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Ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) / Seconda edizione con aggiunte cover

Ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) / Seconda edizione con aggiunte

Chapter 3: PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE
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About This Book

A first-person memoir recounts the popular uprising in Milan in March 1848, tracing political and local causes, street fighting, the erection of barricades, and the formation of a provisional government. The author describes personal involvement in patrols, committees, and missions, detailed episodes of combat and occupation of military posts, civic hardships, funerary ceremonies, and everyday arrangements for food and security. Added material treats the Piedmontese army's retreat after the Custoza battle and the violent August crisis in the city. The narrative closes with reflections on public spirit, citizens' responsibilities, and social problems exposed by the revolutionary episode.

Questa seconda edizione[1] si presenta aumentata di alcuni particolari intorno alla ritirata dell'esercito piemontese dopo la battaglia di Custoza del 25 luglio 1848 ed alla terribile giornata del 5 agosto successivo in Milano.

Il periodo storico che comincia colla dichiarazione di guerra del 23 marzo 1848 del Re di Sardegna all'Imperatore d'Austria e termina coll'armistizio di Milano del 6 agosto detto anno, è fra i più interessanti nella serie complessiva delle campagne per l'indipendenza italiana i cui estremi sono il già menzionato 23 marzo 1848 ed il 20 settembre 1870.

Il primo periodo si suddivide alla sua volta, in due ben distinte fasi; l'una comprende i giorni fausti di successi e liete speranze, l'altra, i giorni di sventura, i giorni di scoraggiamento, di dolore.

I ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano rischiarano, ossia tendono a rischiarare l'avvenimento principale del periodo felice e quello che narrai, poco di certo, quello è vero, non teme contraddizione.

Queste aggiunte risguardano il periodo di dolore.

Ciò che narro è avvenuto sotto i miei occhi, e posso garantire con piena sicurezza.

Limitato entro questi confini non può esser molto, ma quello che è, sia pur poco è scrupolosamente vero, il futuro storico può prenderlo come buon materiale.

Ho voluto aggiungere una breve appendice che potrà sembrare a taluno forse un po' troppo personale, relativa alle vicende del Manifesto del 5 agosto del Re Carlo Alberto, ma si conceda qualcosa anche ad un uomo che in quella terribile giornata, fu posto a durissime prove e sentì grave il peso della pubblica sventura.

Torino, il 24 giugno 1883.

Luigi Torelli.