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Racconti poetici

Chapter 34: NOTE:
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About This Book

A curated selection of narrative poems presented in Italian translation, framed by a dedicatory address, a translator's preface, and a compact biographical sketch of the poet. The verses range from short lyrical pieces to longer tale-like poems that blend folkloric motifs, vivid imagery, wit, and emotional intensity. The translator's notes elucidate linguistic choices and formative influences, while the biographical section sketches the poet's early education and artistic development. Together the components offer a varied portrait of the poet's tonal shifts, narrative skill, and melodic language.

Errata-Corrige.

Pag. 25, lin. 1. attardato leggasi ritardato
» 131, » 23. livore lepore
» 142, » 32. cuore nome
» 153, » 14. asse asso

NOTE:

1.  L’s che sussegue all’u deve pronunziarsi come l’sc in scisso. Non potendo rappresentare quella pronunzia esattamente, abbiamo scelto l’ortografia che meno se n’allontana. In Francese, si può scrivere il nome di Puschin come va pronunziato, cioè Pouchkine.

2.  Così si pronunzia e così va scritto e non già czar, come lo scrivono i giornali, sebbene tal maniera di scrivere quella voce sia condannata da tutti coloro che sanno un poco di russo.

3.  Alessandro Puschin non è il solo esempio di uno scrittore mezzo moro: il romanziere Alessandro Dumas è figlio di un mulatto, e porta sulla fisionomia tutti i caratteri di quella razza.

4.  Il celebre critico tedesco Federico Schlegel ha fatto un bellissimo parallelo fra l’Ippolito Stefanoforo di Euripide e la Fedra di Racine; rileva tutte le mende della tragedia francese e tutti i pregi della greca alla quale assegna la palma.

5.  Cane che leggeva, ballava e tirava di spada.

6.  Celebre cuoco di Luigi XIV. Il nome di Vatel si usa per antonomasia.

7.  Vedi a pag. 163 di questo volume.

8.  In russo morosui.

9.  In russo rosui.

10.  Un vol. di 32 pag. in-8.

11.  Aúl chiamano i Circassi i loro accampamenti o villaggi.

12.  Bevanda fatta d’acqua e di latte di cavalla agro.

13.  Sorta di ferraiuolo di panno nero e di pelliccia.

14.  Così chiamano i Circassi il vino.

15.  Antico re e conquistatore tartaro.

16.  V’è nei villaggi russi un ispettore che percorre le strade di notte picchiando sopra delle lastre di ferro.

17.  Invito alla preghiera.

18.  Il diavolo, dal greco διαβολος.

19.  Cavaliere arabo.

20.  Un infedele, un miscredente.

21.  Nome dei re dei Tartari.

22.  Sorta di monaco che fa voto di povertà.

23.  È noto che i Musulmani hanno sempre in mano una corona, chiamata Cespì, che ha altrettanti grani quanti sono gli attributi dati dal profeta a Dio. Mentre scorrono quei grani ripassano in mente le qualità di Allah.

24.  Questo nome si scrive Onieghin, ma si pronunzia Anieghin. L’abbiamo scritto come si pronunzia.

25.  Titolo del primo poema composto da Puschin.

26.  Questo capitolo fu scritto in Bessarabia, ove Puschin fu mandato per ordine superiore.

27.  Cappello così denominato dal famoso fondatore della Bolivia.

28.  Celebre orologiaro.

29.  Vino dell’anno 1811 nel quale comparve la cometa di Giulio Cesare.

30.  Pasticci rinomatissimi fatti di fegato di oche.

31.  Attrice.

32.  Poeta comico.

33.  Poeta tragico.

34.  Attrice.

35.  Traduttore di Cornelio.

36.  Direttore del ballo.

37.  Ballerina.

38.  Toelette e costume sono francesismi legittimati dall’uso.

39.  “Tout le monde sut qu’il mettait du blanc; et moi, qui n’en croyais rien, je commençai de le croire, non seulement par l’embellissement de son teint et pour avoir trouvé des tasses de blanc sur sa toilette, mais parce qu’entrant un matin dans sa chambre, je le trouvai brossant ses ongles avec une petite vergette faite exprès, ouvrage qu’il continua fièrement devant moi. Je jugeai qu’un homme qui passe deux heures tous les matins a brosser ses ongles, peut bien passer quelques instants à remplir de blanc les creux de sa peau.

