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Ricordanze

Chapter 40: IO LE DICEA TREMANDO...
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About This Book

Una raccolta di poesie liriche che evoca memorie affettive, nostalgie giovanili e la natura come conforto dell'animo. I versi alternano immagini primaverili e stagioni interiori, invocazioni religiose, riflessioni sulla solitudine e sul dolore, oltre a celebrazioni della semplicità e del lavoro quotidiano. Il linguaggio privilegia suggestioni sensoriali — fiori, profumi, luce — per esplorare rimpianto, speranza e ricerca di consolazione. Nel complesso i testi mantengono un tono meditativo e intimo, fondendo esperienza personale e osservazione morale in brevi quadri emotivi.

IO LE DICEA TREMANDO...

Io le dicea tremando: Altra, già il sai,

Ricchezza altra io non ho, fuor che il tuo core,

Altra luce non ho fuor che i tuoi rai,

Altra fede non ho tranne l'amore.

Scrollava ella al mio dir la bionda testa,

Qual chi creder vorria nè crede a nulla,

E ripetea tra sorridente e mesta:

L'abbandonaste voi quella fanciulla?

— Che t'importa di lei? L'aura solinga

Che susurra al tuo crin, fugge dal fiore,

Cade con l'alba la stella raminga,

E in un sorgente amor cade un amore.

Che t'importa di lei? Rapide e brevi

Son tutte cose come il tuo sospiro;

Siccome albe e tramonti, aprili e nevi,

Pur gli affetti del cor vengono in giro.

Oh! non mi dir che son vuote e fallaci

Le mie promesse e i sogni miei son vani;

Amami fin che puoi, dammi i tuoi baci,

E mi sia chiuso il ciel, morto il domani. —

Io tacqui. Sui pensosi occhi di lei

Brillava il pianto, e pur dicea: son lieta!

Porse ardente la bocca ai baci miei,

Ma non mi disse mai: t'amo, o poeta!