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Nabuco

Chapter 29: ATTO QUARTO
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About This Book

The poem dramatizes the arc of a great Babylonian king who, after conquering Jerusalem, is undone by pride and struck with divine madness, wandering like a brute in the wilderness and recovering reason only shortly before death. Biblical episodes and village scenes provide dramatic texture while the author layers a broad antiwar argument: prefatory commentary condemns massive standing armies, urges citizen militias and federal reforms, and points to Switzerland and the United States as models for civic defense and social progress. The work pairs lyric passages and stagecraft to weave narrative events with moral reflection and political critique.

PARTE TERZA

Decorazione come nella Parte Prima.—Afraisab, ritto sullo scaleo della torre, guarda Daìra, la quale vorrebbe salirlo ed è trattenuta da Ghev e da Darab.—Gli altri guerrieri siedono intorno trincando.

SCENA VI

AFRAISAB—DAÌRA—GHEV—DARÀB—KUNAREND—
BERHAM ecc.—A suo tempo JEROBOÀM
e GERIRÈH con LORASP, TOGHRUL,
GURGHIN ed altri cortigiani armati—
A suo tempo ancora ZALA, ARGIASP e NABUCO.

BERHAM (a Daìra)

Vattene alfine!

DAÌRA (a Afraisab)

                            Deh, mi lascia
    Salir!

AFR.

Morta tu sei se un passo muovi.

DAÌRA (lanciandosi verso di lui)

M'uccidi dunque!…

DARAB (afferrandola)

                       No, peggior augurio
    Non v'ha di quel d'uccidere una donna
    Alla vigilia d'una guerra!

DAÌRA

                              E voi
    Perir intanto il vostro re lasciate!

GHEV

Perir?… Perchè?…

DARAB

                       Chi osar potrebbe un arme
    Sul suo petto levar?

DAÌRA

                        Quì la rivolta,
    Voi lontani fremea….

KUN.

                          Bastò il suo primo
    Sguardo trionfator, perchè svanisse
    Della rivolta ogni speranza!

DAÌRA

                                E surse,
    Più degli altri terribile, un nemico
    Contro di lui quel giorno….

GHEV

Chi?…

DAÌRA

Egli stesso!

KUN.

Evvia…. vattene, stolta!

DAÌRA

                             Oh, non son io
    La stolta! No…. ma voi!—Noto è Nabuco
    A voi qual era in mezzo alle battaglie,
    Ov'io non lo seguii;… ma a me egli è noto,
    Soltanto a me, dal dì che a questa reggia
    Fece ritorno…. Ei d'un arcana febbre
    Da allora è preda….—Un invisibil fuoco
    Ei reca in sè, che lo consuma!…

AFR. (sprezzante)

                                     Il fuoco,
    O svergognata, della tua lascivia!

DAÌRA

    Fosse il tuo insulto verità!… Saprei
    Guarir Nabuco dal suo mal!… Ma il vero,
    Ahimè, non chiude!…—Più misterïosa
    E più crudel n'è la cagione….—Io sola
    L'udii smaniar dietro l'ardente brama
    Di conquistar le stelle!… Io sola vidi
    Le orrende notti sue…. quando, al mio fianco,
    Ei spasimava tra gli incubi, come
    Un bimbo stretto da serpenti!… Io sola
    Vidi lui, re, trionfator del mondo,
    Inginocchiarsi a un mendicante ebreo!

AFR.

Non più!… Costei Nabuco insulta!

KUN.

                                      Sempre
    Questo dei folli fu securo indizio,
    Folli gli altri chiamar.

AFR.

Vattene!

                      DAÌRA
            (al colmo dell'angoscia)

                                    E, intanto,
     Ei si perde!… Oh, tortura!… Ah, no…. m'udite:
    Accorrete a salvarlo…. Forse ancora
    Lo potete…. Stassera il mendicante
    Di Babilonia la più alta torre
    Gli imponea di salire, e i Numi e gli astri
    Sfidarvi dalla vetta…. e, come un bimbo,
    Ei gli ubbidiva!…—Le vicine pugne,
    Ch'egli a voi promettea, son della luna
    E delle stelle la conquista!… All'alba
    Lo attenderete invano…. o a voi soltanto
    Del vostro re non tornerà che un'ombra
    Dall'occhio spento!…

(vedendo che tutti si allontanano da lei crollando le spalle)

Ahimè,… nessun mi ascolta!