Confessions de Jean Jacques Rousseau, liv. VII.

Rousseau volendo riformare la società, incominciò dal vestiario. Così fecero tutti i grandi riformatori. Così fece Pietro il Grande in Russia nel secolo decimo settimo; così ha fatto, ai giorni nostri, il Sultano Mahmud in Turchia. Rousseau depose la perrucca; tutti i contemporanei l’imitarono, e colla perrucca deposero l’idee inerenti a quella, le idee barbare e stolte del medio evo. Così nacque il costume moderno che ebbe per cuna Parigi. Tutto il mondo accettò le mode di Parigi; tutti i popoli presero, per così dire, la livrea francese. E d’allora in poi tutti i popoli, volens, nolens, stanno sotto l’influenza francese. Ma l’unità di vestiario addurrà l’unità di misure, di moneta e di lingua.... dove ci fermeremo in tale strada? Forse tutti i popoli formeranno fra qualche secolo un sol popolo!... Puschin ha ben ragione di dare grande importanza alle cose di moda.

40.  Le Suisse, ossia introduttore, secondo l’uso di Francia. Così chiamato perchè i primi che adempirono quello officio erano Svizzeri, ma poi furono anche Francesi, come per esempio Petit-Jean, il quale dice nei Plaideurs di Racine:

Il m’avait fait venir d’Amiens pour être Suisse.

Atto I, Sc. I.

41.  Guardie particolari dell’imperatore.

42.  Aggomitare non si trova nei vocabolari, ma essendo necessario si può usare.

43.  Allusione a certi versi scritti dal poeta Muravieff.

44.  Lord Byron, che abitò molto Venezia e vi compose un canto di Childe Harold, la tragedia dei Due Foscari, e altri poemi.

45.  Puschin era allora in Odessa.

46.  Dicemmo nella Biografia che Puschin dal lato di sua madre discendeva da un negro africano.

47.  Nel Prigioniero del Caucaso.

48.  Nella Fontana di Bakcisarai.

49.  Il n’y a que les sots qui s’ennuient” dice Beaumarchais (Barbier de Séville, atto I, scena II), e ha ragione. Puschin vuol significare che la scioperatezza genera la noia, e che i dandy si annoiano perchè sono scioperati. Ma perchè scioperati? Perchè stolti.

50.  In russo barsccinu, in francese corvée.

51.  Cioè che per educazione è francese o tedesco.

52.  Primo verso d’un canto popolare russo.

53.  Nella cerimonia del matrimonio, secondo il rito greco, si mette una corona di fiori sul capo degli sposi.

54.  Nome in uso nelle classi popolari soltanto.

55.  È uso in Russia di tagliare parte dei capelli ai giovinotti che devono arruolarsi.

56.  Cioè secondo la pronunzia viziosa di molti francesi.

57.  Bevanda fermentata che bevono le povere genti.

58.  I beccamorti scavando una fossa (nel quarto atto dell’Amleto di Shakespeare) ravvisano il cranio d’un buffone del re chiamato Yorick. Amleto piange sopra di esso perchè l’aveva veduto in vita rallegrare con le sue celie i conviti del re, ed esclama: Poor Yorick!

59.  Luogo famoso per una battaglia fra i Russi e i Turchi nella quale questi ebbero la peggio.

60.  Svetlana è una fata rinomata per la sua bianchezza e per la sua potenza.

61.  Giulia Volmare nella Nuova Eloisa di G. G. Rousseau; Malec Adel, romanzo di Madama Cottin; Gustavo de Linard, romanzo di Madama di Krudner, la celebre amica di Alessandro I e istigatrice della Santa Alleanza.

