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Note di un viaggio in Persia nel 1862

Chapter 27: Pesci.
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About This Book

La narrazione mescola resoconti di viaggio e annotazioni scientifiche raccolte durante una missione diplomatica con componenti militari e di ricerca. Attraversando il Mediterraneo, Costantinopoli, il Caucaso e le province persiane, registra itinerari, paesaggi, consuetudini locali e pratiche di viaggio; descrive geologia, fauna e flora locali, tecniche agricole e sistemi d'irrigazione, nonché osservazioni zoologiche e raccolte di esemplari. Alterna impressioni personali, notizie raccolte e rilievi naturalistici, e offre dettagli su stazioni postali, caravanserai, accoglienza e organizzazione della carovana, con uno stile che oscilla tra diario e rapporto scientifico.

Rana cachinnans. Pall. È molto incerto se questa specie debba andar distinta dalla commune R. esculenta di Europa. La diversa macchiettatura e la diversa voce farebbero propender per l’affermativa. Sarebbe allora da riferirsi a questa specie la rana commune da Trebisonda per tutta la Persia occidentale.

R. oxyrhina. Steenslr. Probabilmente la vera R. temporaria manca nella Persia occidentale. Gli individui da me raccolti presso il lago Goktscha ed a Sultanieh presentano tutti i caratteri dell’oxyrhina.

Bufo variabilis. Pall. S’incontra dovunque siano pozzanghere o stagni.

Pesci.

Avendo già enumerate la specie finora conosciute del Caspio, eviterò una inutile ripetizione, e farò cenno soltanto de’ pesci degli altipiani della Persia, e de’ confinanti paesi, lamentando che il mio bottino ittiologico, per sè stesso non ricco, siasi ancora assottigliato dalla perdita di una molto bella collezione fatta a Sainkalè.

Gobius macropus. De Fil.

Minor: corpore subcilindrico; pinnis pectoralibus et ventralibus valde elongatis; squamis semicircularibus.

D. 6 — 18. A. 14. V. 12. Squam. ser. long. 56. ser. vertic. 22.

Di color pallido, con poche macchiette brune disseminate, e liste longitudinali brune sulle natatoje dorsali e sull’anale. Pettorali con raggi assai lunghi, arrivanti fino al 3º raggio della 2ª dorsale; la ventrale lunga che, distesa sul ventre, oltrepassa l’apertura anale. Occhio grande più di un terzo del capo; superiormente l’uno quasi contiguo all’altro.

Dal lago Palestem presso Poti.

Cyprinion tenuiradius. (Heck. Fische Syriens. pag. 159) contorni di Schiraz (Doria).

Systomus alpinus. De Fil. (Syst. albus var alpina Heck. op. cit. pag. 155). Trovo conveniente convertire in nome specifico quello dato da Heckel alla varietà di Persia del suo Sys. albus, dissonando troppo quest’ultimo nome per una specie di color piombino scuro. Portata da Schiraz dal marchese Doria.

Barbus lacerta. Heck. (op. cit. pag. 54. tav. II. fig. 1). Molti individui delle sorgenti dell’Eufrate presso Erzerum mi furono spediti dal cav. Bosio R. console d’Italia in Trebisonda.

B. Cyri. De Fil. Questa specie del Kur presso Tiflis, fu da me confusa colla precedente. (Archivii di zoologia, ecc. tomo II, Modena 1863). Mi risulta invece, dopo il confronto col vero B. lucerta, come affatto distinta per l’occhio notevolmente più piccolo, le labbra meno carnose, il 3º raggio della dorsale molto più grosso per due terzi della sua lunghezza, e coll’apice molle.

Dal B. scincus Heck, al quale pure molto rassomiglia, si distingue per le squame più piccole.

D. 2 — 8. A. 2 — 5. Squam. scr. 66 13⁄13.

B. miliaris. De Fil.

Microlepidotus: corpore elongato; centro oculi supra, apice operculi infra axin corporis. Radio osseo pinnae dorsalis supra pinnarum abdominalum origine, margine postico serrato, apice molli.