(Jeroboàm, condotto da Gerirèh, e seguìto da Lorasp, Toghrul, Gurghin, e da altri cortigiani armati, compare nel peristilio a destra)

                      DAÌRA
(ad un tratto, vedendo Jeroboàm, con un grido)

    Ah…. È lui!… Guardate!… Là! È il mendicante!
    Lo schiavo ebreo!

                       GHEV
            (movendo verso Jeroboàm)

Che fai tu quì?…

LORASP (avanzandosi)

                                       Quì venne
    Per volere d'Argiasp…. Nessun l'offenda….

DAÌRA

    Or lo vedete se una stolta io sono?
    Dei nemici del re son quelli i volti!…
    Li conoscete?—Li credeste vinti
    Dal primo sguardo di Nabuco…. e in armi
    Tornan quest'oggi alla riscossa….

BÈRHAM (a Kunarend)

                                       Il vero
    Dunque costei forse diceva?…

DARAB (ai guerrieri)

                                  In armi
    Perchè son essi?

GHEV

E noi quì inermi siamo!

(Altri cortigiani, colle spade ignude, appajono sul fondo)

KUN. (vedendoli)

E in un agguato….

GHEV (movendo verso la torre)

Il re si salvi!

                       AFR.
         (terribile, alzando la spada)

                                      Niuno,
    Me vivo, passerà.

BERHAM

Ma il re è in periglio!

AFR.

A lui soltanto ubbidir debbo….

GHEV

                                    Or, dunque,
    Pera il gigante!… A noi!…

                TUTTI I GUERRIERI
           (movendo contro Afraisab)

Il re si salvi!

ZALA

(apparendo sulla soglia della porta della torre con Argiasp, il quale tiene sempre Nabuco, carponi, al guinzaglio, indicando Nabuco)

Ecco il re vostro!

(Daìra, con un grido accorre a Nabuco, si curva verso di lui.—Nabuco le lambe le mani, poi cade assopito.—Argiasp e Zala scendono lo scaleo)

LORASP, TOGHRUL, CORTIGIANI

                      Evviva Argiaspe, re
    Dei Caldei!…

                      DAÌRA
         (sorgendo, con grande impeto)

Non ancor!… Vive Nabuco!…

ZALA

    Vive?… Sì!…. vive!…. se son vive anch'esse
    Le foglie gialle con cui giuoca il vento….

ARG.

    Auramazda così vendica il sangue
    Di nostro padre.

DAÌRA

                    Menti. Di tuo padre
    Lasciato avresti invendicato il sangue
    S'io sovra gli occhi t'avessi baciato!
    Me volevi colpir! Me sola!—Io sono
    Della ruina sua l'artefice!—Oh, potesse
    Ebli soffiare sulla terra, e tutti
    Struggerne i fiori ed i profumi, e quanto
    Suade a questa maledetta ebbrezza
    Che si chiama l'amore, e in cui, sul capo
    Che più adoriam, noi evochiamo, inconsci,
    Le più orrende bufere!

(scendendo, a Argiasp)

                          Ed or, m'ascolta:
    D'amarmi un tempo tu dicevi…. Ancora
    M'ami?

                       ARG.
                 Sì….

DAÌRA

                          Ebbene io sarò tua, se, prima
    Che si compia di Bel la sacra decade,
    Ei tornerà qual fu.—Ma, se la fiamma
    Dell'intelletto nelle sue pupille
    Spenta ancora sarà; se, come un bruto,
    Striscierà a terra ancora;… allor, deh, lascia
    Ch'io rimanga con lui;… che noi, lontani,
    Ignoti, insiem possiam morire….

ARG.

E sia.

DAÌRA (andando a Nabuco)

Vieni….

(Nabuco fa uno sforzo per alzarsi e ricade gemendo)

AFR.

(chinandosi su di lui, scoppiando in lagrime)

Mio re!…

DAÌRA (ad Afraisab)

Il tuo braccio or gli sia trono! (Afraisab si toglie Nabuco in braccio.—Daìra gli accenna di seguirlo.—S'allontanano).

ATTO QUARTO

Terrazzo d'un vecchio giardino.—Molti cespi di rose gialle.—In fondo la campagna.—Monti in lontananza.—Meriggio.—Nabuco, Daìra, Afraisab, sotto una tenda, stanno asciolvendo.