62.  Delfina, romanzo di Madama di Stäel.

63.  Il Vampiro, romanzo del Polidori, medico di Lord Byron; Melmoth, di Mathurin; Giovanni Sbogar, di Carlo Nodier.

64.  Imitazione della famosa ode di Saffo, il cui senso è questo:

Agli immortali Dei simil mi sembra

L’avventuroso che ti siede a lato,

E a sè vicino ode suonar la tua

Voce soave,

E il tuo soave riso. A me nel seno

Quando m’appari, il cuor ferve e rimbalza;

E il labro ansante, quando ti rimiro,

Non trova accento.

Muta è la lingua e come rotta. Fiamma

Sottil mi corre su per ogni vena;

Fugge la luce dalle mie pupille,

Ronzan gli orecchi.

Freddo sudor m’inonda tutta; un brivido

Tutta m’invade; qual recisa pianta

Mi discoloro, e, come s’io morissi,

Perdo il respiro.

65.  Giornale morale e seccante.

66.  Poeta anacreontico.

67.  Poeta elegiaco francese.

68.  Freischuetz, è il capo lavoro del gran componista Maria Weber.

69.  Macchina che serve a scaldar l’acqua per il tè. Samovar significa che bolle da sè, αὺτοζἐων.

70.  Il seduttore di Clarissa Harlowe in un romanzo di Richardson.

71.  Questo pensiero pare tolto da un distico trovato scritto sopra un muro dei pozzi di Venezia:

Da chi mi fido mi guardi Dio,

Di chi non mi fido mi guarderò io.

72.  Gallicismo inevitabile.

73.  Pensiero antico quanto i mondi e che Puschin esprime esattamente nelli stessi termini del Viscardello.

74.  Altro gallicismo necessario.

75.  Poeta lirico, amico di Puschin.

76.  Personaggio del Corsaro di Lord Byron. Ognun sa che Lord Byron volle attraversare a nuoto lo stretto dei Dardanelli, ad imitazione di Leandro che lo varcava per andar da Ero.

77.  In russo luccinca che è propriamente un pezzetto di legno che serve ai contadini di candela.

78.  Famoso pubblicista.

79.  Equipaggio con tre cavalli. Tri, tre.

80.  Che fabbricano il miglior vino di Sciampagna.

81.  Vino d’Ungheria.

82.  Autore tedesco la cui famiglia era oriunda francese. Scrisse molti romanzi d’argomento domestico.

83.  Bisogna sapere che non essendovi in Russia buone strade maestre, le communicazioni sono mercè della neve più facili d’inverno che di primavera e d’estate.

84.  Sorta di carrozza.

85.  La Prima neve, poema del Principe Viasemschi celebre poeta tuttora vivente.

86.  In un’ode di Baratinschi.

87.  Pratiche superstiziose usate dal popol russo per conoscere il futuro.

88.  Questo è il modo che adoperano le ragazze superstiziose per sapere il cuore del loro futuro sposo.

89.  Poema russo nel genere classico, cioè noioso.

90.  Allusione ad una satira scritta da uno zio di Puschin e intitolata Il vicinante pericoloso. Il nome di questo personaggio ridicolo è appunto Buianoff e il poeta lo rappresenta come qui lo vediamo.

91.  Vino di Crimea.

92.  Cioè le tavole da gioco.

93.  Versta, distanza di cinquecento tese ossia di tremila piedi.

94.  Sagena, tesa (6 piedi).

95.  Celebre trattore del Palais royal.

96.  Celebre fabbricante d’armi in Parigi.

97.  Chiedo venia al lettore per questa espressione poco italiana. È forza ch’io l’adoperi per significare ciò che i russi chiamano metstatel, i tedeschi schwaermer, i francesi rêveur.

98.  Altra espressione che puzza di francesismo. Ma è d’uso sì comune che non mi fo scrupolo di adoprarla.

99.  Autore di opere economiche.

100.  Specie di tavola reale.

101.  Le verste sono segnate da un palo altissimo; e siccome le verste sono corte, a ogni momento, andando presto, se ne vede uno.