D. 2⁄8. A. 2⁄6. V. 1⁄8. P. 1⁄14. Squam. ser. 92 18⁄20.

Gli occhi superiormente sono fra loro distanti di un diametro e mezzo. Fra l’occhio ed il cirro angolare corre poco più di un diametro oculare. La pupilla è superiore, l’apice dell’opercolo invece è inferiore all’asse del corpo. Il diametro oculare sta quattro volte e mezza nella lunghezza del capo; e la lunghezza del capo misura altrettante volte la lunghezza totale, compresa la coda.

Finalmente macchiettato di nero anche sul ventre e sulle pinne dorsale ed anale.

De’ fiumicelli presso Teheran.

Abramis microlepis De Fil.

Corpore compressiusculo, longitudine altitudinem ter superante.

Capite impressione nuchali a thorace distincto. Linea lateralis in medio corporis. Squamae exiguae.

D. 2⁄9. A. 2⁄17. Squam. ser. 82 15⁄15.

La lunghezza del capo misura una volta e mezza l’altezza del corpo. La mascella superiore è alquanto sporgente; la bocca piccola. Il diametro oculare è uguale ad un quarto della lunghezza del capo. La perpendicolare calata dal primo raggio dorsale corrisponde alla metà delle ventrali adagiate sul corpo.

Argenteo, verdastro sul dorso. Una fascia scura longitudinale ai fianchi circa al terzo superiore dell’altezza del corpo. Pinne bianco-ranciate; la dorsale coll’apice nerastro.

Del Kur, presso Tiflis.

Questa specie è molto affine al Cypr. chrysoprasius di Pallas (Zoographia Rosso-Asiatica, pag. 318), ma se ne distingue per tre soli raggi alla membrana branchiostega, come nelle altre specie del genere, e per un minor numero di raggi alla pinna anale.

Capoeta chebisiensis (Keys). (Neue Cypriniden aus Persien pag. 8, tav. 11).

C. saadi (Fleck). (Op. cit. pag. 158).

Esemplari di questa e dell’antecedente specie furono raccolte dal march. Doria presso Schiraz.

C. umbla? (Heck). (Op. cit. pag. 70).

Fra i pesci raccolti a Sainkalé nell’Abhar, e che andarono perduti, una specie vi era che pe’ caratteri generali e sovratutto per la minutezza delle squame si ravvicina a questa.

C. socialis (Heck). (Op. cit. pag. 115).

C. fratercula (Heck). (Op. cit. pag. 69).

Le piccole capete così frequenti in tutti i fiumicelli da Tauris a Teheran si riferiscono in massima parte a queste due specie.

Squalius turcicus. De Fil. Molto assomigliante allo Sq. cavedanus. Taglio della bocca obbliquo. Mascella inferiore alquanto sporgente. Diametro dell’occhio misurante 5 volte la lunghezza del capo: questa subeguale all’altezza del corpo, e misurante 5 volte la lunghezza del corpo stesso. Fronte piana, larga: il diametro oculare sta 1 3⁄4 nella distanza fra un occhio e l’altro. Perpendicolare del 1º raggio dorsale cadente sulla 16ª squama della linea laterale. Pinna anale piuttosto alta, arrotondata, squame grandi 41 7⁄3. D. 2 — 8. A. 2 — 9. Dell’Arasse presso Erzerum. Avuta dal cav. Bosio.

Telestes leucoides. De Fil.

Habitus, corporis proportiones, pictura, uti in Leucode aula. Pinna dorsalis ventralibus retroposita.