SCENA I

NABUCO—DAÌRA—AFRAISAB

                      NABUCO
            (guardando la campagna)

    Oh, il fulgido meriggio!… Io, più d'ogni altra
    Ora del giorno, adoro questa.—Lieta
    Parmi ogni cosa nella luce immensa;
    Scintillan l'acque; la verzura sembra
    Sfavillante smeraldo; e l'aria, accesa
    Da un diffuso splendor, ricorda intense
    E generose idee senza confine
    Prodiganti la vita!—Piena ho l'anima
    D'una pace gioconda!—Ami tu, forse,
    O mia Daìra, più di questa, l'ore
    Misterïose della notte?

DAÌRA

                           Ogni ora,
    Che ti fa lieto, adoro!

NABUCO (ad Afraisab)

E tu?

AFR.

                                 Risposto
    T'ha Daìra per me…. Pur, s'io dovessi
    Dirti quel che ne penso…. ti direi:
    Che notte, e sera e dì mi sono eguali!

NABUCO (ridendo)

    Ah, il terribil gigante!… Ei non conosce
    Che un piacer: la battaglia!

AFR.

                                Un altro noto
    Oggi mi fu:… quel di vederti gaio,
    O Nabuco, mio re….

NABUCO

                        Tuo re?… Qual senso
    Hanno queste parole?

AFR.

                        Esse ti dànno
    Su me, su tutti, irrevocabil dritto
    E di vita e di morte!

NABUCO

                         Ebben…. vivete!…
    Ecco il solo voler che il re v'impone
    Da questo dì….

(alzando una coppa)

                    Bevo alla tua bellezza,
    O mia dolce Daìra,… e alla tua forza,
    Fedele Afraïsab!—Forza e bellezza
    Reggan la terra!… Ad esser mite insegni
    La bellezza alla forza; e questa, all'altra,
    Insegni la virtù!…—Men sventurati
    Allor saran gli umani!

                      DAÌRA
         (anch'essa alzando una coppa)

                          Al divin raggio
    Della tua mente, o mio signore!

NABUCO

                                   E al nembo
    Che l'oscurò!

DAÌRA

                 Deh, non parlar di nembi
    In quest'ora di sole!

NABUCO

                         Il sol risplende
    Più vivo e puro dopo la tempesta;…
    Sicchè, o Daìra, alla tempesta io bevo,
    Bevo alla mia follìa!

AFR. (con terrore)

Mio re….

NABUCO (ridendo)

                                   Suvvia,
    Non temere, o gigante!—Del destino
    Strano voler!… Chi più gagliardo nacque,
    Al par di te, nelle battaglie, audace,
    Sfida la morte;… e poi, qual bimbo, trema
    All'ignoto dinnanzi.—Or io l'ignoto
    Intravvidi; sull'orlo dell'abisso
    Io m'affacciai, nè più timor m'incute!
    Del mio saldo pensier la miglior prova
    È questa!… Sol chi può narrar gli eventi
    D'un suo naufragio è salvo; e solo il pazzo,
    Che può parlar della propria follìa,
    Può ambir di savio al nome!—Oh, come sento
    Dentro le vene rifluirmi il sangue
    Per nova giovinezza!… Io benedico
    Alla febbre trascorsa!… Dal suo fuoco
    Fatto miglior m'adergo!… Or vengan dunque!
    Qual fui mi rivedranno!

(squilli di trombe)

AFR. (andando al terrazzo)

Eccoli.

                      NABUCO
         (seguendolo, guardando fuori)

                                   Ah, i miei
    Guerrieri!… Ghev!… Daràb!…

(facendo cenni di saluto)

Su!… su!… Venite

(a Daìra)

    E tu rimani, tenerezza mia,
    Vicina a me!

(Va a porsi con Daìra sotto la tenda).

SCENA II

ARGIASP—ZALA—BALTAZÀR—FASCKUN—
LORASP—TOGHRUL—GURGHIN—NUSHÈH—
MAHAFERID—GERIREH—JERAK—KUNAREND—
BÈRHAM—DARAB—GHEV.—Soldati—Dame—Detti.

NABUCO

    O satrapi e guerrieri,
    La mia fronte guardate.—A terra, come
    Quella d'un bruto, la vedeste china;
    Ed ora al ciel balda s'eleva!—Questa
    Mia man regale era una zampa; ed ora
    Man regal ridivenne,—Uscìan guaìti
    Da queste labbra; e imperïosa tuona
    Sovr'esse ancor la voce mia.—Per voi
    Or chi son io?…

ARG.

