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Naja tripudians

Chapter 18: XVII.
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About This Book

La narrazione si concentra su un parto rurale che mette in luce i limiti della medicina e l'impotente angoscia del marito mentre la donna sopporta un travaglio prolungato. Le scene si spostano tra cottage e villaggio, mostrando la famiglia ansiosa: una figlia maggiore, una maestra premurosa e un medico pratico. Attraverso dettagli domestici intimi e riflessioni fatalistiche, l'opera medita sull'interazione tra natura e azione umana, sul peso delle aspettative genitoriali e sul sottile confine tra nascita e morte, seguendo come un singolo evento riplasmi i legami e lasci un'eco irrisolta sul destino del neonato.

XVII.

«Signorina Myosotis,

«Lei deve perdonarmi. Non pensavo di vederla mai. Già, tra pochi giorni dovevo partire per la Scozia.... e, come ha detto lei, la Scozia è lontana....

«Le sue lettere, fin dalla prima, erano così deliziose! Non potevo non rispondere. E dopo, non ho più trovato il coraggio di disilluderla, nè di allontanare da me il suo affetto così dolce e fidente. E perchè avrei dovuto farlo?

«Non fu che ieri, vedendola impallidire, vedendo i suoi occhi riempirsi di lagrime, che ho capito di aver avuto torto, e mi sono pentito e vergognato come di una mala azione.

«Le ho detto che da vent'anni — cioè, dacchè dovetti lasciare l'accademia di pittura a Parigi per la morte di mio padre — lavoro per questo giornale. Vi compio le mansioni più svariate: sono il critico letterario e teatrale; sono il critico d'arte; e — dal giorno lontano in cui la prima ed autentica zia Marianna scappò col proto e con la cassa della redazione — sono la zia Marianna. Molte volte sono anche «Un fedele lettore», «Un abbonato che protesta», o «Un cittadino sdegnato», spinto a queste svariate attività dal buono ma tirannico direttore del giornale.

«Egli oggi assai si rammarica di veder partire nella mia persona quasi l'intero personale della sua redazione. Anche a me dispiace; ma faccio un passo avanti nel giornalismo: divento redattore-capo della Gazzetta d'Edimburgo.

«Mia madre, che è nativa di quella città, è felice di tornarvi.

«Ecco, signorina Myosotis, tutta la mia semplice biografia.

«Ed ora, se osassi, le chiederei un grande favore. — Oserò, tremando.

«Parto tra otto giorni. Vorrei prima di partire vederla ancora una volta; e vorrei che mi fosse concesso di scorgere per un solo istante la sorellina, la piccola Leslie, dai capelli biondi «come i raggi del sole e della luna misti insieme».... Vorrei portar via con me l'immagine sua accanto a quella di Myosotis....

«Non è la zia Marianna che lo chiede; è il critico d'arte — il pittore mancato — che vorrebbe portarvi via entrambe nella sua memoria come vi ha vedute nei suoi sogni: bionde come il miele, bionde come le primule, aureolate della vostra bianca giovinezza!...

«Il treno che mi porta verso la gelida Scozia passa dalla stazione di Westham — non lontano da Wild-Forest. Se scendessi, fra un treno e l'altro, potrei traversare le brughiere e giungere a Rose Cottage verso il mezzogiorno.

«Me lo permettete?

«Vedrò Leslie; saluterò vostro padre; dirò buon giorno alla vecchia Jessie.... (Come li conosco tutti traverso le vostre lettere!...)

«E dirò addio — addio per sempre! — a Myosotis».

«Laurence Wilmer».