D. 2⁄8. A. 2⁄9. Ser. squam. 40 7⁄4.

Rassomiglia perfettamente ad uno dei pesci più volgari di Lombardia e di Piemonte, che è il Leucos aula Bp; ma se ne distingue per que’ caratteri che separano il genere Telestes dal genere Leucos cioè per avere due ordini di denti faringei, e non già un ordine solo. Proprj di questa specie, in confronto delle congeneri, sono la forma del corpo assai meno svelta, l’attacco della dorsale dietro quello delle ventrali, le grandi squame.

Ho trovato questa specie in un rigagnolo presso Batum.

Phoxinus Marsilii (?) Heck.

Nello stesso fiumicello di Batum guizzavano in gran numero dei Phoxinus dalla linea laterale distinta e continua fino alla coda, e nei quali spiccava un carattere che io non ho mai riscontrato, in alcuna stagione, nel commune Ph. levis d’Europa: l’angolo superiore dell’opercolo rilevato e di color bianco, d’onde risultavano due macchiette laterali bianche marcatissime. È noto che Heckel, autore della specie che porta il nome di Marsilii, la ha poscia ricongiunta al Ph. lœvis.

Alburnus Eichwaldii. De Fil. Cypr. alburnus Lin. juxta Eichw.

Corpore elevatiusculo: longitudine altitudinem quater superante. Oculis majusculis.

D. 2⁄8. A. 2⁄12. Squam. ser. 50 11⁄7.

Corpo più elevato che nelle specie congeneri: la sua altezza sta quattro volte nella lunghezza, compresa la pinna caudale. Muso acuto; la mascella inferiore poco sporgente. Dorsale posta molto all’indietro dell’attacco delle ventrali. Linea laterale che segue la curva del ventre. Dorso bruno verdastro chiaro. Una striscia nerastra longitudinale equidistante dal profilo del dorso e della linea laterale.

Abbondantissimo nel Kur presso Tiflis.

A. iblis. Heck. Erzerum. Arasse. Eufrate.

A. Doriæ. De Fil.

Rassomigliante pei colori e per le proporzioni alla specie precedente, ma distintissimo per le squame assai più grandi. Sq. 53 8⁄4. D. 3 — 7. A. 3 — 9.

Linea laterale quasi diritta, cioè che lo distingue dal Leuciscus albuloides. Val. Portato dal marchese Doria dai dintorni di Schiraz.

Cobitis persa. Heck. (Op. cit. pag. 164).

È la specie la più abbondante e la più diffusa di tutti i fiumicelli della Persia; e così rassomigliante in tutto alla C. insignis Heck. di Siria, da non doversi da questa specificamente separare.

C. merga. Krinicki.

Questa specie, da cui non sembrami punto differire la C. malapterura Val, e sarei per dire neppure la C. tigris Heck, fu da me trovata ne’ fiumicelli di Sartschem e di Sainkalé, ma in scarso numero di individui.

Acanthopsis aurata. De Fil.

Habitus Acanth. taeniae, sed corpore longiore, cirris longioribus, aculeo infraorbitali cum diametri verticalis oculi prolungatione coincidente. Corporis lateribus et abdomine nitide auratis.

D. 1 — 7. V. 7. P. 8. A. 1 — 6.

L’altezza del corpo sta 6 1⁄2 nella lunghezza totale. Cirri lunghetti: il mascellare esterno disteso sulla guancia arriva al maggiore anteriore dell’orbita. Spina sottorbitale corrispondente alla perpendicolare calata dal centro della pupilla. Colori distribuiti come nella C. taenia; più distinte però sono le macchie quadrate nel mezzo del dorso, e fra esse e le macchie laterali nebulosità sfumate. Lati del corpo e ventre di un bel dorato brillante.

Trovata in un fiumicello presso Sartschem.

Petromyzon. Molti individui ancora allo stato di larva (Ammocætes), furono da me pescati in un ruscello presso Batum. Rassomigliano in tutto alla commune piccola lampreda d’Europa, (P. Planeri sen Ammocætes branchialis), colla sola differenza delle dimensioni alquanto maggiori. Non avendo potuto rinvenire la forma adulta, la specie non mi riesce determinabile.