Nabuco il re tu sei!

TUTTI

Gloria a Nabuco!

ZALA

Con te stanno i Numi!

NABUCO

Alla reggia!…

AFR.

Non io!

NABUCO

Perchè?

ARG.

                                 Signore,
    Da questo dì, lontan da te, ignorato,
    Ch'io viva e muoja mi concedi!

NABUCO (scherzoso)

                                  Forse
    Te colse il mal che me cogliea?

ARG.

                                   Daìra
    Ti risponda per me!

NABUCO (a Daìra)

Parla….

                      DAÌRA
              (andando a Argiasp)

                                Con lui,
    Mio re, ne andrò….

                      NABUCO
              (sorpreso, agitato)

                        Tu?… Tu?… Con lui?… Ma quale
    Mistero è questo?

DAÌRA

                     Io d'esser sua promisi
    Se eri salvo!….

NABUCO (la fisa per qualche istante interdetto; poi, fra sè, cupamente, andando a sedere sotto la tenda)

                     Non han, dunque, nè terra
    Nè cielo gioje per Nabuco?… Chiesi
    Gloria alla terra; e la noja raccolsi!…
    Mi volsi al cielo; e un minuto d'ebrezza
    Mi costò la follìa!… E perchè ancora
    A terra e cielo io sorridevo?

(fissando Daìra)

                                 Io guardo
    Ora quel volto…. ed il perchè comprendo!
    E rivederlo non potrò più mai!…
    Più mai!… Più mai!…

(abbandona il capo fra le mani.—Pausa)

                      DAÌRA
    (avvicinandosi a lui, inginocchiandosi)

                           Signor, l'ultimo addio
    Di colei che t'amò d'accoglier degna….

(indicando Argiasp)

    Mettere il piede sul tuo capo imbelle
    Egli poteva, ed esser re…. Me volle
    A tanta infamia preferir;… ed io
    A lui fui sacra….

(alzandosi)

Addio per sempre!

NABUCO (solleva il capo; la guarda, poi seccamente)

Addio….

(andando ai guerrieri)

    E noi, guerrieri, a nuove imprese!… In alto,
    In alto i cuori!—Chi chiamarmi pazzo
    Osò?…—Costui, per Auramazda, io voglio
    Che nell'Eufrate abbia sepolcro!..,.—Pazzo
    Io non fui mai!—Pazzo ero forse quando
    A debellar Sàrmati, Egizî e Ebrei,
    Io condurvi volea?…—Pur, lo rammento,
    Su mille labbra era il sogghigno! E mille
    Mi gridarono allor: «Sogni!… follìe!
    Questi nemici, che fiaccar vorresti,
    Hanno l'armi fatate!
» Ed altri: «Sono,
    Lontani tanto che sarem stremati
    Il dì che ad essi giungeremo!
»—Oh, i vili!
    Oh, i paurosi… Lebbra della terra!—
    Pur trïonfanti noi tornammo!—E il giorno
    Ch'io delle stelle tentai la conquista,
    Pazzo ancor fui chiamato!—Or, che son gli astri?
    Dei mondi al par del nostro.—Son lontani?
    Eran lontani Egizî e Ebrei.—Le stelle
    Son più lontane?—E sia.—Ma, dove il piede
    Innoltrare non può, s'innoltra l'ala
    Dell'intelletto; ed io vi dirò il verbo
    Onnipossente che agli astri solleva!
    Come la vostra mano avrà una spada,
    Un'arme avrà la vostra lingua!—Forse
    Che ad ogni guerra non convien la scelta
    Dell'armi?…—Evvia!… Io con guerrieri parlo,
    Non con bifolchi!…

(Durante queste parole di Nabuco tutti si guardano fra loro, come dinnanzi a chi impazzisce)

                       GHEV
              (freddo, titubante)

                        O re, per questa impresa
    Vuolsi tempo e consiglio…. Ora ti piaccia
    Alla reggia tornar….

NABUCO

                          Così rispondi
    Tu freddamente?

(a Darab)

E tu?

DARAB

                        Di Ghev, signore,
    Saggia mi sembra la parola!

                      NABUCO
             (agli altri guerrieri)

E a voi?

KUN.

Ritorniamo alla reggia!…

NABUCO

                              Ah, no!… Per Ebli,
    Io tra festini e citarede ancora
    Tornar non voglio! Alla gola mi sale
    La nausea ripensandovi!

