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Roma contemporanea

Chapter 2: PREFAZIONE
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About This Book

Un resoconto di viaggio e riflessioni raccolte durante sei mesi trascorsi nei territori pontifici e nelle città italiane, alternando descrizioni paesaggistiche e urbane a osservazioni sociali e morali; include ritratti vivaci di località attraversate, considerazioni sul costume e sulla lentezza delle riforme, e annotazioni sulle innovazioni infrastrutturali e sulla vita quotidiana, il tutto presentato con tono personale ma non polemico. L'opera combina episodici aneddoti di viaggio con meditazioni più ampie sul cambiamento sociale e sulle contraddizioni tra apparenza e realtà nella società contemporanea.

PREFAZIONE

Questo non è nè un libello nè un libro politico. Se il lettore vi cercasse delle considerazioni generali sul governo del papa, si vedrebbe deluso nella sua aspettazione.

Si disse a difesa e contro il potere temporale tutto quanto dirsi poteva; e quanto a me non ho nè autorità nè libertà sufficiente per riassumere i dibattimenti. Ho sostenuto una parte troppo attiva e come accusatore e come accusato, perchè la mia imparzialità non sia sospetta. La parola tocca al presidente, il quale tace.

E potrebbe darsi eziandio che il tempo delle discussioni fosse passato, non meno che il tempo de’ saggi consigli e delle utili riforme. La questione romana è abbastanza ben chiarita, perchè i meno perspicaci distinguano il vero, e perchè i più esitanti abbiano preso una risoluzione. Gli uni si sono decisi per delle ragioni di coscienza, gli altri per ragioni d’interesse o di politica; ma certo si è che l’azione è venuta a succedere alla parola.

Il lavoro adunque che offro al pubblico non è altro che uno studio letterario sugli Stati del papa: in esso ho raccolto in corpo di volume tutte le osservazioni che aveva notato durante un viaggio di sei mesi.

Questi materiali giacquero nel mio scrittojo per ben due anni: cionullostante mi sembra che siansi piuttosto maturati che non invecchiati. Roma non si è sensibilmente cambiata sotto un regime che si fa gloria d’essere immutabile. Bologna ed alcune altre città non fecero che proclamare una rivoluzione, che era già compiuta da lungo tempo negli animi e nei costumi.

Il giorno in cui tutti i sudditi del Santo Padre avranno le medesime idee, i medesimi costumi ed i medesimi diritti che i Bolognesi nel 1860, il mio libro non sarà altro che una curiosità archeologica; ma non ne moverò lamento.