Qui finisce l’elenco degli animali vertebrali osservati nel nostro viaggio.

Il ricchissimo bottino entomologico che trovasi tuttora nelle mani del march. Giacomo Doria non sarà così presto scientificamente ordinato. Il giovane naturalista che ha troppo gustate le emozioni della vita attiva per campi inesplorati, le immediate soddisfazioni del ricercatore felice, è ancora impaziente del tranquillo minuto e duro lavoro del gabinetto. Per non lasciare però a questo posto una troppo grave lacuna, darò qui, valendomi delle osservazioni stesse communicatemi durante il viaggio dal mio amico Doria, un abbozzo che esprima almeno l’impressione generale del carattere dominante nella fauna entomologica del paese percorso.

Come nelle altre classi del regno animale, la Persia non offre nulla di caratteristico in quella degli insetti. Non vi sono tipi particolari al paese. È la fauna circum-mediterranea nel nord e nel centro; quella d’Egitto e di Siria, con aggiunte di alcune poche specie indiane, nel sud, fino alla sponda del golfo persico. Di coleotteri la Persia è poverissima. I deserti salati, che per i due terzi formano la faccia del paese, sono poco favorevoli allo sviluppo delle specie. Pochi Tenebrionidi, Adesmie, Pimelie, Tentirie, abitano quelle immense desolate pianure. Fra le radici delle salsole, e di altre piante caratteristiche dei terreni salini sono abbondanti alcuni Dyschirius e specie di Anticini. Quest’ultima famiglia è una delle più riccamente rappresentate nella Persia. La completa mancanza di foreste e la grande aridità (si eccettuino sempre il Ghilan ed il Mazanderan), spiegano la grande scarsità de’ Carabici. Negli altipiani, Doria non ebbe a trovare una sola specie di Carabus, soltanto una piccola Calosoma che di giorno corre sui terreni infuocati del deserto, ed è veramente caratteristica del paese per la sua grande estensione dalle falde dell’Elburz fino alle sponde del golfo Persico. Uguale distribuzione geografica ha il Metabletus exclamationis, abbondante del resto anche in Siria ed a Cipro. Poverissima vi è la famiglia degli Idrocantari, ed appena mediocremente rappresentata quella de’ Brachelitri. I prati, così di piano come di monte, che in primavera ricuoprano alcune più fortunate parti del paese, sono abbastanza ricchi di insetti florali. Le Cantharis, le Litte, le Mylabris, le Cerocome, ed alcuni bei Cleriti, vi sono abbondantissimi. Anzi le Mylabris sono caratteristiche del paese per eccellenza. Gli Elateridi vi sono in numero minimo. Non così i Buprestidi, rappresentati dalle belle Iulodis viventi in famiglia innumerevoli sull’Alhagi camelorum, dalle grosse Capnodis de’ salici, e da molte piccole specie assai interessanti. Lamellicorni e Cerambicini pochissimi. Fra i primi qualche bel Rizotrago: straordinariamente commune la Polyphylla fullo, e commune pure qualche bella Cetonia, per esempio la Oxythyrea cinclella, che rappresenta, come in tutto Oriente, la volgare stictica di Europa. Fra i secondi qualche specie di Oberea, Clytus, Leptura, e la solita Aromia ambrosiaca, ma di grosse specie nulla. La povertà di queste due ultime famiglie è sufficientemente spiegata nella Persia dalla mancanza di vecchi tronchi in decomposizione. Meno alcune specie di Altiche, e la communissima Coccinella 7-punctata, di Crisomeline e Coccinelle vi è grande scarsità. Pochi Curculioniti, ma in compenso di specie assai interessanti. Grande abbondanza di Ortotteri, ma più di individui che di specie. La scarsità di aque trae con se una grande povertà di Neurotteri. In quei grandi deserti sono però numerosissimi i Formicaleoni, e non rari tumuli di Termiti. Sulle montagne alcune belle Erebie, e nelle pianure alcune Pieridi ed Antocaridi sono i più abbondanti tra i Lepidotteri. La Persia è il paese degli Asilidi e degli Antracidi tra i Ditteri. L’ordine degli Imenotteri poi è riccamente rappresentato, specialmente dalla specie scavatrici. Di Emitteri assoluta penuria, eccettuate alcune piccole specie interessanti, abitatrici de’ paesi sabbiosi.