(terribile)

                           Oh, le abbiette
    Nature!… E voi, voi siete i miei guerrieri!
    Voi la parte miglior di questa greggia
    Che intorno a me si affolla?…—Ebben,… da solo
    Io compirò l'eccelsa impresa!—Agli astri
    Io vo' salir!… Non più un istante voglio
    Rimaner sulla terra!

(strappa la spada ad Afraisab, e, invasato, la brandisce)

AFR.

O re!

DAÌRA

Nabuco!

TUTTI

Signor!….

NABUCO (respingendoli)

               Lungi da me!.. Nessuno si attenti
    D'avvicinarmi!

(pausa)

                            O Dio, che il sole accendi,
    Io ti sfido!… Io ti sfido!…—-Ah… parlan gli astri!
    A me discenda la rete d'argento
    Dei raggi loro, e mi sollevi!…—O fiori
    Dell'infinito, la mia man possente
    Vi coglierà!… Vo' della luna il gambo
    Recider colla spada….—A me la luna!

(spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade a terra con un grido)

TUTTI (accorrendo)

Signor!…

NABUCO (carponi, come colto da spasimi atroci)

Ah…. su di me cadde la luna!

(toccandosi alla nuca)

    Quì una piaga m'ha aperto!…Oh, strazio!…Oh strazio!
    Deh…. chi mi uccide?

(sviene)

TOGHRUL (ai cortigiani)

                          Or sarem noi d'un pazzo
    I servi?…

DARAB (ai guerrieri)

E noi d'un bruto?…

LORASP

                                   Evvia, giammai
    Di Caldea risalir potrà costui
    Sul trono!

GHEV

Evviva Argiaspe re!

TUTTI

                                  Al novello
    Re di Caldea sia gloria!

ARG.

                            E di Nabuco
    Sul trono io salirò….

(a Jerak, che si allontana)

Della partenza

Or l'inno intoni il popol di Giudea.

(avvicinandosi a Daìra)

    Sempre con te verrà l'anima mia,
    O Daìra,…—Ah, il pensier che tu morrai
    Da me lontana, ogni fulgor m'oscura
    Di regale maestà!

(Zala fa atto di allontanarsi; Argiasp muove per seguirla)

                       GHEV
   (soffermando Argiasp, additandogli Nabuco)

                                   Come fedeli
    Gli fummo, a te sarem fedeli Argiàsp:
    Questo solo può dir chi d'uom di guerra
    Merita il nome.

(Nabuco rinviene a poco a poco, guaìsce e lambe le mani di Daìra)

AFR. (a Ghev)

                              Anch'io son uom di guerra,
    E tal nome pretendo; eppure a Argiàsp
    Io fedeltà non giuro.—A re Nabuco,
    Vincitor, la giurai; e a re Nabuco,
    Il vinto, vo' serbarla!

DARAB

                           Del guerriero
    Può sul labbro sonar forse il rimpianto
    Per chi morì coll'arme in pugno…. A un pazzo,
    Che va carponi, ei non può dar che beffe!

(movimento di Nabuco)

KUN.

    Addio, Nabuco!—Signor della terra
    Fatto t'aveva il valor nostro…. Il braccio,
    Tanto gagliardo da reggerne il peso
    Bêl non ti diede;… ed or fiaccato giaci
    Come brïaco di monelli a scherno.

(Nabuco stende rapidamente la mano, riafferra la spada, s'erge terribile; ma ricade gemendo.—Tutti arretrano spaventati, poi crollano il capo)

GHEV

Andiam!

(Tutti si allontanano, meno Nabuco, Afraisab e Daìra).

SCENA III

             NABUCO—AFRAISAB—DAÌRA
              (il giorno tramonta)

                      NABUCO
                 (sollevandosi)

                     Lontani sono alfine?… Soli
    Alfin siam noi?

AFR. (tremante)

Signor!

NABUCO (ridendo)

                          Fa cor, gigante,
    E plaudi al re!—No, non un pazzo io sono!
    Stato un pazzo sarei se in mezzo a loro
    Ritornato foss'io!—Ah, mia Daìra,
    Io conquistar volevo il cielo?… Ebbene
    La mia brama è compiuta!…

(l'abbraccia e porge la mano a Afraisab.—S'ode un canto in lontananza)

NABUCO

                               Sì…. Sciogliete
    Della liberazion l'inno, o Giudei!
    Io pure sciolgo il mio!…—Libero sono!
    E, come voi, lontan da Babilonia
    Io fuggirò….

