limpido

oceàn dell'azzurro; un'aura blanda

tradia d'un bacio le tue molli forme:

l'immenso mar ceruleo

morìati a' piedi ed i pianeti a torme

vi navigavan — Naufrago morente,

a un vago desiderio

aggrappato, lontan, lontanamente

io ti vedevo bella bella bella...

e invan le stanche braccia

agitavo nuotando inver la stella

lontanamente splendida. Sfinito

in quell'immenso, inconscio

desiderio, nel placido infinito,

fra gli astri innumerabili, nel vasto

luminoso silenzio,

del tuo bel volto nel pallido fasto

io mi perdea, e, del tuo biondo odore

nelle carezze tenui,

dell'ignoto naufragio il mio dolore

consolavo e consolo — E tu la stella

lontanamente splendida

di quella notte li ricordi, o bella?...

Casola Valsenio. Agosto 1877.