102.  Stava facendo la calzetta secondo l’uso delle provincie.

103.  Imitazione dell’esordio della prima Olimpiade di Pindaro.

104.  Celebre lirico russo, di cui parlammo nella Biografia di Puschin.

105.  Principale personaggio d’una ballata di Burger. Leonora non può darsi pace della morte dell’amante; l’ombra di questi viene a prenderla a cavallo e la porta seco in inferno.

106.  Perdonino i puristi questo neologismo.

107.  Vuole dire che il vulgar è frequente nella società russa.

108.  Mi rincresce assai di adoperare tante voci francesi; ma non si può fare altrimenti quando si descrivono i costumi dell’alta società. Mi rincora il pensare che quasi tutti i termini francesi o i gallicismi da me innestati in questa traduzione sono consecrati dall’uso e suonano giornalmente sulle labbra delle persone bennate.

109.  Disegnatore francese.

110.  Nelle case russe sono sempre doppie le porte e le finestre.

111.  Filosofo tedesco, autore delle Idee sull’umanità.

112.  Filosofo e novelliere francese.

113.  Fisiologista francese, autore del libro Della vita e della morte.

114.  Medico francese, autore del libro sull’Onanismo.

115.  Filosofo francese, autore d’un dizionario critico dal quale Voltaire trasse i suoi più validi argomenti.

116.  Filosofo francese, autore del libro sulla Pluralità dei mondi, primo tentativo fatto in Europa per rendere la scienza accessibile a tutte le intelligenze.

117.  Poeta persiano, autore del Gulistan (giardino delle rose) e di altri poemi celebri.

118.  Hetmann o ataman chiamano i Cosacchi il loro comandante. Het-man vien dal tedesco hauptmann, capitano.

119.  Coda di cavallo che serve d’insegna.

120.  Distintivo dell’etmanno.

121.  Tutti nemici dei Russi. Samoiloff fu bandito in Siberia, e Gardienco fu decapitato per ordine di Pietro I.

122.  Venti mila soldati della Piccola Russia erano stati mandati in Finlandia da Mazeppa.

123.  Zalenschi, sbandito dalla patria, divenne il primario agente di Mazeppa.

124.  Orlic, stato secretario di Mazeppa, fu fatto, dopo la morte di questo, etmanno della Piccola Russia da Carlo XII. Quando Carlo fu sconfitto, Orlic si ritirò in Turchia, abbracciò la religione islamitica, e morì a Bender nel 1726.

125.  Boiar significa propriamente guerriero; divenne poi sinonimo di nobile.

126.  Due boiari di Mosca parteggiavano per Mazeppa. Furono orribilmente castigati.

127.  Una delle chiese di Chieff.

128.  Ceccel combatte l’esercito di Mencicoff.

129.  Ciò fece Carlo in Dresda, dal re Augusto. Vedi Voltaire, Histoire de Charles XII.

130.  “Una bomba!” sclamò il secretario di Carlo. — “Ebbene, ripigliò il re, che hanno le bombe che fare colla lettera ch’io ti detto?” Ma ciò successe più tardi.

131.  Carlo visitando di notte li accampamenti russi s’accostò a un crocchio di cosacchi seduti intorno a un fuoco. Sparò il suo schioppo e ne ferì uno. I cosacchi risposero con tre colpi, uno dei quali ferì Carlo alla gamba.

132.  L’empereur moscovite, pénétré d’une joie qu’il ne se mettait pas en peine de dissimuler, recevait sur le champ de bataille les prisonniers qu’on lui amenait en foule, et demandait à tout moment: “Où est donc mon frère Charles?...” Alors, prenant un verre de vin: “A la santé,” dit-il, “de mes maîtres dans l’art de la guerre!” Renschild lui demanda qui étaient ceux qu’il honorait d’un si beau titre. “Vous, Messieurs les généraux suédois,” reprit le Tsar. “Votre Majesté est donc bien ingrate,” reprit le comte, “d’avoir tant maltraité ses maîtres.”

Voltaire, Histoire de Charles XII.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate a pag. 244 (Errata Corrige) sono state riportate nel testo.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.