DAÌRA—AFRAISAH

Tu?

NABUCO

Sì…. con voi….

AFR.

                                       Nabuco,
    Il re del mondo, fugge?!

DAÌRA

                            E gloria, e trono,
    E vendetta così tu lascerai?

NABUCO

Sì…. Per te!

DAÌRA

                  No…. Per me non vo' che insozzi
    L'infamia il nome tuo!… Costoro, vivi
    Solo per te, doman su bronzi e marmi
    Incideran l'orrenda storia; e gli uomini
    Delle più tarde età ripeteranno:
    Che un bruto fu, chi tra i mortali ergeva
    Come un Nume la fronte!—Il mio destino
    Compier, deh, lascia…. perchè il tuo si compia!
    Te solo al mondo io amo, e della vita
    T'amo ben più;… sicchè per te potrei
    Ogni angoscia soffrir, fuor del rimorso
    D'averti tolta la tua gloria.

(a Afraisab)

                                 Ah, corri,
    Corri alla reggia, Afraïsab, e grida:
    «Mentì Nabuco, il re, la sua follìa!
    Fra voi ritorna il domator del mondo!
    A terra!… A terra!
»

NABUCO

(ad Afraisab, che fa per allontanarsi)

Fèrmati!

(a Daìra, piegando un ginocchio dinnanzi a lei e allacciandole la persona colle braccia)

                                   Divino
    E debol corpo di fanciulla, lascia
    Ch'io fra le braccia ora ti stringa, come
    Divoto un'ara d'alabastro!

(pausa—poi Nabuco si alza—conduce Daìra al proscenio)

                              Ed ora
    Odi: Nabuco, il domator tremendo,
    È spento in me…. La sua mission compiuta
    È sulla terra:… missïon feroce
    E fatal!… Chè Nabuco era la guerra!—
    Era la gloria?—Sta nell'ardue imprese
    La gloria vera; ed ardua impresa quella
    Della guerra non è!—Perfidi e vili
    Nascono a mille fra le umane genti;
    E chi ai perfidi giova e i vili aggioga
    Coglie facil trionfo,… e della guerra
    La sapïenza è questa!…—Eppur si strugge
    Tal sapienza da sè!—Nell'urto orrendo
    Dei combattenti, cola il sangue; e l'atra
    Rugiada sembra diventar cemento!
    Un tempio è il mondo, che invisibil mano
    Assidua innalza, e di cui pietra a pietra
    Salda col sangue…. Il vincitore al vinto
    Impone arti e costumi; e il vinto a lui.
    Io soggiogai gli Ebrei colla mia lancia;
    E, colla scienza lor, gli Ebrei me han vinto!—
    Quando compiuto sarà il tempio?—Ignoro!
    So che compiuta è la missione mia
    Di recar sangue;… e che compiuta, un giorno,
    La griderà l'intera schiatta umana
    Com'io in quest'ora!

(baciando in fronte Daìra)

                        Ah, la follìa ripreso
    M'avrebbe,… sì,… senza di te!… Che ad essa
    Guidan del pari, se confin non hanno,
    E l'inopia e il poter; sicchè Nabuco
    Pazzo divenne, possedendo il mondo,
    Come quel vecchio mandrïano, a cui
    Arsa avean la miserrima capanna
    I miei soldati….

(interrompendosi a un tratto)

                      Or, come mai,… perchè
    Questa memoria mi tornò?…

(ad Afraisab)

                               Ricordi,
    Afraïsab, la scena?

AFR.

                       Ah…. La ricordo!
    Sì…. Fu la sera d'una pugna, in Libia….
    Sotto la tenda noi stavamo a mensa,
    Quando, uggiolando, entrovvi il mandrïano.
    Egli i capegli si strappava; avea
    Nelle pupille della febbre i lampi,
    E gridava: «Ov'è il re?… La mia capanna
    Ei m'ha distrutto,… e il suo palazzo io voglio!
    M'invidïava se il mio ben mi tolse….
    E mandrïan dunque ei divenga, ond'io
    Possa invidiarlo alla mia volta!… A lui,
    Ecco, il vincastro io reco… A me il suo scettro!
»
    Tu fulminasti d'uno sguardo il vecchio….
    Ed io…. la testa gli spaccai!…

DAÌRA (inorridita)

Ah….