Un paese arido e monotono quale è la Persia non può offrire copia nè di specie nè di individui tra i Molluschi. Le poche specie raccolte nel viaggio furono sottomesse allo studio del giovane e cultissimo naturalista Arturo Issel, il quale ne ha fatto argomento di una bella monografia che vedrà fra non molto la luce ne’ volumi della R. accademia delle scienze di Torino. Il Ghilan deve presentar senza dubio una fauna malacologica discretamente ricca e svariata, ma noi non abbiamo fatto che attraversarlo rapidamente. Accenno qui il fatto singolare del non aver noi trovato nei fiumicelli della Persia alcun rappresentante de’ generi Unio ed Anodonta, e trascrivo, dal lavoro del signor Issel, l’elenco delle specie viventi terrestri e fluviali del paese percorso.

  • Melania tuberculata. Müll. Nelle aque termali di Kerman.
  • Melanopsis mingrelica. Bay. Poti: pochissimo distinta dalla prœrosa.
  • M. Doriæ. Iss. Kerman.
  • Paludina mammillata. Küst. Poti.
  • Bithynia hebraica. Bourg. Nel Sanga presso Erivan.
  • B. Uzielliana. Iss. Kerman.
  • Neritina (Theodoxus) fluviatilis. (L.) Poti.
  • N. schirazensis. Parr. Erivan.
  • N. Doriæ. Iss. Kerman.
  • Succinea Pfeifferi. Rosm. Armenia.
  • Zonites lucidus. Drap. Armenia.
  • Helix syriaca. Ehren. Erivan. Ghilan.
  • H. Langloisiana. Bourg. Schiraz.
  • H. derbentina. Andrz. Ghilan.
  • H. Krinickyi. Andrz. Caucaso. Ispahan.
  • H. atrolabiata. Kryn. Ghilan.
  • H. stauropolitana. A. Schm. Ghilan.
  • Bulimus interfuscus. Mouss. Armenia.
  • B. sidoniensis. Fer. Ghilan.
  • B. polygyratus. Reeve. Bender Abbas.
  • B. subcylindricus. Lin. Dovunque.
  • B. Doriæ. Iss. Ispahan.
  • B. anatolicus. Iss. Trebisonda. Erivan.
  • B. Bayerii. Parr. Ispahan.
  • Id. var. Kubanensis. Bay. Armenia.
  • B. tridens. Müll. Ghilan.
  • B. (var. attenuatus. Iss.) Trebisonda.
  • B. Isselianus. Bourg. Rive del lago Goktscha.
  • B. ghilanensis. Iss. Ghilan.
  • Pupa armeniaca. Iss. Erivan.
  • Clausilla canalifera. Ross. Armenia.
  • C. Duboisii. Charp. Trebisonda. Armenia.
  • C. foveicollis. Parr. Transcaucasia. Erivan.
  • C. erivanensis. Iss. Erivan.
  • C. Lessonæ. Iss. Ghilan.
  • Cyclostoma costulatum. Pfeiff. Trebisonda. Erivan.
  • C. glaucum. Pfeiff. Ghilan.
  • Planorbis complanatus. Lin. Armenia.
  • Ancylus Janii. Bourg. Erivan.
  • Lymnæus palustris. Müll. Kerman.
  • L. limosa. Lin. Enzeli.
  • L. Filippii. Iss. lago Goktscha.
  • L. auricularia. Lin. Kerman (var. persica).