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Pompei

Chapter 2: DUE PAROLE SU QUESTA SECONDA EDIZIONE.
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About This Book

This work explores the ancient city of Pompeii, vividly depicting its life, culture, and the events leading up to the catastrophic eruption of Mount Vesuvius. Through a blend of historical narrative and imaginative reconstruction, it brings to life the customs, beliefs, and daily activities of its inhabitants. The author delves into the archaeological findings, inscriptions, and ruins, presenting a detailed account of the city's religious practices, commerce, and social dynamics. The text serves as both a historical document and a literary reflection on the past, inviting readers to engage with the echoes of a civilization frozen in time.

DUE PAROLE SU QUESTA SECONDA EDIZIONE.

È nel mondo una nobile e poetica scienza, la quale risveglia i morti — strappa dalle loro ossa i secolari lenzuoli — gli aiuta ad escir dai sepolcri — e, rimpolpati e rifatti, gli veste graziosamente dei loro pepli, delle loro tuniche, delle loro stole, delle loro clamidi leggere. Nè ancor paga, cotesta fata benefica raccoglie nel vasto carnaio una infinità di oggetti svariati e belli, coperti dalla polvere dell’obblio, e gli restituisce a quelli che un giorno li maneggiarono. Quindi, sorretta dal suo fine criterio e dai consigli di una illustre sorella, rifà vivi uomini e cose dinanzi alla riscossa e curiosa fantasia.

Le due parenti — l’Archeologia e la Storia — a me soccorsero nell’arduo tentativo di questo nuovo genere di letteratura italiana che per la seconda volta offro ai lettori. Le iscrizioni graffite e i ruderi eloquenti operarono il resto.

Le varie epoche dei racconti sono istoriche. Istorici i nomi di quei che parlano e agiscono, possibilmente e quasi sempre collocati sulla scena che loro fu propria. Molte frasi ch’escono da quelle bocche le deciferai sulle pareti, mute per dieciotto secoli.

Ho abitato, dì e notte, per cinque mesi continovi la città dei morti. Ed i morti risposero alle mie premurose e studiate evocazioni.

Al pari degli antichi artisti di sangue pelasgo-italiota non lavorai pei ricchi o per piacere ai potenti, sì, pel Dio unico, per la Libertà, per la Patria.

Di Pompei, ai 25 marzo 1865

C. Aug. Vecchj.