NABUCO

                                            Atroce
    Scena di guerra!…—Ah, quell'immane fiotto
    Di caldo umano sangue!…

AFR.

                             …. E sì possente
    Che ne fu piena tutta la tua coppa!…
    Teco tu, allora, mi traesti, preda
    A uno strano terror;… tu, che veduti
    Pur tanti morti e tanto sangue avevi!
    E, senza posa e senza meta, errammo
    Tuttaquanta la notte!

NABUCO.

                         … Oh, come parmi
    Rivivere in quell'ora!

AFR.

                          … L'alba prima
    Ci trovò in mezzo ai monti….

NABUCO

                                  … In una verde
    Valle silenzïosa….—La rivedo
    Come vi fossi!…—A picco, d'ogni parte,
    Sorgean pareti di granito; e solo
    Vi si accedea per una stretta gola.
    Ed io ti dissi: «Se qui entrasse quegli
    Che più m'abborre, ed io, con una rupe,
    Quella gola chiudessi, ei prigioniero
    Rimarrebbe in eterno!
»

(pausa—Nabuco rimane un istante pensieroso; poi di balzo)

                           Ah, per i Numi,
    L'incantevol miraggio!

DAÌRA (tremante)

Ebben, che pensi?

NABUCO

    Penso che riveder vorrei la verde
    Valle silenzïosa!

(a Daìra)

                     E tu vederla
    Non vorresti con me?

DAÌRA

                        Teco non devo
    Fors'io venir dove tu vai?

AFR.

                              La rupe
    Io, Nabuco, sarò;… ma viva rupe,
    Che te prigion non chiuderà, ma al varco
    Sarà difesa….

NABUCO

                   E sia!… Orsù…. già splende
    La prima stella….

DAÌRA

Andiam….

(vanno tutti verso il fondo in atto d'allontanarsi.— A un tratto Nabuco si sofferma).

                      NABUCO
         (a Daìra, indicando di fuori)

                                 Vedi…. Seduto
    Presso la sponda, il battellier ci aspetta,
    Che tante volte ci guidò la notte
    Ignoti e soli….—Or tu lo chiama….

DAÌRA (chiamando)

Ormuzde….

SCENA ULTIMA

ORMUZDE e Detti

                     ORMUZDE
(guardando Nabuco e Daìra lietamente, come riconoscendoli)

    Ah…. siete voi, miei belli innamorati?
    Per molte sere v'ho aspettato invano,
    E m'angustiava, insieme alla moneta
    Ch'io perdevo così, questo pensiero:
    «Che non vi amaste più!…»—Sì bella cosa
    È amarsi!…

AFR. (ridendo)

E andare in barca!…

ORM.

Oh, sì…. anche questo!

(a Nabuco e a Daìra, come invitandoli a precederlo)

    Or degnatevi dunque….—Ove condurvi
    Devo stanotte?

NABUCO

All'altra sponda….

                       ORM.
              (indicando Afraisab)

                                       Tutti?…
    Anch'ei?

AFR.

Sì…. Anch'io!… Su!…

DAÌRA (commossa, volgendo lo sguardo intorno)

Addio, mio bel giardino!

NABUCO

    Cresceran rose gialle anche fra i monti
    Della Libia,… cònsolati! E saranno
    Sempre le stesse!

(Raccoglie la spada, recide il ramo d'un roseto, lo dà a Daìra, poi rigetta la spada a terra.—Indi con Daìra si avvia ancora verso il fondo, mentre Afraisab rimane immobile e perplesso fissando la spada)

NABUCO (a Afraisab)

Orsù,… vieni gigante?

                       AFR.
     (indeciso, indicando la spada a terra)

    Signor,… la spada!… Pur non so s'io debba
    Con noi recarla….

                      NABUCO
  (dopo un momento d'indecisione, sorridendo)

Il battellier decida!

(a Ormuzde, indicandogli la spada)

    Odi: L'arbitro sei: Noi qui quell'arme
    Dobbiam lasciare, oppur con noi recarla?

                       ORM.
            (raccogliendo la spada)

Un arme?…. Sempre!… Finchè è tristo il mondo

(Afraisab lo abbraccia.—Ormuzde, sorpreso, lo guarda e ride; poi tutti si allontanano rapidamente dal fondo).

FINE DEL POEMA.